Coppettazione: di Domenico Scarpa

DOMENICO SCARPA- MANI AMICHE

Circa 25 anni fa durante una vacanza in Sicilia  ebbi l’occasione di vedere all’opera una  massaggiatrice anziana che si guadagnava da vivere  facendo dei massaggi alla schiena , con una tecnica particolare chiamata  LE VENTUSATE.

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La signora che io per convenienza chiamerò Rosalia era conosciutissima in zona per  i grandi risultati che dava a coloro che soffrivano di lombalgie e sciatalgie  ed agiva cosi:
Faceva accomodare la / o il cliente e lo faceva distendere per terra a pancia sotto su di una copertina, poi massaggiava la parte con alcool  fino a che la pelle fosse asciutta, poi esercitava una tecnica francese di scollamento della cute superficiale conosciuta come pinzè e rullè, e per finire tramite dei vasetti di vetro  faceva quello che lei chiamava “ventosata”.
Quali erano i risultati ? straordinari, incredibili.

Una volta tornato a Settimo Torinese  ho voluto mettere in pratica quello che avevo imparato e nel frattempo a frequentare una scuola di Bologna dove ho potuto apprendere che  le VENTUSATE di Rosalia erano in realtà delle antichissime COPPETTAZIONI .     

La Coppettazione consiste nell’applicazione, su aree cutanee corrispondenti spesso a punti d’Agopuntura, di coppette o ventose.
Queste sono del tutto simili ai vasetti degli yogurt e possono essere  di materiale vetroso, di bambù, di bachelite, e di plastica.
Al di la del materiale con il quale sono costruite, le coppette si applicano, innanzitutto, su cute perfettamente rasata e comunque priva di peli, che provocherebbero problemi al mantenimento del vuoto e con due sistemi principali, il fuoco e il vuoto meccanico.
Il primo sistema è stato l’unico fino a qualche anno fa e consiste in tre fasi principali :
- scelta dell’area o del punto sui quali applicare la coppetta
- inserire una fiamma nella coppetta per far fuoriuscire l’aria
- applicare la coppetta

Una volta scelto il punto sul quale applicare la coppetta, si deve fare in modo che questa aderisca alla cute con il vuoto. Si procede quindi ad introdurre nella coppetta, per pochi decimi di secondo, un fiammifero acceso per determinare la fuoriuscita, per dilatazione, dell’aria contenuta nella medesima, creando quindi i presupposti per la costituzione del vuoto.
Fatto ciò si procede, rapidissimamente, ad applicare la coppetta sulla cute.
Si osserva quindi che la cute risale all’interno della coppetta per azione del vuoto, rimanendo addosso tenacemente.
Questa tecnica è di semplicità estrema ma richiede che la fiamma rimanga all’interno della coppetta per brevissimo tempo, altrimenti si rischia di ustionare la cute del paziente e di creare troppo vuoto con conseguente eccessivo richiamo di cute all’interno del vasetto.
La coppettazione effettuata creando meccanicamente il vuoto, è una recente offerta del mercato che gravita attorno alla Medicina cinese.
Le coppette create per questa applicazione posseggono una piccola feritoia sul fondo, dotata di valvola e di cono.

Questo cono si adatta ad uno strumento a pompa che richiama aria ogni volta che viene azionato agendo su una leva.
L’applicazione di queste coppette consiste di tre fasi:
- scelta del punto sul quale applicare la coppetta
- Applicazione della coppetta e creazione del vuoto meccanico
- Distacco dello strumento dalla coppetta appena applicata.
Dopo aver scelto il punto sul quale applicare la coppetta, si provvede a fissare questa allo strumento meccanico che crea il vuoto.
Si appoggia la coppetta sulla cute, nel punto prescelto, quindi agendo sulla leva dello strumento, si richiama l’aria contenuta nella coppetta e si procede, quindi, a creare il vuoto al suo interno.

Si osserva anche qui che la cute risale nella coppetta e la sua risalita è tanto maggiore, quanto più si agisce sulla leva dello strumento.
Una volta che la coppetta è ancorata alla cute, si procede a distaccare lo strumento dalla coppetta per poi lasciare questa in sede per il tempo preventivato.
Qualsiasi sia il metodo impiegato per applicare la ventosa,occorre valutare se il vuoto creato sia eccessivo o accettabile. Nel caso fosse eccessivo, si può procedere alla rimozione della coppetta per poi riapplicarla in modo corretto, oppure è possibile modificare la tensione di vuoto.

Si procede, premendo con un dito sulla cute in prossimità del bordo della coppetta. In questo modo un po’ di aria entra all’interno di essa e il vuoto viene alleviato.
In genere il tempo di permanenza della coppetta, addosso alla cute, varia dai pochi minuti alla ventina e una permanenza limitata ha effetti tonificanti, mentre una lunga permanenza ha effetti disperdenti al riguardo di stasi di QI e Sangue.
Inoltre la coppettazione può essere effettuata mantenendo le coppette in sede o muovendole sul piano cutaneo.

La prima tecnica è quella maggiormente utilizzata, mentre quella che prevede il movimento delle ventose, viene impiegata nelle sindromi ansioso-depressive gravi.

Le coppette, in questo caso, vengono applicate sui punti della branca esterna del Meridiano di Vescica, dove risiedono i punti ad azione psichica.

Raggiunta la posizione, la coppetta, applicata sulla cute opportunamente cosparsa di olio, per favorire lo scorrimento, viene fatta scorrere sulla cute in senso cranio-caudale e viceversa in modo da coinvolgere tutti i punti ad azione psichica.
La Coppettazione si addice al trattamento di tutte le sindromi dolorose, di molte sindromi depressive con forte componente ansiosa.

Poiché tende a ravvivare il circolo energetico, si applicano ogni qualvolta vi sia il sospetto di un alterato (stasi) circolo energetico.

Può essere praticata in associazione all’Agopuntura, al Massaggio ed alla Moxibustione ed è bene che sia evitata nelle persone troppo magre o nelle persone con pelle eccessivamente lassa, così come è bene che non sia applicata su cute affetta da patologie di vario genere e su aree ferite.

Un cordiale saluto a tutti .

Fatevi sempre curare da mani esperte.

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