LA SECONDA PAURA PRIMARIA È : “LA PAURA DELLA CRITICA”.

 Avete “Paura della Critica?”

Nessuno può dire esattamente quando l’uomo cominciò ad avere questa paura, ma è certo che ognuno di noi ne soffre.

Siamo inclini ad attribuire questa paura base a quella eredità genetica dell’uomo che lo porta non solo a badare a se stesso, ma a guardare alle opinioni ed ai giudizi di coloro che gli stanno intorno e a condizionare le proprie azioni alle indicazioni che gli provengono dall’ambiente.

Certi fabbricanti di abiti non hanno perso tempo nel capitalizzare questa paura della critica di cui tutta l’umanità soffre, ad ogni stagione infatti la moda degli abiti cambia, ma chi detta la moda, certamente non coloro che comprano i vestiti, cioè i consumatori, ma i fabbricanti stessi, e la ragione è piuttosto ovvia, lo fanno per vendere più vestiti.

Per la stessa ragione i fabbricanti di autovetture cambiano stili e modelli ad ogni stagione, tutti vorrebbero guidare un’auto che fosse dell’ultimo modello.

Fin qui abbiamo visto il modo in cui la gente si comporta, sotto l’influenza della paura della critica, quando si trova a vivere i piccoli casi della vita, ora cerchiamo di esaminare il comportamento umano quando questa paura colpisca negli eventi più importanti:

- la paura della critica deruba l’uomo della sua iniziativa;

- distrugge il suo potere di immaginazione;

- limita la sua individualità;

- distrugge anche l’autofiducia;

- e gli porta danno in un migliaio di altri modi.

 

I genitori fanno dei danni irreparabili sui bambini, criticandoli.

 

L’abitudine alla critica è una delle forme di servizio che ciascuno di noi fa al prossimo.

Tutti sono sempre disposti a criticare abbondantemente gli altri, e talvolta i nostri peggiori denigratori sono proprio le persone che ci stanno più vicino.

Dovrebbe essere considerato un crimine, ed in effetti lo è, infondere un complesso di inferiorità in un giovane, con critiche gratuite e non necessarie.

Certi datori di lavoro, che capiscono la natura umana, riescono ad ottenere il meglio dai propri dipendenti usando non la critica, ma il dialogo, ed i genitori potrebbero ottenere gli stessi risultati con i loro figli.

La critica genera paura o risentimento, non produrrà mai amore ed affetto.

I sintomi che distinguono la paura della critica, sono solo lievemente meno deleteri di quelli della povertà, ma sono altrettanto micidiali e limitanti per il raggiungimento della propria realizzazione.

 

Essi sono:

 

1) Troppa coscienza del proprio comportamento.


Generalmente si manifesta attraverso nervosismo, timidezza nella conversazione con persone estranee, movimenti impacciati delle mani e delle braccia, movimenti rapidi degli occhi.

 

2) Perdita della stabilità.


Espressa attraverso la perdita del controllo della voce, nervosismo in presenza di estranei, postura del corpo abbastanza impacciata, poca memoria.

 

3) Personalità debole.


Si manifesta con la perdita della fermezza nelle decisioni, perdita del fascino personale e della facoltà di esprimere precise opinioni, l’abitudine a fuggire di fronte alle conseguenze delle proprie azioni, anziché affrontarle coraggiosamente, l’abitudine di aggrapparsi agli altri anche senza aver conosciuto le loro opinioni.

 

4) Complesso di inferiorità.


L’abitudine ad esprimersi con auto approvazione, con parole o con atti tali da coprire il senso di inferiorità, usando paroloni, spesso senza conoscerne il significato, per cercare di impressionare gli altri, imitando gli altri nel vestire e nel modo di comportarsi, vantandosi per imprese immaginarie.
Ciò può dare talvolta l’impressione di un complesso di superiorità, ma non è altro che l’altra faccia di quello di inferiorità.

 

5) Stravaganza.


L’abitudine di spendere al di sopra delle proprie possibilità solo per far vedere agli altri di essere in grado di farlo.

 

6) Perdita dell’iniziativa.


Il non cogliere le opportunità di automiglioramento, la paura di esprimere le proprie opinioni, la perdita della fiducia nelle proprie idee, il dare risposte evasive alle domande, esitando nel modo di parlare e di esprimersi, ingannare gli altri sia con le parole che con le azioni.

 

7) Perdita dell’ambizione.


Si manifesta con la svogliatezza, mentale e fisica, con la perdita dell’autoaffermazione, lentezza nel raggiungere le decisioni, essendo facilmente influenzabili, l’abitudine di criticare gli altri alle loro spalle e di deriderli, l’abitudine ad accettare le sconfitte senza protestare, ed a rinunciare alla lotta quando siamo ostacolati dagli altri, sospettare degli altri senza ragione, perdere le buone maniere ed il tatto, sia nei modi che nel linguaggio, intolleranza ad accettare rimproveri per gli errori.

 

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