Vita Esteriore

Di Luisa Federici

Vita Esteriore e Gioco

La vita di un bambino è incentrata sul gioco

E’ facile affermare che la vita di un bambino è incentrata sul gioco.

Il gioco è la prima forma di apprendimento, questo lo rende un soggetto che si rapporta con degli oggetti che sono la sua esteriorità, ciò che lo differenzia è ciò che lo riconosce come altro da sè. Le persone che si alternano intorno a lui e tutto il mondo che va scoprendo sono per lui fonte di conoscenza.

Questo processo che va dall’esterno verso l’interno è ciò che ci rende parte del mondo, ci fa vivere la vita, ci fa crescere e ci insegna ma è anche ciò che può farci soffrire.: un bimbo è fragile, vede un giocattolo concesso al fratellino e negato a lui, sente aspre parole di rimprovero nei suoi confronti, lodi e carezze rivolte ad altri e qualcosa comincia a strutturarglisi dentro.

Il primo pensiero che si forma è quello di avere qualche cosa che non va, perché altrimenti sarebbe trattato come gli altri.  Questo pensiero prende vigore per la sensazione di bisogno che s’instaura al momento della nascita. Una volta entrati nella spirale del tempo dobbiamo percorrere l’arco vitale che ci è dato.  Se però andiamo avanti con sensazioni di inadeguatezza sviluppate fin da bambini, a cui molto spesso si aggiunge la sensazione di essere abbandonati, la
nostra vita non potrà essere un percorso di gioia e felicità ma logoreremo i nostri giorni a cercare di liberarci dal senso di oppressione che ci soffoca, senza sapere neppure da dove è scaturito.

Image: Clare Bloomfield / FreeDigitalPhotos.net

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