La fabbrica del latte, storia e pericoli per la salute umana.

La fabbrica del latte

La fabbrica del latte, pericoli da evitare.

Latte, latticini, formaggi, yogurt, dessert, merendine, gelati, prodotti con cioccolato al latte, si stima un bisogno di produrre giornalmente tra i 20 e i 40 litri di latte a mucca.

È naturalmente impossibile soddisfare una tale richiesta; in natura una mucca per nutrire il suo piccolo produce 6 litri di latte al giorno. Nell’ultimo mezzo secolo, l’uomo ha selezionato mangimi, ormoni, e razze di bovini adatte ad arrivare ad una produzione annua superiore ai 1.500 litri per animale!

La prassi è inseminare le bovine artificialmente, rendendo così le mucche mamme, con la forza e costrette alla prima gestazione già dal secondo anno di vita, e così via fino a quando il loro fisico è troppo debole per reggere un’ulteriore gravidanza.

A quel punto viene abbattuta e venduta la sua carne.

Le mucche come tutti gli altri animali sfruttati, non muoiono di morte naturale, perchè uccise appena la loro resa cala, l’allevatore non ha nessun interesse nel tenere in vita un animale che non gli crea profitti.

Una mucca se lasciata libera vive normalmente 40 anni.

I criteri dell’allevamento intensivo sviluppatosi nei recenti decenni, costringono la mucca a partorire un vitello l’anno, ciò comporta una coincidenza tra allattamento e gravidanza per circa sette mesi l’anno. Questo comporta che alla terza gravidanza la mucca cominci ad accusare problemi cronici o di sterilità, diventando “mucche da riforma” e mandate al macello.

Le mammelle smisuratamente dimensionate, quando sono in piena attività, possono arrivare a dare più di 40 litri di latte al giorno, sono gonfie, tese e pesanti, sicuramente dolenti.

L’uomo per diminuire i costi e aumentare la produttività ha modificato e selezionato razze che hanno minor bisogno di assistenza durante il travaglio. L’amore protettivo verso il proprio piccolo, i dolori della gravidanza, l’attesa per il parto sono uguali per ogni essere vivente femmina. I cuccioli sono allontanati dalla madre dopo 3 giorni dalla nascita, ma continuano a cercarsi per giorni.

Le figlie femmina faranno la stessa fine delle loro mamme, latte latte e latte. I vitelli maschi sono nella maggior parte dei casi inviati alle aziende per creare carne bianca. Fatti ingrassare artificialmente con carenza di ferro e tenuti immobili per 6 mesi per far si che la carne rimanga perfettamente bianca. 

Spesso, come succede a i vitelli maschi della bufala la cui carne è ritenuta di scarsa interesse economico, vengono uccisi o lasciati morire di fame.  Sarebbe impensabile mantenere in vita tutti i vitelli nati, produrrebbero solo costi per l’allevatore. Quanto verrebbe a costare il latte prodotto così?

La mamma nonostante il dolore della perdita e la sofferenza del parto verrà impegnata nel suo unico motivo di vita, produrre latte. Il pastore che munge la mucca è stato sostituito da una braccio meccanico che preleva quotidianamente litri e litri di latte. Questo provoca dolorose mastiti e infezioni alle mammelle che verranno alleviate da pesanti antibiotici, che importa se l’uomo bevendo latte assume quotidianamente e inconsapevolmente costanti quantità di antibiotici

Chi fa un costante uso di carne e latte nella propria alimentazione, riesce ad assumere in un anno fino a nove cicli di antibiotici. Gli antibiotici non sono l’unica sostanza che l’uomo assume bevendo latte. Gli animali costretti alla vita sedentaria in un box poco più grande di loro, gli impedisce di smaltire le sostanze ormonali che andranno a finire nel latte e nell’uomo.

Molti medici sono convinti che esista una relazione tra latte animale e malattie come l’osteoporosi, diabete e perfino tumori.

Alcuni pediatri consigliano l’assunzione di latte bovino solo dal secondo anno di vita del bambino da integrare con latte vegetale e consigliano di non dare latte prima della nanna perché può portare ad insonnia e disturbi nel sonno. Sono inoltre presenti pericolosi pesticidi ed agenti chimici, utilizzati per aumentare la produzione di foraggio destinato agli allevamenti.

A causa dell’alta produzione, le mucche sono in un continuo stato di “fame metabolica”, affinché il loro corpo provveda a soddisfare le energie necessarie; inoltre le mammelle sono così pesanti che il loro peso incide considerevolmente sulle zampe posteriori, danneggiandole gravemente.

Al momento della macellazione sono così esauste che non riescono nemmeno a stare in piedi, e vengono trascinate con dei bracci meccanici fino al macello. Queste sono le cosiddette “mucche a terra”, animali talmente sfruttati da non essere più in grado di stare sulle proprie zampe .

960 milioni di esseri umani, soprattutto bambini, quasi tutti nel Sud del mondo, muoiono di fame. Sappiamo che la fame nel mondo non è un problema causato dalla mancanza di cibo prodotto, ma da una sua distribuzione non omogenea e dagli sprechi: 36 dei 40 paesi più poveri del mondo esportano cibo verso gli USA e l’Europa. Impossibile direte voi. 

Il Brasile conta 16 milioni di persone malnutrite ma esporta 16 milioni di tonnellate di soia per mangimi animali. Il 70% dell’acqua utilizzata sul pianeta è consumato dalla zootecnia e dall’agricoltura.

Una vacca da latte beve 200 litri di acqua al giorno!

In Italia gli animali d’allevamento producono annualmente circa 19 milioni di tonnellate di deiezioni a scarso contenuto organico e non possono essere usate come fertilizzante visto che contengono farmaci e fertilizzanti di cui sono imbottiti. Dove e come vengono smatite ?

Costatato i danni che produce il latte, che consigliamo di non usare anche perché nell’uomo gli enzimi per l’assimilazione di latte vaccino scompaiono al secondo anno d’età, sarebbe saggio tornare ad allevare poco bestiame e quel poco crescerlo in maniera naturale. Utopia ? No, ma una questione etico sociale e con ciò ridurremo molte patologie sviluppate dall’abuso di latte e derivati.

Pensate alla vostra salute prima di perderla.

 

La prevenzione ? È una nostra

piacevole “ossessione”.

 

INFINITI Auguri.

Dott. Aldo Mauro Bottura

 

 

 

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