Moxa: di Domenico Scarpa

DOMENICO SCARPA MANI SAPIENTI

E’ una tecnica cinese (anche se il termine deriva dal giapponese Moe Kusa) che significa erba che brucia.

L’erba che viene utilizzata è l’Artemisa Vulgaris (Assenzio cinese), perché emette una frequenza all’infrarosso ( la temperatura raggiunge i 600°C) adeguata e non brucia ne troppo velocemente ne troppo lentamente.

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E’ particolarmente indicata nelle malattie croniche e nei dolori articolari in genere.
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L’applicazione è teoricamente identica a quella dell’agopuntura, si basa sugli stessi principi fondamentali e sugli stessi punti.
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MOXIBUSTIONE - TERAPIA

L’artemisia si trova in commercio sotto forma di sigari della lunghezza di circa 20 cm per 15mm di diametro oppure sotto forma di lana dalle proprietà autoaderenti che la rendono adatta a essere separata in pizzichi di varia grandezza, dalla dimensione di un chicco di riso a quella di un conetto di qualche centimetro di altezza.

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Le proprietà terapeutiche del calore sono note fin dai tempi più lontani. In Cina per esempio esistono le prove che circa 10.000 anni fa la cauterizzazione veniva utilizzata assieme alle tecniche di agopuntura.

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Diversi erano i materiali usati per applicare il calore: foglie e ramoscelli secchi, carbone di legna, zolfo, bastoncini d’avorio. Oggi viene utilizzata esclusivamente l’Artemisia.
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Una volta individuati i punti da trattare è necessario capire se il trattamento deve essere eseguito in dispersione oppure in tonificazione. La differenza è molto importante, perché se il punto prescelto è in vuoto (kyo) cioè ha bisogno di energia, si deve tonificare (quindi fornire energia), mentre se il punto è in pieno (jitsu) cioè è carico di energia bloccata, stagnante, si deve disperdere, cioè far allontanare il più possibile l’energia.
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Per eseguire queste due tecniche, normalmente si opera così: per la dispersione il calore deve essere forte, il sigaro lo si ruota in senso antiorario, se si usano i conetti, devono essere pochi e di piccola dimensione per farli bruciare velocemente.
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Mentre per la tonificazione il calore deve essere moderato, il sigaro lo si ruota in senso orario mentre i conetti devono essere alti e stretti per farli durare di più.
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Ora entriamo nel dettaglio della tecnica vera e propria, iniziando dal sigaro. Dopo averlo acceso lo si posiziona sopra il punto interessato a circa 2 o 3 cm (dipende se ci sono in mezzo dei peli) e lo si tiene in tale posizione fintantoché la zona non si arrossa (normalmente il tempo che ci vuole è dell’ordine dei 2 o 3 minuti a punto, e dipende dalla situazione energetica, ndA). A questo punto si può cambiare tubo.
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Con il conetto la faccenda è più complessa, perché una volta posizionato e acceso tramite un bastoncino d’incenso, bisogna essere rapidi a toglierlo proprio nell’istante in cui tocca la pelle, questo per evitare piccole ustioni cutanee. Normalmente si usano 6/7conetti per punto.
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La tecnica della Moxa è sconsigliata in caso di ipertensione arteriosa, iperemia (accumulo di sangue negli organi), infiammazione acuta, malattie della pelle (nei, psoriasi, eczema, ecc.) e febbre. Mentre è utile quando non si può premere con la mano, quando i meridiani sono in vuoto, quando l’energia ristagna in basso, e quando il dolore diminuisce con la pressione.
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A tutt’oggi questa tecnica millenaria (la leggenda vuole che sia stata scoperta addirittura prima dell’agopuntura, quindi stiamo parlando del 7 mila prima di Cristo) viene utilizzata con esiti positivi in Cina negli ospedali dove si pratica la Medicina Tradizionale Cinese (MTC).
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Per quanto riguarda la mia esperienza personale come terapista, devo sottolineare prima di tutto l’aspetto non invasivo (a differenza dell’agopuntura) della tecnica, in secondo luogo la piacevole sensazione dovuta al calore che penetra lentamente in profondità mette il soggetto trattato in una condizione di rilassamento psicofisico, cosa fondamentale per ottenere risultati soddisfacenti.
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Concludendo, risultati alla mano, per quanto concerne i dolori lombari o problemi alle articolazioni in generale la Moxa si è rivelata un ottimo strumento terapeutico.
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E’ da tenere anche in considerazione il basso costo della materia prima: il sigaro per esempio costa intorno alle 1500 lire (con cui si possono trattare molti punti) e si può trovare nelle migliori erboristerie sia sciolto che in scatole da dieci pezzi.
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Da praticare con la dovuta esperienza.

DOMENICO SCARPA , MANI SAPIENTI.

Via Cascina Nuova, 39  Settimo Torinese  Torino
Cell. 338-88.63.81 Riflessologia piedi e schiena Linfodrenaggio e Shiatzu.

RIVOLGITI SEMPRE A PERSONALE SUPER SPECIALIZZATO!

UN AFFETTUOSO SALUTO DA : WWW.UNUOMOEILSUOSOGNO.COM

Imago dal web
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