Cervello ed epilessia: di Aldo Mauro Bottura

Con il termine epilessia si descrivono una varietà di sintomi neurologici dovuti ad una scarica elettrica anomala, sincronizzata e prolungata di cellule nervose della corteccia o del tronco cerebrale. Anche se il 5% di tutte le persone ha almeno una crisi epilettica durante la sua vita non è considerato affetto da epilessia, le crisi epilettiche sono favorite da fattori che aumentano l’eccitabilità elettrica delle cellule nervose  e abbassano la naturale soglia alla loro scarica spontanea: l’uso o la sospensione improvvisa di certi farmaci, droghe o alcool, febbre, deficit di sonno, alterazioni degli elettroliti, e infine fattori genetici e metabolici.

Sampsa Vanhatalo e colleghi dell’Università di Helsinki in un nuovo studio pubblicato online nella rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” affermano che le crisi epilettiche potrebbero essere associate ad oscillazioni estremamente lente dell’attività elettrica del cervello, (di 0.5 Hz), o “infralente”.

Purtroppo l’elettroencefalogramma (EEG) non è in grado di rivelare l’attività a frequenze così basse, quindi è stata analizzata l’attività cerebrale di alcuni pazienti usando un adattamento della tecnologia convenzionale chiamata EEG a corrente diretta (DC-EEG).

Si è rilevato che le crisi con esplosioni di attività cerebrale anormale, si manifestano in corrispondenza dei cosiddetti eventi interictali che avvengono in una determinata fase delle oscillazioni infralente. I ricercatori ritengono quindi che le oscillazioni infralente riflettano i cicli dell’eccitabilità del cervello. Stimolando il nervo vago (VNS) si possono alterare i livelli di CO 2 del cervello attraverso i cambiamenti nella respirazione.

Poiché l’anidride carbonica (CO 2) ha effetti potenti sulle varie funzioni del cervello, è possibile che questi cambiamenti transitori di CO 2 possano avere un effetto sulle transizioni fra le condizioni interictali e preictali.

Questa ricerca potrebbe fornire anche la spiegazione del presunto meccanismo che porta all’aggravamento, fino ad ora enigmatico, di attività epilettica durante il sonno. Si spera che tutto questo possa portare a nuove strategie per la prevenzione e la cura dell’epilessia.

 

Istituzione scientifica citata nell’articolo:
L’University of Helsinki a proposito di prevenzione consigliamo la consultazione del sito: www.ferrari-casaesalute.it . Da oltre 48anni, 465 tecnici, medici e specialisti di fama mondiale collaborano ad un progetto comune, una sana e corretta “PREVENZIONE DELLA SALUTE !“ 


Se preferite scriverci, compilate il modulo e vi risponderemo al più presto,

 

 

Share