Come dominare le emozioni negative


EMOZIONI NEGATIVE NASCOSTE

Le emozioni negative ci fanno soffrire in quanto sono l’effetto della paura, mentre le emozioni positive ci fanno gioire perché ci danno sicurezza ed entusiasmo. La sofferenza è sempre l’effetto della paura nelle sue molteplici manifestazioni.

La sofferenza molte volte è inevitabile. Quando perdiamo una persona cara o abbiamo un insuccesso è impossibile non soffrire. E quando subiamo un trauma o un incidente qualsiasi, è naturale avere paura.

Dunque la sofferenza episodica fa parte della vita e va considerata come un fatto normale, e quindi occorre accettarla. Ma se la sofferenza è di natura nevrotica diventa  ricorrente o cronica, ed allora si che è anormale e occorre preoccuparsi.

L’insoddisfazione perenne è sicuramente indice di nevrosi.

Come dominare le emozioni negative? Per dominare le emozioni negative non dobbiamo identificarci con esse. L’identificazione con la rabbia, per esempio, ci fa stare male causando i sensi di colpa. Pertanto, si può dominare soltanto ciò con cui non ci identifichiamo. Saper dominare le emozioni negative significa aver raggiunto la saggezza, la consapevolezza e la serenità. La serenità è appunto il superamento di tutte le paure.

Per vincere le paure bisogna superare la paura degli altri, e per non avere paura degli altri bisogna amarli. Un saggio, un illuminato non ha paura di nulla, neanche della vecchiaia, della povertà, delle malattie  e della morte! Ma come è possibile tutto ciò?  Qual è il segreto per superare le paure? E come si fa ad amare gli altri?

Il saggio ha compreso che la vita è un continuo cambiamento e quindi ha imparato ad accettare ogni cosa, ogni cambiamento, senza pretendere di cambiare la realtà. Infatti avere molte aspettative, desiderare ciò che non si può avere e non apprezzare ciò che si ha, darsi da fare per manipolare le persone e le circostanze, non essere capaci di sopportare le sconfitte, le perdite, gli insuccessi, le difficoltà, gli impegni e i propri doveri sono tutte dimostrazioni di immaturità e indice di nevrosi.

La paura è causata proprio dal non accettare i cambiamenti, dal non accettare le scosse improvvise e inattese della vita e dal non amare il prossimo.

Per esempio, se  ci ribelliamo e lamentiamo quando le cose vanno storte, significa che non accettiamo le batoste del cambiamento e perciò continuiamo ad arrabbiarci, ad avere paura e a soffrire. Accettando il cambiamento cessa la rabbia e grazie alla calma possiamo guardare in faccia la realtà ed assumerci le nostre responsabilità, quindi siamo spinti a rimboccarci le maniche e a intraprendere le azioni necessarie per cambiare e migliorare.

Ma come si fa ad accettare il cambiamento? La consapevolezza e l’accettazione del cambiamento è possibile soltanto attraverso il distacco o il non attaccamento. Infatti, più ti attacchi alle cose materiali e alle persone e più soffrirai perché esse prima o poi ti sfuggiranno e ti deluderanno in un modo o nell’altro, volontariamente o involontariamente.
L’attaccamento è causato dalla paura di perdere le nostre cose o di non riuscire ad ottenerle, e perciò genera sofferenza rendendoci schiavi degli oggetti del nostro desiderio al punto che affibbiamo a ciascuno di essi l’etichetta della felicità – sono felice soltanto se: ottengo  la donna (o l’uomo) dei miei sogni, la casa dei miei sogni, il lavoro dei miei sogni…. – e siccome la realizzazione di qualunque desiderio ritarda sempre rispetto alle aspettative, anzi spesso arrivano i fallimenti e perdiamo persino le cose che sono già nostre, ci arrabbiamo, ci deprimiamo, crolliamo in pezzi, ci sentiamo perduti.

L’attaccamento ci indebolisce e ci fa soffrire perché collega la nostra felicità alle circostanze esterne che non dipendono mai soltanto da noi. Pertanto per liberarci dalla schiavitù dell’attaccamento occorre accettare il cambiamento che è possibile solo attraverso il distacco.

Ma è possibile davvero il distacco, ovvero il non attaccamento? Qui dobbiamo chiarire bene le cose. E possiamo farlo esaminando il comportamento della natura. La natura è perfetta fino a quando non eccede: le alluvioni, gli uragani, i maremoti e i terremoti sono le classiche manifestazioni in cui la natura eccede e provoca danni enormi.

Anche gli esseri umani sono perfetti se non eccedono nei loro comportamenti. Gli esseri umani sono nel giusto quando non eccedono nel mangiare e nel bere, quando non eccedono nella fatica e nei divertimenti, quando non eccedono nelle passioni, nel sesso, nei desideri e negli…. attaccamenti.

E dunque tornando al distacco o al non attaccamento, è facile capire che anche il distacco “totale” è un eccesso! E perciò il distacco totale o comunque eccessivo è una iattura: altro che perfezione, altro che illuminazione! La funzione del distacco è soltanto quella di equilibrare l’attaccamento al quale gli esseri umani sono naturalmente predisposti! E proprio perchè siamo molto predisposti per l’attaccamento ed il possesso delle nostre cose si parla tanto dell’importanza e dell’utilità del distacco.

In realtà, siamo nel giusto e quindi illuminati e saggi soltanto quando non siamo né soltanto attaccati, né soltanto distaccati, ma l’una e l’altra cosa. Insomma, come ci suggerisce anche il buon senso comune, è il troppo che storpia! E pertanto siamo nel giusto quando siamo equilibrati. Essere equilibrati però non significa essere stabilmente nel centro, nel mezzo, senza mai spostarsi neanche di un centimetro di qua o di là. Ciò non è possibile e neanche auspicabile. La vita è cambiamento e il cambiamento è innanzitutto movimento. La mancanza di spostamento o di movimento, ovvero l’assenza di errori, corrisponde alla morte.

Purtroppo, quando indugiamo di qua o di là, quando preferiamo un polo piuttosto che quello opposto, per esempio l’egoismo piuttosto che l’altruismo, o viceversa, noi ci identifichiamo con esso e quindi ci attacchiamo e soffriamo. Il saggio però riesce a liberarsi subito dagli attaccamenti accettando il cambiamento, ossia passando disinvoltamente dall’egoismo all’altruismo o viceversa. Insomma avere sempre lo stesso atteggiamento non è mai una cosa buona perché le circostanze della vita cambiano continuamente e bisogna sapersi adattare.

Quindi il segreto della saggezza e dell’illuminazione  sta nell’oscillare di qua e di là senza allontanarsi troppo, o per troppo tempo, dal centro, il luogo della perfezione e della… morte! Soltanto l’oscillazione di qua e di là ci assicura la vita, la serenità e la gioia. Insomma il saggio sa assumere gli atteggiamenti mentali più appropriati e perciò sa fare le scelte più opportune in ogni circostanza. E non si perde mai d’animo, non perde mai la pazienza e non ha mai fretta perché non è attaccato più del dovuto alle proprie cose, ma ha sempre la “giusta” dose di distacco.

Per dominare le emozioni negative dobbiamo saper oscillare in continuazione a destra e a sinistra, ossia non dobbiamo fissarci a lungo su una data cosa in modo da acquisire la consapevolezza delle nostre azioni o piuttosto delle nostre reazioni…. Il non attaccamento e la non identificazione con le emozioni negative avviene accettando il cambiamento, ossia oscillando materialmente o/e spiritualmente come il pendolo di un orologio. Ciò significa che i due fattori opposti, pur oscillando in continuazione,  devono mediamente  equilibrarsi, ed equilibrandosi gli opposti scompare la causa di tanti danni, ossia la dualità.

In parole ancora più chiare e più semplici, amore e odio devono essere ciascuno al 50%; egoismo e altruismo devono essere ciascuno al 50%; flessibilità e rigidità devono essere ciascuno al 50%; orgoglio e umiltà devono essere ciascuno al 50%; e così via. Nel corso della vita ogni qualità non deve superare, nella “media” dei suoi valori di oscillazione, il 50%! Dunque il 50% rappresenta il valore medio di una data polarità, ed è chiaro che meno ci si discosta dalla media e più si è equilibrati. Per esempio, è risaputo che se siamo troppo buoni tutti abusano di noi! Una madre e un padre permissivi rovinano i figli.

Imparare a distinguere le azioni e i pensieri nocivi da quelli virtuosi sia per sé che per gli altri, è il primo passo per raggiungere la saggezza e la serenità. Un’azione è nociva quando è eccessiva o esagerata: quando si eccede in qualcosa persino la virtù si trasforma in difetto! Soltanto così possiamo assicurarci una vita lunga, soddisfacente e serena. E soltanto così possiamo dominare, almeno fino ad un certo punto, le emozioni negative.

La serenità si ottiene,  come tutti sanno, evitando gli eccessi. Evitando gli eccessi scompare la dualità che è la causa di tutti i mali!

Fantasticatore, facile da applicare? NO, ma vantaggioso per chi riesce, perseverando.

http://www.aquiledicristallo.com/corsi-e-seminari/tutti-i-nostri-corsi

Imago dal web.

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