La vita di un Uomo attreverso i suoi Sogni : intervista effettuata dalla Dott.ssa Roberta Piliego

Riappropriati della tua vita e vivila fino in fondo

Orazio – Carmi III, 29, 41- 48Di se stesso padrone lietamente vivrà,
colui che ad ogni giorno possa dire:
Ho vissuto.
Offenda pur domani
Giove di nere nubi il cielo o brilli
Il sole, non potrà, rendere vano
Il passato, ne sperdere o mutare
Quel che mi ha dato l’ora fuggitiva.

“Nascere per compiere un sogno”. È questo il messaggio che sembra pervadere la storia umana e professionale di Aldo Mauro Bottura raccontata oggi, dallo stesso protagonista, nel libro “Un uomo e il suo sogno”. Abbiamo incontrato l’autore, per farci raccontare i segreti di una vita vissuta all’insegna di un sogno.

INCONTRO CON ALDO MAURO BOTTURA

DCosa significa “nascere per compiere un sogno”?

R – A volte, come da un balcone, ho osservato le persone vivere la vita. Alcuni sono scontenti della propria situazione finanziaria, altri della persona con cui vivono, altri di essere soli, altri ancora del loro aspetto.

Tutti costoro, a causa di queste insoddisfazioni si mostrano irritabili, pessimisti, stanchi, infastiditi da tutto e il loro rapporto con gli altri è difficile. Si innesca nella loro vita una spirale da cui non riescono più ad uscire, ma anzi, nel vortice, vanno sempre più in fondo.

Dal momento che ho vissuto un’infanzia infelice, con esperienze di frustrazione e solitudine, ho voluto fermarmi ad analizzare come e perché sia riuscito ad uscirne e a fare di una vita partita male la realizzazione di un grande sogno. Ho osservato anche la vita di molte altre persone di successo ed ho annotato alcune fondamentali costanti.

Contemporaneamente, ho sottolineato che fin dalla vita intrauterina siamo soggetti a condizionamenti e che questi continuano e ci bombardano incessantemente per tutto il nostro percorso. Così, spesso, ancor prima di nascere diventiamo qualcuno diverso da quello che siamo realmente.

Poi, nel procedere della vita, gli altri ci vogliono in un certo modo, ci insegnano in un certo modo, ci fanno vivere in un certo modo e via via fino a non riconoscerci più.

A questo punto non ci rimane che un paziente lavoro di analisi. Tornare indietro alla nostra infanzia e ricordare chi ci diceva in un modo e chi nell’altro, chi ci ha fatto questo e chi quello. Non è necessario un terapeuta, ma solo il nostro sincero ricordo. Giudicheremo chi ci ha fatto del bene e chi no, chi ci ha dato insegnamenti che condividiamo e chi no.

Da questo paziente lavoro faremo emergere il nostro vero IO, quello che noi realmente siamo e vogliamo essere. Ed è qui che io invito a praticare le regole spiegate nel mio libro perché, come nelle favole, un brutto anatroccolo può trasformarsi in uno splendido cigno, pieno di bontà, entusiasmo e voglia di vivere i propri “SOGNI” quelli che il suo vero IO interiore gli griderà dentro.

- Sono molte le persone che hanno smesso di sognare. Quale suggerimento rivolge a chi è ormai convinto di non avere la forza e la capacità di poter realizzare i propri desideri?

R - Il percorso da seguire non è certamente facile ma è una via aperta a tutti, a tutti coloro che avendo un desiderio “bruciante” siano disposti a fare quanto necessario al fine di raggiungere il “sogno” tanto desiderato.

Il libro ha lo scopo di percorrere i meandri che in genere ostacolano gli individui al raggiungimento dei propri sogni e di individuare le possibili soluzioni per superare tali ostacoli.

Nella mia vita di “formatore” sono sempre stato felice di constatare che chiunque può realizzare ciò che più desidera, tramite l’utilizzo di mezzi semplici. A volte un aiuto esterno al fine di individuare i giusti strumenti e un’assistenza durante il cammino del cambiamento verso il raggiungimento della meta, possono rendere il compito meno gravoso.

Questo incarico è per me doppiamente gratificante: da una parte aiutare gli altri ad essere felici rende me più felice e dall’altra mi consente di scoprire nuove “energie assopite”, ampliando ulteriormente e costantemente le mie esperienze. L’insegnante attento può imparare molto dai propri alunni. Ma prima di addentrarmi nell’argomento, vorrei proporre la mia definizione di successo: esso altro non è che “la progressiva realizzazione di un valido ideale, il vostro ideale”!

D – Lei ha definito un vero e proprio codice di comportamento utile non solo alla realizzazione dei propri desideri, ma anche ad un vivere sano e consapevole. Ci racconti.

R – Alcuni preferirebbero morire piuttosto che cambiare. Siamo tutti un po’ pigri e di rado ci sforziamo davvero, a meno che qualcosa non ci costringa, o che soffriamo a tal punto da essere disposti a fare qualsiasi cosa per alleviare il dolore, sia fisico o mentale, emotivo o finanziario.
Quando parliamo di cambiamenti vorremmo sempre fossero gli altri ad attuarli, non noi. Vogliamo che gli altri lo facciano, regalandoci così una vita diversa. In realtà, qualsiasi cambiamento deve invece venire da noi stessi. L’unico modo per cambiare è guardare in noi stessi e decidere di agire.

Che cosa possiamo fare di positivo per noi quest’anno che non abbiamo già, fatto nei precedenti? Che cosa vorremmo cambiare nella nostra vita? Di quali situazioni vogliamo ora liberarci? E soprattutto, siamo disposti a cambiare? Se lo siamo davvero, troveremo molti spunti per farlo, poiché è l’energia emotiva che permette di superare le barriere erette dalla mente.

Fare il primo passo è importantissimo, può essere questo libro, un corso, un seminario, un incontro, una persona, un’osservazione molto significativa per noi in quel momento. A volte può succedere che, in seguito al nostro cambiamento, la situazione, inizialmente, invece di migliorare, peggiori, almeno in apparenza. È un segno che qualcosa si sta muovendo. Può essere il passato che affiora. Lasciamo allora che emerga continuando a ripetere affermazioni positive e a rafforzare il nostro nuovo modo di pensare.

Tutto è un processo, ce lo insegna la natura. Dal momento in cui si semina una pianta passa del tempo prima di vedere il fiore, il frutto. Allo stesso modo, dal momento in cui decidiamo di operare un cambiamento al momento in cui otteniamo un risultato passa del tempo: viviamo una fase di transizione, oscillando fra vecchio e nuovo, all’interno di un processo “naturale”.

È necessario del tempo per sentirsi forti e sicuri del cambiamento effettuato. Quanto? Dipende solo da noi. Sapere cosa fare e farlo è ben diverso. Il cambiamento richiede l’azione. Ricordiamoci di gratificarci per ogni passo avanti compiuto, anche il più piccolo. Se non facciamo altro che rimproverarci per quelli all’indietro, l’idea di cambiare diventerà un peso invece che un’opportunità. Cerchiamo di usare tutti i mezzi a disposizione per progredire rassicurandoci e confortandoci.

DDeterminazione, volontà e devozione al sogno sono, a suo avviso, gli ingredienti per riuscire a trasformare una visione in un progetto concreto. Su questi presupposti lei ha fondato più di quaranta anni fa la sua prima azienda.  La Ferrariancora oggi si occupa con successo di cultura della salute. La sua storia professionale dimostra che la sua ricetta funziona! 

R – Quando siamo disposti a cambiare veramente, possiamo farcela. Ma nessuno può agire per noi: ognuno ha dentro di sé l’energia per realizzare ciò che desidera. Se viviamo esperienze non positive occorre comprendere come sono state originate per poterle trasformare. Quando accettiamo ciò che non possiamo cambiare e ci impegniamo a cambiare ciò che è nelle nostre possibilità, siamo già sulla buona strada.Il primo passo è essere disposti a trasferire l’energia e gli sforzi, che prima si impiegavano nel tentativo di cambiare gli altri o le situazioni, dirigendoli ora al cambiamento di se stessi. Inoltre, quando si sta veramente cercando di cambiare non si perde tempo a parlarne. Si è troppo occupati a farlo. Molte persone preferiscono la quiete dello status quo alla sfida del cambiamento che potrebbe migliorare la qualità della loro vita.

Cambiare può significare liberarsi dal senso di colpa, di isolamento, di separazione o solitudine, di rabbia, paura o dolore. Da sentimenti ed atteggiamenti che causano diffidenza verso il futuro e che condizionano la nostra mente e ci creano difficoltà, invece di condurci verso la conquista di nuovi obiettivi.

Vogliamo veramente cambiare o preferiamo continuare a lamentarci di ciò che non abbiamo nella vita o per ciò che non siamo? Solo in apparenza questo è un risparmio “psico-energetico”, in realtà la nostra mente continua a creare sogni e desideri che, repressi, generano pensieri ed energie negative che, a loro volta, alterano l’equilibrio psico-fisico, il nostro benessere e la possibilità di crearci una vita piena di successo, serenità e gioia.

Se vogliamo cambiare la nostra vita, è importante lavorare su noi stessi, sul nostro atteggiamento mentale e aprire i nostri cuori. Se non cambiamo noi, è improbabile che le condizioni esterne cambino davvero. Il cambiamento avviene attraverso una nuova presa di coscienza, un “cambiamento del cuore” che permea la nostra vita d’amore. Ciò che manifestiamo con i nostri comportamenti è il riflesso di ciò che proviamo dentro di noi: le nostre convinzioni sul nostro valore, sul nostro diritto ad essere felici, su ciò che meritiamo dalla vita.

Quando queste convinzioni cambiano, cambia anche la nostra vita. Quando si rinuncia a prendersela con gli altri assumendosi la responsabilità delle proprie scelte, si aprono tutte le possibilità che sembravano precluse quando ci si considerava vittime degli altri.Ciò spinge a cambiare abitudini o comportamenti che non sono più soddisfacenti o gratificanti, ad abbandonare sentieri che sono diventati troppo stretti e a intraprendere percorsi e progetti nuovi. Cercare di cambiare qualcuno è frustrante e deprimente, al contrario impegnarsi in proprio per determinare cambiamenti nella nostra vita è stimolante.

Tanto, si cambia comunque sempre nella vita, anche quando i cambiamenti non sono per nulla desiderati ma avvengono apparentemente per caso, oppure nostro malgrado.La chiave sta nel trovare il valore positivo che ogni avvenimento, apparentemente negativo, nasconde. Il nostro “ego” vive come un affronto gli avvenimenti che percepisce come negativi e, come “accecato”, non riesce a vedere nella situazione alcun aspetto positivo.

, la mia ricetta funziona sempre, per tutti coloro che desiderano migliorare ed elevarsi, ma occorre essere disposti a collaborare con le forze ancestrali alle quali ogni essere umano può attingere per perseguire e realizzare il proprio nobile desiderio.

D – Psicologia, Analisi Transazionale, Mind Dynamic, Leadership, Radioestesia, Radionica e Geobiologia, Lauree Honoris causa.  Sono molti i saperi che lei ha approfondito e utilizzato anche nella sua esperienza di “imprenditore della salute”.

Quali sono i requisiti, personali e culturali, utili all’imprenditore di questo nuovo millennio? 

R – I requisiti e i passi fondamentali da compiere per realizzare i propri sogni ed ottenere il successo personale, oggi, domani e sempre, coinvolgono una serie di azioni che ho così sintetizzato:
1. Apertura al cambiamento.
2. Fate un elenco dei vostri sogni.
3. Identificate il vostro sogno primario o Meta.
4. Conoscenza e consapevolezza.
5. Conoscenza e superamento.
6. Trasformare il negativo in positivo.
7. Assumere il giusto atteggiamento.
8. Scegliere i nostri pensieri.
9. Controllare se stessi.
10. Amare il prossimo e il successo arriva.

L’uomo è spesso il risultato di quello che gli altri hanno voluto che lui divenisse, trasmettendo alle sue cellule celebrali tutte quelle informazioni che lo avrebbero poi reso vittima dei suoi condizionamenti, senza consentirgli la libertà di libere scelte. Nasce così l’impossibilità di una paritetica gratificazione dei quattro livelli che determinano l’essere umano e rimane pertanto precluso un processo di sintonia empatica con il proprio sé.

L’uomo perde sempre più fiducia nelle proprie possibilità di riarmonizzazione e presenta disequilibri cellulari, dimenticando che la prevenzione dell’infelicità, di cui la malattia non è che il nome e la forma, deve essere l’essenza primaria della sua ricerca.

D – Qual è il suo sogno e, soprattutto, è riuscito a realizzare i suoi desideri?

R – Nelle favole è un compito affidato alle fate e ai maghi. Ma nella realtà di tutti i giorni nessuno ci insegna come scoprire i nostri sogni e come fare per realizzarli. La psicologia solitamente si occupa più dei sogni notturni che di quelli esistenziali, ma come si può pensare di aiutare le persone in difficoltà se non si comprende oltre ai bisogni, quali sono le aspettative, i desideri, i progetti e – perché no – i sogni anche più fantastici che si vorrebbe realizzare?

È vero, la realizzazione di un sogno (che sia veramente tale) è una scommessa molto ardita: ma per quanto difficile sia, è possibile farcela. Per realizzare un sogno, per prima cosa bisogna individuarlo. Può sembrare una banalità, ma vi assicuro che non lo è affatto. Se chiedete un po’ in giro quali sono i sogni che la gente vorrebbe realizzare, molto facilmente riceverete risposte del tipo: “una coupè rossa”“la villa a Courmayeur”“il viaggio alle Seychelles”, e via discorrendo. Non che questi non possano essere dei desideri del tutto legittimi, ma spesso compongono soltanto la mitologia dell’uomo moderno.

Un sogno autentico è scritto a caratteri indelebili nel DNA della nostra anima e non avremo pace finché, nella nostra vita, non l’avremo realizzato. Un sogno autentico è un disegno che riusciamo a cogliere solo in alcuni rarissimi momenti, come un puzzle che ci viene svelato a tratti. E solo chi ha fede nel proprio sogno ha la possibilità di vederlo un giorno realizzato.

Per trovarlo bisogna saper ascoltare i segnali che ci giungono dall’esterno e che ci indicano, man mano, la strada. Ma soprattutto bisogna saper ascoltare il proprio cuore. C’è chi fa meditazione, chi legge un libro, chi fa passeggiate sulle spiagge invernali, chi scruta il cielo di notte, chi ascolta una canzone o pensa al proprio amore lontano. Ognuno sceglie il metodo che gli è più congeniale: ma tutti hanno in comune l’ascolto.
Il nostro cuore, lentamente ci metterà a conoscenza del disegno che ha riservato per noi, lo scopo per cui siamo nati e viviamo su questa terra. Non esistono cuori muti: ogni persona riceve quotidianamente messaggi e stimoli dal proprio cuore, per riconoscere e realizzare il proprio sogno.

Sta a noi scegliere se ascoltarli o meno, se seguire le indicazioni del cuore, o gli ossessivi richiami della mente. Purtroppo a volte succede che a furia di non voler ascoltare il proprio cuore, la vita ci debba mettere di fronte a situazioni molto difficili e dolorose.

Capita così che di fronte a tragedie o dolori molto grandi le persone scoprano valori profondi, comprendendo per un momento il significato della vita e il dono che essa rappresenta. Del resto nessun senso di colpa è più terribile di quello di non aver fatto della propria vita un’autentica opera d’arte.

L’altro elemento essenziale è la fiducia in se stessi. Molti di noi sono perseguitati dalla convinzione di non meritare nulla di più di quello che hanno. Io credo che ognuno di noi meriti una vita serena, di gioia ed abbondanza. Spesso sono i sensi di colpa a impedirci di cogliere quelle occasioni che la vita ci mette di fronte, e che ci possono far fare grossi salti di qualità. È solo ascoltando il proprio cuore che si guadagna questa fiducia.

Ascolto e fiducia formano la struttura portante di un sogno da realizzare. A questi ingredienti aggiungete capacità di gioire, gratitudine per i doni ricevuti, autodisciplina (abbondate pure), capacità di perdonare i propri errori e quelli degli altri.

Non mescolate, ma approfittate per mettere bene in ordine la vostra vita. A questo punto – se il sogno non si è ancora realizzato – riprovate da capo. Magari con un pizzico di amore e di autoconvinzione in più!

La vita inesorabilmente trascorre, proprio per questo dobbiamo afferrarla e fare che essa sia il più appagante possibile. Quando sarà arrivato l’ultimo momento guarderemo la luce che si spegne con un sorriso, perché abbiamo fatto tutto quello che dovevamo e soprattutto perché abbiamo realizzato ciò che abbiamo desiderato.

ho realizzato nella mia vita tutti i “Grandi Sogni” che ho deciso di realizzare.

Vivere appieno l’istante divino donatoci e colmarlo di buone azioni idonee al miglioramento sociale in un mondo che sembra invocare i buoni principi solo negli accadimenti tragici o molto gravi è fantastico.Il prossimo Sogno è quello di dedicarmi alla divulgazione di cose buone e alla tutela della salute. Contemporaneamente dedicherò la mia vita all’aiuto dei bisognosi, specialmente in quelle parti del mondo dove con poco puoi fare molto.

Dott. Aldo Mauro Bottura

Se ho vissuto un tempo per raccogliere, ora è arrivato il tempo per donare di più. L’ultimo desiderio è quello di trapassare guardando il sole con un gioioso sorriso in volto, dove la gioia di aver vissuto l’ultimo attimo della mia vita con Amore mi sarà di compagnia.

È stata un’intervista indimenticabile! Il Dott. Aldo Mauro Bottura è veramente “L’Uomo dei Sogni” la sua vita, racchiusa nella sua autobiografia “Un Uomo e il suo Sogno” ne è una affascinante realtà e testimonianza per tutti noi.

 

 


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