Le Sub-personalità.

 

LE SUB-pERSONALITA'

…Come si conciliano le tante sfaccettature del sé, con l’unicità della persona?

In questo lavoro, così come negli altri, si riportano estrapolati di colloqui analitici, finalizzati ad affrontare argomenti di interesse pubblico. L’operazione, con il consenso degli interessati, rispetta tutti i dettami della legge sulla Privacy ed i principi del rispetto e della correttezza professionale.

BUONA LETTURA

D.SSA LUISA FEDERICI PSICOLOGA

La subpersonalità è un aspetto della personalità o del carattere?

Ma perché, scusi, il carattere, non è un aspetto della personalità?

Si ha ragione. Allora correggo la domanda. Quali aspetti della personalità riguarda, in particolare?

Facciamo degli esempi pratici. Lei potrebbe essere, al tempo stesso, molto disponibile coi bambini e riottosa verso gli adulti.

Che poi è vero!

Jung avrebbe detto che lei, da questo punto di vista, sarebbe in possesso di due sub-personalità, una favorevole per i bambini, una negativa per gli adulti. Poi, magari, è disponibile verso i suoi colleghi educati e, maldisposta verso quelli maleducati. In questo caso, sarebbero altre due subpersonalità.

Ma scusi, quello che lei ha descritto non è un modo di risposta coerente col tipo di persona o di evento che ho di fronte?

Si, questa è una definizione moderna.

In passato, si chiamava sub-personalità. In aggiunta a ciò che le ho enunciato, possiamo anche prendere in considerazione gli aspetti riguardanti le qualità di energia vitale umana.
Lei può reagire in maniera idonea, aggressivamente in maniera esagerata ed

affettivamente in maniera inibita. Sono aspetti di sub-personalità.

Cioè, laddove si tratta di portare fuori la sua razionalità professionale, può essere idonea ed adeguata, può essere violenta sul piano aggressivo, bloccata sul piano affettivo. Quindi, è come se lei fosse tre persone diverse.

Però questo, non dovrebbe dipendere da uno sviluppo diverso delle tre qualità di energia? Ancora non ho ben capito cosa sono, in sostanza, le subpersonalità.

Rappresentano il modo diverso di esprimersi, in funzione degli apprendimenti, delle qualità energetiche sviluppate e delle sollecitazioni.

Il termine subpersonalità può essere sostituito con “umore e modalità di comunicazione”. Ci sono subpersonalità vecchie e profonde come il bambino interiore, il neonato, la madre, e il padre (che abbiamo assorbito nel rapporto con i genitori), che risalgono dal nostro inconscio quando cerchiamo di dialogare con le nostre parte più recondite.

Alcuni esperti le identificano, alcune come “buone”, altre come “cattive”. Molte di queste subpersonalità ci aiutano fornendo assistenza e crescita. Altre sembrano distruttive o semplicemente inutili, principalmente perché si sono originate in stadi dello sviluppo che abbiamo superato.

Queste parti hanno un peso differente nella nostra personalità complessiva a seconda di quanta energia rimane in esse. Ovviamente, più subpersonalità conosciamo, su maggiore chiarore possiamo contare per illuminare le parti più antiche del nostro inconscio.

Le subpersonalità si sono formate, originariamente, per ragioni molto valide, come nostri protettori e sostenitori “da identificazione”.

Il limite negativo è dato dal fatto che appartengono ai periodi di vita “da fasi transitorie”: se da una parte ci aiutano a sopravvivere attraverso modelli stereotipati a basso consumo mentale “da apprendimenti in scatola”, per contro possono manifestare pericolose limitazioni.

Ad esempio, un bambino a contatto con un genitore alcolizzato che sviluppa una parte custode per cercare di mantenere la pace nella sua famiglia disturbata, può accorgersi che il suo sistema protettivo diventa un’oppressione, nella vita adulta.

Perciò, è necessario maturare educare e “aggiornare” questi anfratti della personalità che, alcuni, chiamano come le sto spiegando, Subpersonalità.

Se esistono più subpersonalità, come si conciliano, queste, con l’unicità della persona?

Tante subpersonalità fanno parte di una sola struttura che reagisce in maniera

differente, in base alle circostanze, come le ho spiegato prima.

Mi fa sentire disorientata l’idea che in me coesistano tante subpersonalità. A questo punto, io non so più chi sono!

Ma se fa analisi personale da anni, come fa a non sapere chi è?

Potrei anche essere un’assassina, in qualche situazione particolare!

Se ha acquisito l’apprendimento equivalente, la cosa è possibile, altrimenti non si può verificare neppure sotto ipnosi!

Allora, ogni subpersonalità corrisponde ad un tipo specifico di apprendimento, alla stregua degli algoritmi per i computer?

Si esattamente!

Purtroppo il linguaggio convenzionale, porta a complicare la vita ai non addetti ai lavori. Il merito di Giovanni Russo (per chi ha avuto la possibilità di ascoltarlo o di “leggerlo”) consiste in approccio più semplice e divulgativo… più “contemporaneo”, insomma.

Le faccio un esempio, per farle capire la differenza. Gli psicoanalisti parlano di eros e tanatos, cioè amore e morte, che si fronteggiano continuamente all’interno di ogni essere umano. Quindi, da una parte, voglia di amare e duplicarsi, attraverso la riproduzione, dall’altra, voglia di morire e di uccidere.

Questo concetto non è semplice da studiare e da capire. Se, invece, lo semplifichiamo attraverso delle spiegazioni tecniche più comprensibili, possiamo affermare che in ogni essere umano esiste il bisogno di esprimere la propria energia, attraverso un lavoro, attraverso il proprio modo di essere e di relazionarsi con se stesso e con gli altri ma, al tempo stesso, più si attiva e più produce processi ossidativi che lo consumano (secondo ben noti principi della termodinamica), per cui invecchia.

Anche se richiede qualche conoscenza di fisica, questo discorso è più accettabile, perché lo si sente più “vicino” alle cose della vita e meno dogmatico.

Bene, finalmente chiarezza!

Meno male, perché dobbiamo interrompere: ho una fastidiosa febbre da più di quindici giorni e non riesco a risolvere. Capirà, sono un po’ stanco!

Dobbiamo preoccuparci?

Non lo so… credo di avere individuato le motivazioni ma non ho la certezza di riuscire a fare centro.

Il mio problema risiede nel fatto che, una mia subpersonalità, è di tipo

autodistruttivo sul sistema immunitario. L’ ho sviluppata quando ero piccolo per adeguarmi, reprimendo, alle richieste del mondo esterno e l’ ho portata all’estremo, negli ultimi dieci anni, ogni volta che ho incontrato qualche “affetto” che mi ha reso la vita impossibile… deve considerare che io assorbo continuamente tossine attraverso il lavoro di analista!

…E ora, cosa sta succedendo?

Sono alle strette finali con un grande scontro: alcuni apprendimenti paterni (di tipo restaurazionario che mi hanno pervaso dal momento che ho considerato per molto tempo mio padre una persona di riferimento molto in gamba e lo cercavo per avere forza) stanno dilaniandomi perché, per contro, ho sviluppato un’identità piuttosto equilibrata che mi sa guidare abbastanza bene…

…E allora dov’è il problema?

Il “disastro”, questa volta, è solo dentro di me, mio padre non c’entra più… è una lotta difficilissima fra il mio sé bambino (che ancora considera, oggettivamente, il genitore, un essere valido e “giusto”) e la mia parte adulta, che non riesce ad avere il sopravvento perché i vecchi apprendimenti sono troppo intrisi di affettività conflittuale: stando così le cose, la logica non può aiutarmi! Il fatto che, nonostante tutto, riesco a tenermi in piedi e a lavorare (anche se con cautela), potrebbe propendere per uno sbocco positivo… è come se fossi in stand by… staremo a vedere!

Ma com’è possibile che non possa fare niente?

Questo non l’ ho detto! Siccome sono un pragmatico, non gradisco i proclami ed i melodrammi, per questo ho detto… staremo a vedere! Questa volta la saluto con un aforisma che ho trovato su Internet, abbastanza “intonato”

“A secondo delle esperienze che abbiamo fatto da bambini, ci siamo fatti un’immagine del mondo e abbiamo sviluppato un comportamento finalizzato ad ottenere il massimo dell’amore e dell’attenzione”

Ricordo che indipendentemente da ciò che siamo oggi, la nostra vita può costantemente migliorare, modificando la qualità dei nostri pensieri.

Gli eccipienti sono: decisione, chiarezza di idee, determinazione e forza di volontà.

Noi diventiamo ciò che abbiamo deciso di diventare!

Nel sito www.ferrari-casaesalute.it troverai esperti in dinamiche mentali e bioelettronica e molto di più! Buona lettura.

Imago dal web

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