AVER VOGLIA DI FARCELA


CORAGGIO

Nella vita non riesce chi è più bravo, ma chi è più audace.

La persona audace è coraggiosa, ardimentosa, valorosa, forte, animosa, temeraria, spericolata, focosa, impetuosa: i sinonimi sono davvero tanti! Una persona audace ricerca le novità, approfitta di tutte le buone occasioni, non si spaventa e non indietreggia di fronte a nuovi compiti. È pronta ad imparare. Si mette continuamente in gioco. Le piace fare tantissime cose, imparare mille mestieri. Ha un grande spirito di iniziativa perché non è bloccata dalle paure.  E riesce benissimo in tutto ciò che fa perché ha le convinzioni giuste per riuscirci. Considera la vita una sfida ed una crescita continua per cui approfitta di ogni occasione per darsi da fare, è una persona pratica e d’azione, non si arrende mai, ha sempre un obbiettivo chiaro e preciso da raggiungere e si sente sempre sufficientemente motivata. La persona audace ha imparato  a tenere sotto controllo le paure, anzi a servirsene: le affronta senza pensarci due volte e va avanti! Quando si trova di fronte ad un muro cambia strategia e prosegue nella direzione dei suoi obbiettivi.

Sono le paure che ci bloccano, sono le paure che non ci fanno riuscire nella vita, sono le paure che non ci fanno realizzare i nostri desideri, sono le paure che ci fanno sentire una nullità, sono le paure che non ci fanno crescere, sono le paure che ci paralizzano. La colpa dei nostri insuccessi è dovuta sempre e soltanto alle paure! Ogni volta che c’è un problema nella nostra vita ricordiamoci di questa metafora: È la paura che ci fotte! Ogni volta che non ci sentiamo come vorremmo, c’è la paura in azione!

Le paure hanno mille volti e sono all’origine di ogni malessere. Più viviamo di paure e più siamo dei falliti. Come scrive Giorgio Nardone in “Oltre i limiti della paura”, il fantasma ci insegue e ci spaventa a morte se scappiamo; se invece lo affrontiamo, svanisce. Più osiamo e più riusciamo vincenti. Il segreto del successo, di ogni genere di successo sta nel saper trasformare la paura in coraggio; insomma bisogna, detto in una parola sola, osare!

La paura crea un blocco energetico: blocca gli elettroni, ossia impedisce le reazioni chimiche che forniscono l’energia utile per spingersi all’azione. La paura ci rende incapaci di proseguire; la paura ci rende incapaci di interagire; la paura ci rende incapaci di comunicare con noi stessi e con gli altri; la paura ci rende incapaci di pensare in modo razionale e positivo; la paura ci rende impotenti e senza idee; la paura ci fa temere i cambiamenti; la paura ci trattiene nella nostra “comfort zone”: la paura rovina la nostra esistenza!

Le paure dipendono dalle nostre credenze o convinzioni limitanti che ci boicottano continuamente. Se non cambiamo i credo inconsci (limitanti) il nostro modo di agire sarà sempre lo stesso per cui otterremo sempre gli stessi risultati. Continueremo ad avere paura delle novità, dei cambiamenti, non avremo abbastanza fiducia nelle nostre capacità e non riusciremo mai a concludere nulla. La nostra vita, i nostri pensieri, i nostri comportamenti, le nostre emozioni, le nostre fortune e sfortune dipendono dalle nostre credenze, perché sono le credenze che azionano le paure e il modo di affrontarle o di controllarle. Purtroppo non è facile liberarci dalle paure e dai nostri credo limitanti, in quanto dopo tanto tempo che ce ne siamo serviti inconsapevolmente, sono diventate abitudini e quindi scattano automaticamente! Le paure hanno messo radici nel nostro inconscio e sono diventate istintive, perciò hanno il pieno sopravvento sulla nostra volontà.

Tuttavia, il compito della paura è di proteggerci dai pericoli! Ci vuole anche prudenza nella vita, altrimenti saremmo degli scavezzacollo continuamente esposti ai pericoli. La paura non è altro che un eccesso di prudenza, ma un eccesso talmente grande che ci toglie la forza di agire. L’energia necessaria all’azione viene consumata totalmente dalla paura, dall’indecisione! La paura divora le nostre forze, ecco perché ci sentiamo sempre stanchi, sfiduciati, nervosi, stressati. L’eccessiva prudenza deriva dalla mancanza di sicurezza, dal fatto che temiamo troppo le conseguenze delle nostre azioni, temiamo che ci possa succedere qualcosa di molto grave se ci “buttiamo”; la paura perciò ci toglie il coraggio e la fiducia, cosicché alla fine preferiamo lo status quo: dunque non rischiamo, non usciamo dalla nostra “zona di comfort”.  E purtroppo resta tutto come prima. Continuiamo a stare male.

Ma perché allora la prudenza è diventata talmente grande da paralizzarci del tutto? Perché la prudenza, che è utile e necessaria quando rientra nella norma, si è trasformata in una paura paralizzante? La risposta è semplice e la conosciamo tutti: durante l’infanzia abbiamo ricevuti così tanti rimproveri (e spesso anche sberle!) dai nostri genitori e insegnanti, abbiamo sentito così spesso urla spaventose e insopportabili in famiglia, siamo stati castigati e intimoriti così tante volte, ci è stato tolto così frequentemente l’affetto, che abbiamo perso la voglia di metterci in gioco, ci siamo sentiti degli incapaci e dei buoni a nulla. Per non subire altri rimproveri, altre sberle, altri castighi ci siamo fatti furbi…: abbiamo rinunciato a essere spontanei, ad avere spirito di iniziativa, a essere noi stessi, a essere persone normali; abbiamo rinunciato a essere rispettati, ascoltati e amati! Ci siamo “convinti” di non meritare nulla dalla vita, di non valere nulla, e ci siamo sentiti in colpa per la nostra situazione. Ci siamo bloccati al punto di partenza e non siamo più capaci di partire, di fare il primo passo. E ci siamo chiusi nella nostra corazza e nella nostra tristezza e nella nostra pigrizia. Per evitare il dolore che spesso proviene dalle relazioni, tendiamo ad anestetizzare il nostro cuore, finendo per apparire freddi e distanti. Tendiamo a vivere “a distanza”, lontano da rapporti che potrebbero provocarci dolore o sofferenza. E con il passare del tempo ci facciamo il callo, come suol dirsi, e purtroppo anche l’abitudine, e ora non ci facciamo più caso perché l’abitudine comporta un automatismo più o meno inconscio. Il nostro inconscio ha ricevuto l’ordine che dobbiamo essere dei falliti, che non dobbiamo riuscire, per cui nonostante oggi non la pensiamo più così e ci sforziamo di migliorare e ci impegniamo al massimo, ed il più delle volte siamo anche bravi e preparati, nonostante tutto ciò continuiamo a fallire e a soffrire.

I CONDIZIONAMENTI CI METTONO IN GABBIA

Il guaio peggiore è che le paure e i sensi di colpa vengono automaticamente trasmessi di generazione in generazione, di padre in figlio, perché l’educazione che riceviamo si basa su divieti di ogni genere, in particolare su divieti legati alla morale o alla religione, che fanno a pugni con la nostra natura animale, con i nostri istinti insopprimibili. Le pressioni e le imposizioni che riceviamo fin dalla più tenera età fanno parte di un retaggio culturale che è difficile eliminare e purtroppo fanno spesso danni irreparabili.

Ovviamente, anche una forte gelosia tra fratelli o/e sorelle genera molti problemi esistenziali. L’invidia non è da meno rispetto alla gelosia. Conosco diversi casi di malattie gravissime che potrebbero avere come causa scatenante il proprio senso di inferiorità (e di frustrazione) rispetto alla sorella che ha avuto un matrimonio migliore. All’origine troviamo comunque sempre una scarsità di carezze e di amore presunta o reale durante i primi anni di vita, mai sufficientemente compensata. Anche se in nessun corso di motivazione o di autostima o di PNL si parla quasi mai di queste due emozioni antiche come il genere umano, ritengo che esse siano estremamente pericolose perché creano un profondo dissidio interiore, diciamo pure un’autentica e sotterranea lacerazione tra valori primari e totalmente opposti: l’amore fraterno e il bisogno di primeggiare dell’io, altrimenti detto egoismo. Anche se molti se ne sono dimenticati, la gelosia e l’invidia promuovono pur sempre i principali automatismi emotivi del genere umano.

L’atteggiamento mentale negativo attirerà soprattutto risultati negativi. Ormai tutto è diventato automatico (o inconscio): di fronte a ogni cambiamento, di fronte alla minima novità anche promettente per noi, quella “fifona” dell’amigdala ci mette subito in apprensione, fiuta il pericolo, fa scattare immediatamente l’allarme: e ci paralizza all’istante! Ormai l’amigdala, la sentinella del sistema limbico, si è specializzata a fiutare pericoli da ogni parte, vede soltanto minacce, e perciò ci provoca stress continuo (cioè stanchezza, preoccupazioni e nervosismo) che presto si trasforma in ansia; e queste emozioni consumano le nostre energie e noi ci sentiamo maledettamente stanchi, cosicché non abbiamo forze sufficienti per affrontare i problemi esistenziali!

Per non essere preda dell’ansia (giacché ci conosciamo fin troppo bene e sappiamo già quali sono le nostre reazioni quando si profilano cambiamenti nella nostra vita), per non farci fregare da quella fifona dell’amigdala – che è diventata ancora più fifona a causa del lavaggio negativo del cervello che abbiamo subito durante l’infanzia e/o l’adolescenza, rinunciamo già in partenza. Anziché affrontare le novità facendo la necessaria esperienza ed essere grati per le opportunità di crescita che si presentano, ci blocchiamo. Quella codarda dell’amigdala, che è una struttura fondamentale dell’inconscio, ci ha plagiati! Ormai è lei che comanda e noi non sappiamo reagire. Riconosciamolo apertamente perché è salutare: siamo diventati dei vigliacchi, accettiamola questa dura verità, convinciamoci che i nostri problemi esistenziali sono causati quasi unicamente dalla mancanza di coraggio: insomma, è la paura che ci fotte!

L’amigdala – in realtà ce ne sono due, una per ogni emisfero – o l’ipotalamo o il sistema limbico nel suo insieme, insomma non importa chi sia esattamente, è la sentinella che sta a salvaguardia della nostra persona con il compito di dare l’allarme, ma le persone non sono tutte uguali! C’è chi si fa sotto dalla paura, come suol dirsi, ogni volta che deve prendere una decisione, e chi invece decide in un attimo! In mezzo c’è la grande massa intermedia. Questa diversità dipende ovviamente dalle paure o dalle sicurezze acquisite durante l’infanzia prima e poi durante l’adolescenza, insomma dipende dalle abitudini apprese. La nostra vita dipende dalle nostre credenze e dalle nostre abitudini.

Più a lungo si protraggono le preoccupazioni, l’ansia e la depressione e più si consolida la rete neuronale prevalente o prioritaria del nostro cervello che ci crea quel malessere specifico. All’inverso, i credo potenzianti e i pensieri positivi reiterati nel tempo creano una rete neuronale prevalente che produce entusiasmo e ottimismo. È facile capire che le abitudini, a livello dei neuroni, non sono altro che circuiti nervosi particolarmente sviluppati proprio in conseguenza dell’uso reiterato, come se fossero delle autostrade facilmente percorribili.

L’intensità della paura varia ovviamente da individuo a individuo, e questa diversità è importantissima perché ci dice che non dobbiamo essere obbligatoriamente succubi della paura. Perciò, ogni volta ci capita di tirarci indietro, dobbiamo subito avere la consapevolezza che è la paura che ci sta bloccando! E cosa possiamo fare per uscire dal circolo vizioso in cui spesso ci siamo cacciati inconsapevolmente? Cosa potremmo fare per aiutare i nostri figli in difficoltà o i nostri amici fifoni? Dobbiamo innamorarci della nostra amigdala! Si, dobbiamo amarla, corteggiarla e sedurla! Dobbiamo capire insomma che essa, in fondo, agisce innanzitutto per il nostro bene, ci mette in guardia, cerca di proteggerci, ma sta a noi non farci sopraffare. Come dicevo sopra, dobbiamo amarci completamente e profondamente, dobbiamo accettarci nonostante tutte le difficoltà e i nostri insuccessi, perché l’amore e l’accettazione incondizionata di sé, spesso possono ridarci l’autostima e l’energia psichica necessaria per vincere l’ansia e la paura dei cambiamenti e consentirci di rischiare, di non avere più paura dei fallimenti considerandoli come normali esperienze, affrontando le sfide della vita con una mentalità vincente!

In realtà l’amore e l’accettazione di sé non bastano, occorre anche un’altra cosa fondamentale, come vedremo nell’articolo “Il segreto del benessere“.  Occorre anche comprendere che è normale fallire, è normale sbagliare, e per favore non dimentichiamolo mai, è normale e giusto essere egoisti! È normale, giusto e salutare pensare a se stessi, prima di tutto a se stessi, pur senza esagerare! Anche l’egoismo non fa eccezione: ogni eccesso diventa difetto, dunque né poco, né molto. Possiamo affermare con tutta sicurezza che la saggezza è proporzionale alle proprie esperienze, agli errori commessi e ai propri fallimenti. Chi non sbaglia non impara. Chi non fallisce mai non cresce. Chi non affronta le paure soccombe, si trova sempre al punto di partenza: e l’inizio è sempre micidiale per tutti, tutti sudano sette camice quando fanno una cosa per la prima volta. Chi ha paura non ha mai provato, per lui o lei è sempre la prima volta che si trova in quella data situazione, e la prima volta crea sempre paura, difficoltà, dubbi, insicurezza!

L’amore e l’accettazione di sé aiutano a sconfiggere la paura, proprio perché la paura è nata da una insufficienza di amore, da troppi rimproveri ricevuti durante l’infanzia. La mancanza di amore genera la mancanza di fiducia e di sicurezza, dunque genera la paura che è appunto mancanza di sicurezza e di fiducia nelle proprie capacità! La mancanza di fiducia e di sicurezza distrugge le energie utili per fare il primo passo che è sempre il più difficile. La mancanza di amore distrugge il sano egoismo, cioè l’amore per se stessi.  Quando ti senti amato sei forte e invincibile. Soprattutto, allorché siamo in grado di amarci e di accettarci completamente e profondamente, i nostri pensieri diventano positivi e potenzianti, non ci innervosiamo di fronte ai contrattempi, non ci inalberiamo o chiudiamo di fronte alle critiche, ci rialziamo rapidamente dopo una sconfitta e siamo pronti per la vittoria, non ci spaventiamo di fronte alle difficoltà, non perdiamo la calma e la sicurezza, e cominciamo a capire che per riuscire nella vita bisogna sacrificarsi ed impegnarsi al massimo, perché senza impegno e senza sacrifici e senza determinazione e senza perseveranza non si va da nessuna parte.

In fondo, il meccanismo di apprendimento del nostro cervello è semplicissimo: basta ripetere gli esercizi che ci vengono consigliati, fare pratica senza risparmiarci, fino a quando gli esercizi non diventano un’abitudine e quindi automatici! Il lavaggio del cervello, stavolta positivo, si basa sulla ripetizione di parole potenzianti, di pensieri positivi che cancellano quelli negativi,  fino a quando le nuove convinzioni non si impiantano nell’inconscio, nella parte arcaica del nostro cervello e diventano a questo punto automatici, come quando, per evitare un incidente con l’automobile, pigiamo istintivamente il piede sul pedale del freno!

Più ripeti gli esercizi, qualunque tipo di esercizi, e più impari in fretta e diventi in gamba e sei apprezzato dagli altri e riesci nella vita: la pratica rafforza la rete neuronale prioritaria e aumenta le molecole dell’entusiasmo!  Ma ricordati che essere bravi non basta: devi anche essere audace per mettere a frutto la tua bravura. Non devi avere paura dei cambiamenti e delle novità, ma devi approfittare delle occasioni che si presentano. Non devi rinunciare ai tuoi desideri e ai tuoi sogni. Devi essere entusiasta della vita. Non ti devi far fottere dalle paure!

Le paure sono le emozioni più normali  e più utili che ci siano, non le possiamo ignorare, né le possiamo eliminare, ma possiamo controllarle e approfittare del loro messaggio, servircene  per caricarci maggiormente e motivarci. Nella vita riesce chi è audace. In genere le persone audaci sono persone sportive e amanti della palestra: non hanno paura di nulla, neanche di volare con un deltaplano o di buttarsi da un aereo col paracadute. Dunque, cosa aspetti? Buttati anche tu e cambierai in un attimo!

Ricordiamoci di una cosa importantissima, fondamentale, secondo me risolutiva: per vincere la paura bisogna soltanto fare il primo passo, perché non è la paura in sé che ci ferma, ma è il primo passo che ci blocca. Insomma, abbiamo paura perché la prima volta che facemmo il primo passo finì male! E ora siamo convinti che se osiamo succederà esattamente la stessa cosa. L’inconscio ci sta proteggendo! I circuiti nervosi poco sviluppati ci conducono in un vicolo cieco e noi abbiamo paura perché ci troviamo di fronte ad un muro invalicabile, o se volete, sull’orlo di un burrone. E allora è giunto il momento di parlare con il nostro inconscio, dobbiamo dirgli chiaramente che adesso le cose sono cambiate, e dobbiamo pregarlo di farci fare di nuovo il primo passo.

Dobbiamo ricordargli che adesso siamo in grado di rifare il primo passo senza problemi. Insomma, ora che sappiamo finalmente come stanno le cose, e cioè che si tratta soltanto di rifare il primo passo per vincere quella maledetta paura, dobbiamo farlo sapere all’inconscio con una chiacchierata (con noi stessi) in modo che lui ci lasci liberi di agire. E così la paura (del primo passo) scompare e siamo in grado di partire, di muoverci, di vivere pienamente la vita col beneplacito del nostro inconscio. Ed è  bene saperlo: chi esegue o non esegue gli ordini della nostra mente conscia, contrastando persino la nostra ferrea forza di volontà, è proprio l’inconscio che agisce sempre in modo automatico sulla base di ordini o programmi precedenti, per cui se non vengono cancellati prima i vecchi programmi  l’inconscio non può eseguire i nostri nuovi ordini, desideri e aspirazioni. Il compito non è facilissimo ma si può superare frequentando i nostri corsi.

LIBERO COME UN'AQUILA

Dr. Aldo Mauro Bottura una vita, oltre 40 anni, dedicata allo svolgimento di Corsi aventi come fine la Crescita e Sviluppo Personale.

AQUILE DI CRISTALLO E I SUOI CORSI UNA PALESTRA PER SVILUPPARE

“CORAGGIO, CONOSCENZA E CONSAPEVOLEZZA”.

TORNATE AD AVERE IL CORAGGIO DI SOGNARE IN GRANDE E SE AVETE BISOGNO D’AIUTO NOI SIAMO PRONTI!

Imago dal web

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