Gli albori della vita: Dott. Aldo Mauro Bottura

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unuomossognoSolo sensazioni che restano indelebilmente dentro di noi, spesso difficili da decifrare, spesso scacciate perché si affacciano chiedendo di essere comprese.

Quando siamo assaliti da un timore ignoto, o siamo presi da un’ansia ingiustificata o ci sentiamo spiati, osservati senza motivo, le parti più antiche del nostro cervello stanno inviandoci vecchie sensazioni ripescate nel più lontano passato.

L’universo pare sia sorto da un tutto indifferenziato che le antiche cosmogonie chiamavano caos. Il caos era il nulla in cui tutto era contenuto, come lo spazio indifferenziato della sacra geometria che è identificato dal primo punto.

Da esso cominciano ad emergere i primi elementi che sono NUT e GEB, il cielo e la terra, delimitando uno spazio in cui collocare gradatamente gli astri e le creature del mare e del cielo, le piante e gli animali.

In un attimo dell’eternità si verifica un contatto simile all’esplosione che diede origine all’universo, e inizia una nuova vita.

Quest’inizio è simile a tutti gli altri, parte da un tutto indifferenziato per andare gradatamente a definirsi in una forma più precisa.

L’evoluzione è graduale e avviene in un ambiente acquo gradevole. Il luogo che ospita questo mutamento è caldo, accogliente, provvisto di tutto ciò che è necessario al suo compimento. Da lontano cominciano ad arrivare sensazioni di piacere e benessere, un suono amichevole, un contatto delicato, percezione di desiderio e d’amore, oppure ostili, non desiderio, odio. Di tanto in tanto arrivano dei battiti tumultuosi che turbano il tranquillo sviluppo insinuando la sensazione più antica: la paura.

A volte il flusso dell’aria si fa più breve, contratto, spezzato alterando di nuovo lo stato di quiete e suggerendo disagio. La naturale tranquilla evoluzione dunque può essere alterata da altro, da qualcosa di ignoto che è altrove che può essere amichevole ma anche ostile.

La nuova vita nel suo sviluppo comincia a riempire l’ambiente che la contiene e preme le pareti che la circondano, con l’oscura sensazione che le cose stanno cambiando.

La paura, già avvertita, torna a farsi sentire, la nuova vita è spinta violentemente verso un tunnel buio e stretto, la salvezza è restare nell’ambiente umido e confortevole che l’ha ospitata finora ma non si può può restare, bisogna andare, andare verso l’ignoto e seguire il percorso che innumerrevoli altri esseri hanno tracciato prima.

Verso la fine del tunnel imboccato a forza appare qualcosa di mai visto, un bagliore che assume le vesti della salvezza, della meta verso cui tendere. La nuova vita vi si dirige con tutte le sue forze perché il suo compito, le sue energie, il suo unico scopo è vivere.

Non c’è più liquido tiepido, un bruciore sale al petto e un urlo esce dalla piccola gola, è il primo respiro.

Ora lo chiamano bambino.

Ci sono molti esseri enormi che si agitano intorno a lui. È piacevole, si sente toccato, carezzato, curato, pulito ma una gigantesca preoccupazione si impadronisce di lui:
“dipendo da loro!”

Insicurezza e fragilità, che dovranno essere superate con fatica nel corso della vita e mai del tutto sconfitte.

Come il corpo era solo una cellula, così la coscienza è un miscuglio di sensazioni che piano piano dovranno essere definite, arricchite e ordinate. Il suo corpo e la sua anima sono alle complete dipendenze di coloro che lo hanno generato ed assume ciò che questi comunicano.

Arrivano grida, urla, forti rumori, c’è aggressività, c’è pericolo. Egli reagisce come qualunque animale, quando arriva la sensazione di pericolo cerca una via d’uscita, per un essere debole e indifeso, l’unica alternativa è la fuga.

Corre a nascondersi in un posto che spera possa proteggerlo. Quando cessa il segnale di pericolo prova a tornare fuori e buon per lui se trova qualquno ad accoglierlo che possa consolarlo. Segue il suo istinto ma non è condiviso, sente un colpo improvviso: è dolore.

Si alternano sensazioni sensazioni piacevoli e spiacevoli, quelle che prevarranno saranno determinanti per il suo carattere e il suo umore.

Adesso c’è solo silenzio intorno a lui, nessuno che parli, nessuno che controlli se ha fame, sete, se è sporco, dove sono finiti i genitori ? È l’esperienza della solitudine, nessun essere umano, nessuno che lo tocchi, lo carezzi lo rassicuri, lo nutra.

Torneranno ? Se no, che ne sarà di lui?

Un’ agghiacciante sensazione : è stato abbandonato.

Egli che è la vita in tutta la sua forza, energia, esplosione, sente che tutto ciò può avere una fine, che tutto ciò che inizia inevitabilmente finisce, è la percezione della morte.
L’idea della morte arriva all’improvviso quando la sentiamo lontana e come se non ci appartenesse, un colpo sordo in mezzo al petto ci avvisa che essa è anche per noi.

La nuova vita comincia ad uscire dall’ambito familiare, è a scuola, con altri piccoli esseri che cercano un’interezza, una forma, una via. A casa dicono che è un “buono a nulla” un “incapace” ma a lui piace stare all’aperto, nell’erba, tra le margherite, rincorrere le farfalle e seguire i saltelli degli uccellini.

Queste parole, tuttavia, gli tornano all’orecchio : “Sono un incapace….. sono un incapace” e risuonano come un’eco.

Egli crede a quella definizione e si convince di essere tale.

È già stato privato della possibilità di fidare in se stesso, di essere in grado di effettuare le sue conquiste e di gestire il suo mondo, un incapace è uno che deve dipendere da chi è capace.

SOTTOMISSIONE, FRUSTRAZIONE, DOLORE.

Molte altre sono le sensazioni che proverà, alcuni sono più fortunati perché si trovano accanto persone attente che cercano, per quanto possibile, di limitare le sue sensazini negative e di trovare un conforto alle sue paure.

Altri invece sono in balia di mostri che approfittano della fragilità per sfogare i loro bassi istinti e prevalere facilmente quando non sono riusciti in altro modo.

È facile usare la forza con chi è più debole anche se è VILE!

Quando andrà completandosi il quadro di questa nuova vita essa  si troverà di fronte l’immane compito di ricominciare di nuovo a costruirsi. Dovrà andare alla ricerca del suo vero essere, schiacciato e malformato da altri, intraprendere un percorso con le sue forze e i suoi mezzi, lottare contro i mostri e i fantasmi che hanno preso residenza in lui, e come gli antichi eroi, sconfiggerli per raggiungere la luce della consapevolezza e completezza personale.

Per facilitare questo difficile compito, proponiamo i nostri corsi a volte individuali.

Non sciupare la tua preziosa vita.

TANTI AUGURI E VIVI FELICE

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