TUTTO QUELLO CHE VOLEVI SAPERE SUL LATTICE: “DA NON DIVULGARE”: Dott. Aldo Mauro Bottura.

TOP SECRET

TUTTO QUELLO CHE VOLEVI SAPERE SUL LATTICE

Medici, Tecnici e privati, ci hanno rivolto nel corso degl’ultimi anni, moltissime domande sull’utilizzo di materassi e cuscini in lattice.

Ecco alcune risposte:
premesso che la seguente descrizione è stata estrapolata da un rapporto classificato “DA NON DIVULGARE” , redatto da Tecnici di una tra le più importanti aziende leader nel mondo nella produzione di prodotti in lattice o derivati … “DA NON DIVULGARE”

Argomento : Lattice, Natura, Sostanze velenose e Allergie in relazione all’impiego sempre crescente del lattice nei letti e nei materassi e nella ininterrotta discussione sul contenuto naturale di questa sostanza, con la presente intendiamo riassumere ed interpretare gli studi e le pubblicazioni nel frattempo usciti in vari paesi europei.

Nell’epoca dell’High-Tech velenoso e delle allergie si avvicina sempre più la domanda…..finora rimasta sullo sfondo di “salute”, né con affermazioni arbitrarie né con cieca fiducia.

L’ESTRAZIONE E LA CONSERVAZIONE DEL LATTICE.

Cos’è il lattice?

Il lattice è un succo vegetale lattiginoso, che si coagula in fiocchi.

Il succo è composto fino al 60% da acqua, nella quale è distribuito sotto forma di piccole particelle l’idrocarburo del caucciù il Polisoprene.

Queste particelle di caucciù sono circondate da sostanze albuminiche (proteine). Le proteine contribuiscono alla naturale stabilizzazione della miscela, ma vengono anche distrutte velocemente da batteri ed enzimi.

Perciò subito dopo la spillatura devono essere aggiunte sostanze conservanti. Inoltre il succo vegetale contiene anche piccole quantità di acidi grassi, resine, ceneri e zucchero.

Vulcanizzazione.

Uno dei passi principali nella produzione di gomma è la vulcanizzazione.

Nella vulcanizzazione il materiale in fuoriuscita – più o meno liquido – viene portato per mezzo del calore ad uno stato gommo-elastico. Ciò avviene attraverso la costituzione di una rete ed il fissaggio della macromolecola del caucciù. Come mezzo di vulcanizzazione viene utilizzato lo “zolfo”, inoltre anche il perossido.

Conservazione dopo la spillatura.

All’inizio, direttamente dopo l’estrazione del succo vegetale, questa sostanza lattiginosa deve essere conservata perché non si decomponga. Si ricorda che il prodotto è foto-decomponibile.

Il mezzo più semplice a questo scopo è l’aggiunta di lisciva di soda, che si volatilizza in seguito, durante l’asciugatura del prodotto finale senza (o quasi) lasciare tracce.

Il mezzo più frequente è il cosiddetto metodo dell’ammoniaca.
Anche l’ammoniaca si volatilizza senza (o quasi) lasciare tracce.

Un’ulteriore possibilità di conservazione è l’utilizzo di pentaclor-fenolato di sodio.

In questo processo, si può produrre a determinate condizioni, il pentaclorfenolo (PCP), altamente velenoso già in piccolissime concentrazioni e che porta a disturbi del sistema nervoso centrale, (SNC) a malformazioni e al cancro.

Queste possibilità riguardano solo il lattice “naturale”, e non quello sintetico, che è ancor più pericoloso per la salute umana e verrà descritto in seguito.

Dopo la conservazione, la soluzione di lattice viene concentrata sul luogo d’origine. Ciò avviene attraverso la centrifuga, la scrematura o tramite condensazione.

La produzione della schiuma.

Procedimento Talalay.

La maggior parte della gomma di schiuma viene prodotta (nel mondo) con il procedimento Talalay. Con esso la miscela di lattice con mezzi schiumanti viene fatta aumentare fino ad ottenere una schiuma stabile (ad esempio con l’aiuto di aria compressa). Con l’aggiunta di mezzi stabilizzanti, la schiuma è versata in stampi chiusi, dove dopo breve tempo diventa gelatinosa e sviluppa la propria struttura specifica.

In seguito il materiale è vulcanizzato, ovvero fissato con acqua calda (gli additivi necessari vengono elencati qui di seguito).

Procedimento Talalay.
Nel procedimento con propellente Talalay, la massa grezza non viene trasformata in una schiuma, ma gonfiata con perossido di idrogeno e di un lievito catalitico.

Questa schiuma viene poi versata in uno stampo e raffreddata con mezzi raffreddanti. Con l’introduzione d’ anidride carbonica in forma gassosa la miscela di lattice viene in seguito portata allo stato gelatinoso e vulcanizzata per mezzo di vapore caldo. (Gli additivi necessari sono descritti qui di seguito).
Il procedimento Talalay conferisce alla schiuma una struttura porosa un po’ più fine ed omogenea ed è per questo più costosa.

Lattice a spilli.

Affinché la vulcanizzazione abbia luogo in modo efficace ed omogeneo, lo stampo ha molti spilli (chiusi) rivolti verso l’interno, che vengono attraversati come l’intero stampo,  da vapore oppure acqua, in modo che il calore si possa espandere in maniera uniforme.

Questa tecnica dà al lattice non solo la struttura bucherellata, ma anche il nome di “lattice a spilli”. I canali a forma di spillo nel lattice hanno una ragione di essere produttiva e non servono, come si potrebbe invece pensare o sentirsi dire, all’areazione.

Anche se i canali fossero del tutto permeabili, non sarebbero adatti all’areazione, in quanto con l’utilizzo del materasso si schiacciano con la pressione, otturandosi.

Nella produzione del lattice non è necessario alcun gas propellente (ad esempio CFC). Con il procedimento..x..  è sufficiente la normale aria esterna, con il procedimento Talalay è necessaria anidride carbonica.

Le schiume di poliuretano (quindi le sostanze di schiuma, non la gomma di schiuma) vengono schiumate attraverso legami chimici, nei quali si sviluppano dei gas.

Additivi nella produzione di lattice.

1. Sostanze che impediscono l’invecchiamento.

Il lattice è sensibile prima di tutto all’ossigeno, ai raggi ultravioletti, agli acidi e ai sali. Per questo vengono aggiunti mezzi di protezione dall’invecchiamento, allo scopo di ridurre i processi di decomposizione, sgretolamento, marcescenza e usura. Per via della loro funzione protettiva, queste sostanze devono avere una certa mobilità, e ciò comporta “sempre” anche una certa volatilità.

La sostanza più frequentemente usata è la N – ispropil – N’ – p – felinendiamina. Questo legame per le sue dimensioni non è troppo mobile. Non si può peraltro escludere la sua fuoriuscita dalla gomma.

Un altro mezzo largamente usato è il “Benzofuran”. Sulla possibile tossicità del Benzofuran ci sono molti studi in corso in vari paesi.

2. Sostanze antibatteriche.

Il lattice per natura non è assolutamente antimicrobico! Se tuttavia alcuni produttori lo affermano, o dicono il falso o, si presume che vi abbiano aggiunto delle sostanze antimicrobiche, ad esempio salicilaldeide oppure bis (5-clor-2-idroxyfenile) metano. (tossico)

Entrambi le sostanze sono irritanti per la pelle e velenose.

3. Disperdenti.

Gli additivi utilizzati nella lavorazione del lattice devono essere dispersi (distribuiti molto finemente), in modo che vengono stemperati nella soluzione. A questo proposito sono necessari i dispersori. Nella maggior parte dei casi si utilizza Natrium-Dinaftil-3, 3-Metandisulfonato.

Nelle prove sugli animali questa sostanza si è rivelata tossica. È tuttavia abbastanza improbabile che possa uscire dal prodotto finale.

4. Emulsionanti

Nei miscelatori veloci sono immessi anche degli emulsionanti, tra i tanti, i più comunemente impiegati sono il poliglokykoletere o caseina.

Entrambe le sostanze sono velenose per la pelle, ma le loro caratteristiche chimiche fanno sì che non siano adatte alla fuoriuscita dalla lastra di lattice (bassa volatilità o così almeno si spera).

5. Sostanze di protezione dalla fiamma.

Poiché il lattice è facilmente infiammabile, in alcuni Paesi ci sono delle disposizioni sulla prevenzione incendi, secondo le quali il produttore è tenuto ad aggiungere sostanze antincendio. Si tratta per la maggior parte dei casi di paraffina disinfettata con cloro, che deve essere aggiunta fino al 20% riferito al caucciù.

La paraffina non solo peggiora le caratteristiche del materiale, se riscaldata può anche rilasciare “gas di cloro o il velenosissimo fosgene!”.

La Pirelli sostiene di offrire un lattice non combustibile, che parrebbe non rilasciare cloro se riscaldato. La Ditta non è però disponibile ad offrire ulteriori informazioni …… celandosi dietro la dicitura “segreto di produzione” (! ?).

6. Riempitori.

Per motivi di calcolo, al lattice sono spesso aggiunti riempitori, ad esempio: sapone, gesso, resina di stirolo, polisoprene sintetico o altro di veramente economico. Il gesso ed il polisoprene sintetico sono abbastanza innocui, ed il caucciù con stirolo – butadiene è pericoloso solo in fase di produzione. Questo caucciù è spesso aggiunto fino al 20% come riempitore indurente.

7. Coaugulanti.

Al fine di ottenere un processo di lavorazione controllabile, devono essere aggiunti nel procedimento di trasformazione in fiocchi e di coaugulazione, anche dei coagulanti.  Si tratta di elettroliti, ossia soluzioni conduttrici elettriche, che vengono prodotte con sali e acidi carbonici.

8. Conservanti.

Oltre alle sostanze antiinvecchiamento vengono aggiunti anche dei conservanti, ad esempio per rallentare le putrefazioni causate dalla caseina o dall’emoglobina utilizzate. Una delle sostanze utilizzate a questo scopo è il sale di sodio, tossico ed irritante per la pelle; non è volatile ma in soluzione acquosa acida (ad esempio attraverso il contatto con il sudore) può costruire il legame gassoso o-fenilfenolo!

Questo legame è molto irritante per la pelle, velenoso e mutageno!
9. Mezzi di schiumatura.

Per una miglior schiumatura del lattice possono essere aggiunti alkilsulfonati. Queste sostanze non sono prive di valenza velenosa, ma non sono nemmeno volatili, quindi il rischio si riduce.
Si dovrà poi risolvere il problema dello smaltimento (vedi prodotti tossici).

10. Sensibilizzanti e stabilizzanti.

Nel processo..X…precedentemente menzionato, sono inoltre utilizzate sostanze sensibilizzanti e stabilizzanti, ad esempio dinatriumesafluorosilicato e 2-mercaptobenzimidazolo.

11. Sostanze  velenose per la pelle.

La prima però non sembra essere volatile, mentre un contatto con il 2-mercaptobenzimidazolo non può essere escluso.

12. Da buone ultime ci sono anche le già citate sostanze di vulcanizzazione, nonché gli attivatori di vulcanizzazione e gli attivatori. Oltre all’inevitabile zolfo (non volatile) ed al perossido, ci sono il dietilcarbonato di sodio e l’ossido di zinco. Non sono mai stati chiariti(forse per convenienza produttiva) i possibili pericoli rappresentati dal dietilcarbonato di sodio. L’ossido di zinco nel legame del materiale della lastra finita di lattice può essere considerato innocuo.

13. Caucciù sintetico.

Il caucciù naturale è composto per il 99,9% da cis-1, 4-polisoprene. Il polisoprene di produzione sintetica contiene solo il 90-98% di molecole “cis-legate”. Le caratteristiche non sono quindi identiche a quelle del caucciù naturale, ma sono così simili che gli stessi specialisti sanno riconoscere la differenza solo con difficoltà. Le differenze di struttura, colore e dimensione dei pori dipendono solamente dalla formula specifica di ogni singolo produttore e non dalla differenza tra lattice naturale e lattice sintetico.

14. Elasticità.

I due lattici hanno una differenza nella curva di elasticità:
il lattice naturale cede in maniera relativamente uniforme alla pressione, mentre il lattice sintetico a partire da una certa pressione di appoggio sviluppa una reazione piuttosto forte. Questo comportamento in un materasso è del tutto voluto, in quanto non solo fornisce un buon appoggio per le persone di peso normale, ma fa anche in modo che le persone pesanti non affondino troppo nel materasso (l’effetto corrispondente un po’ all’uso di buone reti in doghe di faggio basculanti).

15. Riciclabilità.

Le solite miscele di lattice in teoria sono ben riciclabili, anche perché il lattice si distrugge con mezzi semplici (come l’ossigeno). Ci sono tuttavia ditte specializzate che effettuano questo tipo di servizio. Infatti, se si espone un pezzo di lattice al sole, all’aria e alla luce, in poche settimane diventa poroso ed inizia a sbriciolarsi. Si potrebbe trarre la conclusione che il lattice potrebbe essere smaltito anche attraverso il compostaggio.

Ci chiediamo tuttavia cosa rimanga del materiale, in particolare degli additivi velenosi incorporati nel lattice? Per quelli non volatili, se non si volatizzano sotto forma di gas, devono rimanere come traccia sotto qualche forma! Dove e come saranno dispersi nell’ambiente? Quali i danni???

Poiché i processi di ossidazione e di decomposizione vengono accelerati da acidi, sali, calore e luce, sono date le condizioni per una distruzione della lastra del materasso, in quanto con l’andare del tempo con l’utilizzo entra abbastanza liquido nel materasso.

Oltre al sudore, il clima caldo-umido e acido-salato è creato da sangue, sperma, urina e lacrime che possono entrare in contatto con il materasso, oltre a cibi e bevande che distrattamente possono venir rovesciati nei materassi.

Bisognerebbe scoprire come e in quale forma i diversi additivi della lastra di lattice si sciolgono dal loro legame nel processo di decomposizione. In relazione alle loro caratteristiche passano nell’atmosfera, restano all’interno nel materasso oppure arrivano sotto forma di tracce in superficie???

16. Risultato.

La lista degli additivi utilizzati nella produzione del lattice comprende almeno 12 sostanze, tutte (fino al gesso) in qualche misura velenose.

Non prendendo in considerazione il processo di decomposizione descritto, si presume che gli additivi siano fissati in maniera in parte solida nel prodotto complessivo. Ipotizzando una loro uscita, dovrebbero uscire solo quantità minime (studi e misurazioni sono in corso con ovvi pareri discordanti).

Ma a questo punto, al confine del calcolabile, molti problemi hanno il loro punto di partenza. Proprio nella somma di tutti gli stimoli ambientali a cui siamo continuamente sottoposti, c’è un pericolo che non va sottovalutato.

Questi stimoli agiscono come piccoli aghi avvelenati, che presi di per sé sarebbero forse sopportabili.

Nella loro totalità costituiscono tuttavia le premesse per lo svilupparsi di allergie, malattie asmatiche e altre…(probabilmente più gravi) sulle quali la comunità scientifica si astiene dall’emettere sentenze! (Cfr. a questo proposito anche il titolo dello “Spiegel” n. 33 dell’agosto 1992 e altri).

Crediamo che anche coloro che non vengono in contatto diretto con il lattice, a condizioni normali e nel lungo periodo non registrano quasi disturbi. D’altro canto non si può invece escludere che i diversi legami chimici del lattice arrivino alla pelle trasportati dal sudore.

Non si può allora elogiare il lattice come naturale e salutare, nemmeno se il caucciù fosse prodotto esclusivamente di lattice naturale. Senza menzionare le atroci condizioni di coloro che faticosamente lo raccolgono in tutti i paesi tropicali del mondo e lo fanno per tentare la sopravvivenza tra sudori e lacrime.

Chi, nonostante tutto nega l’evidenza, lo fà senza accennare ai rischi e pericoli degli additivi, fa demagogia e cattiva informazione ……… Il fatto che alcuni prodotti in lattice contengano forse meno additivi di altri, non li rende più “salutari”, anche perché non si sa in realtà quali additivi e quantità siano effettivamente contenuti.

Tutti i produttori di lattice sono estremamente restii, per ovvie ragioni, a dare queste informazioni, poiché la formula è considerata un segreto industriale.

17. Allergico contro anallergico.

La credenza che il lattice sia naturale si spinge purtroppo anche oltre, in quanto sono prodotti anche materassi in lattice definiti impropriamente “anallergici”.

Come motivazione s’indica che il lattice “per sua natura è antibatterico”.  In questo modo i venditori scacciano il Diavolo con l’acqua Santa. La lastra di lattice, in questi materassi, è inoltre ricoperta con uno strato così sottile (solitamente in cellulosa) allo scopo di non dare “nessuna possibilità agli acari della polvere”.

Con un materasso del genere non solo gli acari, ma anche gli allergici non hanno nessuna possibilità, in quanto il lattice per sua natura non solo non è antibatterico, ma addirittura un allergene, indipendentemente dai possibili effetti degli additivi indicati.

18. Allergia al lattice.

L’allergia al lattice è stata provata per la prima volta nel 1986. L’allergene scatenante è una proteina solubile in acqua che non è stata ancora identificata. (!?)….L’allergia al lattice è una reazione IgE di tipo I (immunoglobina della classe E, cosiddetti anticorpi dermosensibilizzanti con reazione immediata).

Possono nel tempo, comparire i seguenti sintomi: orticaria, rino-congiuntivite, asma, gravi disturbi circolatori nella direzione dello shock anafilattico (paralisi capillare e spasmo venale con profonda ipertonia), e altri…non meno gravi!

La sensibilizzazione si è verificata finora sempre con il contatto della pelle durante l’utilizzo di guanti di gomma contenenti un % di lattice. Le persone con alto rischio d’allergie di origine genetica sono gravemente colpite più spesso dall’allergia al lattice, così come le donne. La manifestazione di un’allergia al lattice può avvenire anche attraverso un breve contatto con atri prodotti realizzati anche parzialmente in lattice.

19. CONSEGUENZE.

Per il produttore di materassi o cuscini in lattice, si può concludere (a parere del produttore) che la lastra di lattice deve essere coperta molto accuratamente, in modo che non possano avvenire movimenti di liquidi tra la lastra in lattice e la superficie del prodotto.

Si deve impedire che le tracce dei diversi legami chimici arrivino all’esterno tramite il sudore e il vapore. D’altro canto il rivestimento non deve impedire l’areazione, in quanto il lattice stesso rende possibile solamente un ridotto scambio d’aria. Come strato divisorio si raccomanda un generoso copri materasso in pura lana vergine, in quanto la lana assorbe molto bene l’umidità, svolge un’azione di asciugatura e neutralizza le componenti acide e basiche dei liquidi.

I tessuti che normalmente rivestono questo tipo di materassi, da soli non bastano a costituire una barriera insuperabile dal sudore. È meglio che gli allergici e i desiderosi di “buona salute” rinuncino ad un materasso in lattice, perché indipendentemente dalla possibile fuoriuscita di sostanze velenose, non consente una buona areazione del letto né un riequilibrio di temperatura e umidità.

Attraverso un clima del letto surriscaldato e privo d’aria il “sistema immunitario” viene ulteriormente danneggiato, con grave ripercussione sulla salute.

È ben comprensibile che molte persone non conoscendo i rischi e i pericoli a cui andranno incontro, scelgono purtroppo questo prodotto per la sua ottima elasticità la quale attira il consumatore spinto da campagne pubblicitarie assordanti.

In tanti altri paesi europei (per es. la Germania), il lattice aveva conquistato fette di mercato schiaccianti poi arrivò l’informazione scientifica sui rischi e pericoli e il mercato punì i produttori con un crollo vertiginoso delle vendite.

Presentare questo prodotto come puro e sano è tuttavia puro cinismo, poiché, anche a prescindere dagli additivi chimici forzatamente impiegati, il lattice non ha alcuna proprietà salutare per il corpo e per la pelle.

…ora che sai, aiuta te stesso e altri a non sbagliare!

SE DESIDERI UN MATERASSO SANO??? …

FERRARI – Sede Legale: Via F. Turati, 2/b – 20881 Bernareggio (MB) – Telefono: 039-689.00.03 – P.I. 02992180964
Web: www.ferrari-casaesalute.it oppure, www.aquiledicristallo.com Email: info@ferrari-casaesalute.it

Oggetto: specifiche tecniche costruttive del nostro “Materasso Ortopedico Magnetoterapico”.

Descrizione:
Il prodotto è di realizzazione artigianale.

La lastra interna è costituita da polimeri speciali i cui legamenti chimici sono costituiti da catene cellulari aperte di configurazione stellare e poliedrica. Il componente  Heliocell è considerato un materiale sicuro e, in accordo con le normative europee 91/156/EC non è necessario fornire schede di sicurezza. La differenza tra i vari polimeri è dovuta alla non presenza di additivi chimici (tossici o inquinanti) ma all’impiego di acqua purissima, come reagente.

1) Dato di identificazione: Nome commerciale: Heliocell

2) Denominazione merceologica: Polimeri di Heliocell e polietere. I polimeri sono molecole composte da un elevato numero di unità (dette manomeri) che si ripetono più o meno regolarmente. L’alto peso molecolare che questi polimeri possono raggiungere, conferisce loro proprietà meccaniche e tecniche nettamente superiori a quelle dei materiali non polimerici.

3) Dati di composizione: questo prodotto viene ottenuto per reazione tra i polioli e polisocianati. La reazione chimica è favorita dall’acqua, agli stabilizzanti ed emulsionanti, viene addizionato con ritardanti alla fiamma e/o coloranti non azoici.

4) Identificazione dei pericoli: questo prodotto, alla luce delle attuali conoscenze è da considerarsi fisiologicamente innocuo.

5) Misure antincendio: è autoestinguente. Per incendi domestici di grandi proporzioni usare acqua. Se coinvolti altri prodotti, vedi schiume alcool-resistenti, anidride carbonica o polvere chimica o altro.

6) Manipolazioni e stoccaggi: nessun pericolo. Lo stoccaggio deve avvenire lontano da forti fonti di calore e da fiamme libere.

7) Proprietà chimico fisiche: stato fisico – solido spugnoso. Densità: possiamo realizzarlo con densità variabili da 15 a 110 Kg/mc circa. Temperatura di decomposizione: 180/200C° Temperatura di accensione > 425 C°. Potere calorifico: circa 26.000 – 33.000 Kj/Kg.

8- Informazioni Tossicologiche: alla luce delle attuali conoscenze, il prodotto è da considerarsi atossico.

9) Informazioni ecologiche: il prodotto si degrada molto lentamente. I composti che nei vari decenni dovessero eventualmente originarsi non sono dannosi ne per le persone ne per l’ambiente.

10) Smaltimento: il prodotto può essere smaltito in discariche per rifiuti urbani ed assimilabili agli urbani, (a differenza dei prodotti in lattice e/o tossici), oppure può essere riutilizzato come materia prima secondaria, per altri scopi.

11) Trasporto: per le sue particolari caratteristiche costruttive può essere confezionato sotto vuoto senza perdere alcuna delle sue straordinarie qualità nel tempo e spedito ovunque nel mondo.

12) Atossico ed antiallergico e personalizzabile.

Si possono ottenere prodotti di differente durezza: elastica, molto soffice, rigidità ortopedica, semirigida. Ciò consentirebbe, costi a parte di realizzare prodotti personalizzati.

Il reagente è solo l’acqua pura.

Tramite l’acqua, elemento indispensabile alla vita, avviene la reazione chimica che porta ad una lentissima “lievitazione” del prodotto. Questo lento processo, evita l’utilizzo di CFC e di Cloruro di Metile, reagenti che “dovrebbero” non più essere impiegati nei processi di produzione sia perché dannosi alla salvaguardia dell’ambiente, sia perché nocivi per la sicurezza degli utilizzatori finali.

Si ottiene così un prodotto molto elastico e con un’ottima resistenza all’idrolisi. Tra i tanti trattamenti cui è sottoposto, evidenziamo quello d’antistaticità. Abbiamo ottenuto, dopo decenni di sperimentazioni, la possibilità di renderlo ortopedico, realizzandolo con una densità di 36 kg/mc, mediante una formula di sospensione dinamica a 33 HE per tempi variabili, secondo le condizioni climatiche, dai 12 ai 21 giorni.

Il processo di lavorazione consente di ottenere eccellenti caratteristiche tecniche d’isolamento termico. Vantaggio che il consumatore apprezzerà nel tempo. Visto dal nostro personale punto di vista, non trascurabile è il fatto che, negli ambienti produttivi non c’è l’obbligo per i lavoratori, di indossare né tute né maschere protettive, non essendoci esalazioni nocive.

Due ulteriori qualità, la sua ergonomicità ed elasticità, consentono di assorbire il peso del corpo, mantenendo la colonna vertebrale nella posizione corretta, indipendentemente dall’utilizzatore finale.

Il “materasso ortopedico magnetoterapico” FERRARI, è nato per eliminare tutti gli inconvenienti che spesso rendono il materasso un “luogo malsano e non igienico”. È ormai risaputo che i comuni materassi realizzati con molle, lana e cotone ed ancor più in schiuma di gomma e/o lattice, trattengono all’interno la maggior parte dell’umidità ceduta dal nostro corpo durante il sonno, oltre a quella presente nell’ambiente in particolari zone o momenti climatici.
Diventano così la sede ideale per lo sviluppo di muffe, acari, funghi e altri microrganismi tanto dannosi per la nostra salute, in particolare dei soggetti allergici.

La struttura micro-cellulare che lo costituisce (uno dei suoi tanti segreti), consente un’elevata aereazione costante, che aumenta sensibilmente con la presenza dell’occupante. Potremmo parafrasare affermando che di giorno “respira” da solo e di notte in simbiosi col battere del nostro cuore.

Un’altra fase importante del nostro materasso è la stagionatura o essiccatura finale che avviene nel modo più sano possibile, esponendo il prodotto semilavorato, ad una termoventilazione naturale. Il luogo ove questo avviene è un ambiente ove le “energie” non sono disturbate, anzi, dinamicamente riflesse da una struttura che le più rigorose
analisi di Feng Shui, definirebbero “ottimale”.

Siamo solo all’inizio di una lunga strada che ci porterà alla realizzazione di un “prodotto” che non ha eguali. Seguono ulteriori importanti trattamenti, quali: actigard, sanitized, ipoallergeni e altri, eseguiti sia per la struttura interna sia per i cotoni d’altissima qualità usati per foderarli.

A rendere “unico” il nostro materasso è l’applicazione di speciali magneti, appositamente, studiati e realizzati, per la Ferrari Casa e Salute . Siamo venuti a conoscenza di volgari imitazioni, le quali non hanno alcun effetto terapeutico. Il nostro risultato è frutto di decennali ricerche e sperimentazioni che hanno portato ad una soluzione scientifica validissima ed ingegnosa.

Ci siamo concentrati, con la volontà di ottenere il massimo risultato, avvalendoci di tutta la documentazione scientifica mondiale, sull’indispensabilità di riequilibrare il nostro organismo offrendogli, almeno durante il sonno, ciò che tutti i ricercatori e studiosi della materia hanno asserito indispensabile, la giusta dose di magnetismo naturale terrestre.

Non è certo stato facile! Ma la forza di volontà, come spesso succede, ha fatto sì che le difficoltà incendiassero gli animi e le menti dei ricercatori. Siamo riusciti, tramite speciali magneti bi-polarizzati con emissioni di campi sia piramidali (verso l’alto), sia orizzontali, a creare una “zona magnetica” di intensità tale da irradiare il corpo umano, offrendogli tutti i benefici possibili derivati dalle emissioni naturali delle onde telluriche di Schumann.

La loro intensità di campo, l’ampiezza, la disposizione nello spazio, la curva magnetica, la protezione dalle onde alfa e gamma, la loro valenza terapeutica e altri benefici, sono inclusi nel progetto di realizzazione dei nostri prodotti.

Conclusioni:
Abbiamo fatto il possibile per realizzare un prodotto esclusivo, qualitativo, igienico,indeformabile, antiallergico, antibatterico, ecologico, traspirante, ortopedico e terapeutico!

Dovrebbe essere prescritto dalla classe medica e da tutti coloro che si occupano di salute, prevenzione e benessere.

Realizzato con il supporto Tecnico-Scientifico di vari ricercatori italiani ed esteri.

Dal Settore Ricerca e Sviluppo Ferrari.
Dallo Staff Medico & Scientifico.
Il Presidente Onorario
Dott. Aldo Mauro Bottura

Per ordinarlo rivolgersi a:

FERRARI – Sede Legale: Via F. Turati, 2/b – 20881 Bernareggio (MB) – Telefono: 039-689.00.03 – P.I. 02992180964
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Se desideri maggiori informazioni, Contattaci.

Saremo felici di risponderti

 

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