VALUTAZIONI DIAGNOSTICHE

VALUTAZIONI DIAGNOSTICHE

Prof. L. C. Vincent

La Bioelettronica di Vincent, detta anche “BEV“, analizza le microcorrenti che scorrono nel corpo umano e nei miliardi di cellule che lo compongono. Dalle indagini scientifiche appare che i vari processi di degenerazione e ricostruzione, all’interno del nostro organismo, non dipendono solo dai cambiamenti che si verificano a livello molecolare ma anche dalle variazioni elettroniche che possono influire sui vari processi che tengono aggregati gli elementi costitutivi della materia organica.
Un cambiamento infinitamente piccolo delle particelle atomiche (atomi, ioni ed elettroni) riesce infatti a disturbare i processi che creano nuovi legami tra gli atomi (necessari affinché possano avvenire l’assimilazione e la ricostruzione), oppure impedirne il distacco (necessario per i processi di eliminazione). Si comprende pertanto come sia complesso il lavoro dell’organismo al fine di mantenere le molecole che lo costituiscono in un relativo equilibrio di conservazione.

IL FATTORE PH

Per facilitare la comprensione di quanto segue, ricordiamo al lettore che gli ioni negativi sono degli atomi (o gruppi di atomi legati tra loro) che hanno captato uno o più elettroni (carica negativa), mentre gli ioni positivi sono degli atomi (o gruppi di atomi legati tra loro) che hanno ceduto uno o più elettroni.

Tutte le reazioni che definiscono le condizioni essenziali di un terreno in cui la “vita” sia possibile si svolgono nell’ambito di determinati valori, tra questi il più importante è il rapporto acido/basico. Un terreno può essere troppo acido (per eccesso di potassio) oppure troppo basico (per eccesso di sodio).

antica apparecchiatura per Bioelettronica di Vincent

Per misurare il grado di acidità/basicità viene utilizzato un termine di paragone chiamato pH. Nel campo medico il pH viene utilizzato per misurare i liquidi organici ed in particolare il sangue, la saliva e l’urina.

Il pH detiene il posto preponderante in ogni manifestazione dell’energia vitale ed indica, numericamente, la concentrazione di ioni idrogeno liberi in una soluzione. Un eccesso di ioni positivi indica che la soluzione è acida, mentre un eccesso di ioni negativi indica che essa è basica o alcalina.

Una soluzione viene pertanto definita:

Acida quando il pH è compreso tra 0 e 7,06
Neutra quando il pH è uguale a 7,07
Basica o Alcalina quando il pH è compreso tra 7,08 e 14,14

Valutazione Analisi

Il pH si può misurare con metodologie elettriche oppure immergendo una cartina reagente nella soluzione, il colore della cartina cambierà in funzione del pH stesso.

I valori ottimali del pH per i liquidi dell’organismo umano sono:

Sangue = 7.3.
Saliva = 6.5.
Urina = 6.8.
Quando si parla del pH di una soluzione è pero necessario considerare anche la carica elettrica della medesima. Questo perché il pH, a tutti gli effetti, fornisce soltanto un valore quantitativo relativo alla presenza di ioni liberi. Una misurazione completa deve invece tenere conto anche della carica elettrica presentata dalla soluzione. Tale carica elettrica viene misurata in millivolts ed il termine di paragone è denominato rh2 .

IL FATTORE RH

Il fattore rh definisce la concentrazione di molecole di idrogeno in una soluzione, più molecole vi sono e più l’rh assume valori elevati. Questa concentrazione è assai importante perché da essa dipendono numerose reazioni biochimiche che permettono la nascita e l’esistenza degli organismi viventi. Dal punto di vista patologico le nefriti abbassano il fattore rh mentre i tumori tendono ad innalzarlo.

OSSIDAZIONE E OSSIDORIDUZIONE

Con il termine “ossidazione” si indica la perdita di atomi di idrogeno o di elettroni, oppure l’assunzione di atomi di ossigeno. Durante l’ossidazione si vengono a creare degli atomi anomali definiti “ioni positivi”.
Con “riduzione” si indica il fenomeno opposto, ovvero l’acquisizione di atomi di idrogeno o di elettroni, oppure la perdita di atomi di ossigeno. Durante la riduzione si vengono a creare degli atomi anomali definiti “ioni negativi“.
Si parla perciò di ossidazione quando vi è la tendenza a donare elettroni e di riduzione quando vi è la tendenza ad assumerli.

IL FATTORE RH2

Quando accade che l’ossidazione di una molecola è contemporanea alla riduzione di un’altra si ottiene una “ossidoriduzione“, un fenomeno che provoca un passaggio di elettroni dalla prima alla seconda sostanza. Il rapporto di ossidoriduzione, chiamato “rh2“, definisce pertanto la capacità di scambio tra i componenti organici. Appare perciò evidente quanto sia utile che un tale rapporto possa essere misurato ed eventualmente corretto.

A parità pH, un rh2 forte corrisponde ad una soluzione ossidante mentre un rh2 debole corrisponde ad una soluzione riduttrice.

Valori ottimali del fattore rh2

Sangue = 22.
Saliva = 22
Urina = 24
Fra due prodotti analizzati aventi lo stesso pH, ma che hanno rispettivamente un rh2 di 10 ed uno di 35, vi è una grande differenza dell’azione compiuta qualora introdotti nel corpo umano. Questa differenza li può trasformare da rimedi in veleni.

IL FATTORE RO

Il ro rappresenta la resistività o il fattore dielettrico. In altri termini ci informa di quanto una data soluzione è capace di ostacolare il passaggio della corrente elettrica. Questo passaggio è tanto più facile quanto più la soluzione contiene delle sostanze che riducono il ro. Queste sostanze vengono chiamate elettroliti; i sali minerali in genere sono dei validi elettroliti.
Il ro si misura in Ohm per cm quadrato. Più la concentrazione in elettroliti è grande e tanto minore sarà il ro (resistività) di una soluzione.

Valori ottimali del ro per i liquidi organici

Sangue = 210 ohm.
Saliva = 180 ohm.
Urina = 29 ohm.

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