Il parametro Logica.

 

BUSSOLA MAGNETICA

…Per giungere a destinazione… nonostante tutto!

Continuiamo le nostre conversazioni cercando di spiegare in che modo imparare a padroneggiare la nostra bussola interiore definita logica Universale, per riuscire a liberarci dalla schiavitù dei conflitti ed orientarci fra cos’è giusto e cosa va evitato.

 

BUONA LETTURA.

Ne abbiamo parlato spesso ma, in definitiva, qual è la funzione principale della logica?

Considerato, comunque, il lungo elenco di attività che espleta, possiamo ridurre il tutto ad una sola risposta: rappresentare un parametro di riferimento da osservare per stabilire quali sono i limiti di correttezza del funzionamento dell’organismo.

Per esempio, per quanto concerne i parametri ematici, è logico un valore che sia compreso intorno ai 5 milioni di globuli rossi (per millimetro cubo), e 5.000 globuli bianchi (sempre per millimetro cubo); ci possono essere delle bande di oscillazione sopportabili che, però, non debbono discostarsi troppo dai valori di riferimento.

Per quanto concerne altri aspetti metabolici, il parametro di riferimento logico indica, fra l’altro, un grado di acidità al di sotto o al di sopra del quale non si può andare, perché sarebbe incompatibile con la vita.

Per quanto concerne l’aspetto psicologico, la logica serve per verificare se gli elaborati che produciamo possono garantirci l’appagamento dei bisogni previsti dalle Leggi di Natura oppure mirano alla costruzione di strategie finalizzate al perseguimento di obiettivi sociali “falsi” e “tendenziosi”.
Mi viene in mente quello che succede quando si porta una vettura incidentata dal carrozziere: se l’urto subito dalla scocca del veicolo è stato considerevole, allora il tecnico userà uno strumento che si chiama “Dima”, per verificare se la scocca interna, che è la struttura più importante, si è deformata oppure no.

Il parametro di riferimento, cioè la Logica, in questo caso è costituto dalla “Dima”, che fornisce le indicazioni dei valori iniziali stabiliti dal costruttore. Grazie a questo si stabilisce quali sono i lavori da eseguire perché la vettura torni a marciare su strada.

Possiamo aggiungere che, dei parametri di riferimento li usiamo tutti i giorni: ad esempio, quando si vuole preparare una qualunque pietanza, ci si riferisce ad una ricetta, all’interno della quale sono fornite le indicazioni che, rispettate, consentono la realizzazione di un prodotto accettabile; al di là di questi valori di riferimento, il prodotto non è commestibile.

Quindi, ognuno di noi ha bisogno di parametri di riferimento, per stabilire cos’è giusto e cos’è sbagliato. La logica consente di fornire dei parametri di riferimento per una vita normale, sana e corretta.

Come si fa a realizzare il rispetto di questi parametri nella vita reale? Inoltre, se la logica è innata e si basa sulle Leggi di Natura, ogni essere umano dovrebbe essere in grado di percepirli da solo, spontaneamente, questi parametri, o ha bisogno di impararli da qualcuno?

I più importanti li percepisce, per gli altri ha bisogno di imparare come rispettarli, adeguandosi alle difficoltà del quotidiano. Soltanto le persone che hanno creato dei danni psicologici molto gravi o che hanno subito dei danni neurologici molto gravi, non sentono lo stimolo della fame o della sete, ma un individuo normale si accorge di quando è arrivato il momento di mangiare, di bere, di dormire, di andare in bagno. Quindi, non c’è bisogno che glielo spieghi nessuno.

Però, se per una vita sana e corretta occorre rispettare tutti i punti della logica, bisogna avere la fortuna di incontrare qualcuno che ci insegni quali sono?

Quello che dice è vero, bisogna incontrare qualcuno che, con pazienza, spiegazioni e, soprattutto, esempi di vita, ci aiuti a capire. Comunque, per quanto riguarda l’elenco degli elementi più importanti, ci si deve rifare sempre al concetto di leggi di Natura.

Precedentemente, ho già descritto le quattro interazioni e il condizionamento che esplicano su di noi, ora, succintamente, le elenco quelle più significative: man mano che procederemo nei nostri incontri, approfondiremo il discorso.

Ovviamente, una posizione di rilievo spetta ai bisogni da appagare per sopravvivere e per realizzare dignitosamente la propria condizione di essere umano; poi abbiamo le cosiddette fasi transitorie, che somigliano molto, come concetto, al bozzolo di una crisalide: limitano da una parte e proteggono dall’altra.
Esistono, inoltre, delle manifestazioni delle Leggi di Natura che mettono in relazione corretta l’essere umano col mondo esterno (il buio della notte, la luce del sole, le stagioni climatiche, lo stormire delle foglie, etc.) e col proprio mondo interno (ridere, piangere, nutrirsi adeguatamente, etc.)

C’è da aggiungere che, questi riferimenti, assumono un’importanza particolare anche e soprattutto perché noi non possiamo non restare condizionati dallo sviluppo generalizzato della Società perché, comunque, siamo influenzati.

Allora, per riuscire ad autostimarci, ad autoaffermarci, a realizzarci in senso lato, non possiamo che rifarci a quanto abbiamo osservato e sentito nell’ambito in cui siamo vissuti.

Comunque, come le ho detto più volte, i valori di riferimento per una vita gratificante non sono molti, glieli elenco in maniera succinta:

* La costruzione di un lavoro che consenta di garantirsi una retribuzione adeguata e, al tempo stesso, che offra la possibilità di avere chiaro l’utilità dell’espletamento, quindi un lavoro che non danneggi la propria dignità, ma che sia utile almeno al contesto locale, se non addirittura per una ambito più ampio, più generale;

* La “dedizione educativa” nei confronti dei figli perché, in questo modo la Società tenda ad     evolversi nelle linee essenziali migliorarsi;

* La costruzione di un buon rapporto di coppia, per migliorare la qualità della propria vita, appunto, per nutrirsi di emozioni affettive e avere la possibilità di un dialogo costruttivo più intimo;

* Il ritagliare del tempo libero per non sentirsi costretti a vivere come dei condannati “ai lavori forzati”.

Un bisogno importante, che è alla base di tutto, è quello che riguarda l’acquisizione continua di conoscenze, ma, in realtà, questo non rappresenta altro che la continuazione di quel bisogno di soddisfare la propria curiosità, che è tipica di ogni essere umano fin dai primi momenti che viene al mondo.

Appagato questo, si è in grado di potere portare avanti un’esistenza ricca di soddisfazioni.

…Ma è difficile realizzarlo!

E’ difficile perché è legato al funzionamento globale della Società dalla quale non possiamo sganciarci, perché, anche decidendo di allontanarci e andare a vivere sui monti, finiremmo col subire il condizionamento dell’isolamento, che non rappresenta un modo di vivere corretto, in quanto noi abbiamo bisogno di rapporti interpersonali.

Se, comunque, ci sono degli aspetti della logica che si avvertono, anche senza necessità di studiarli, come mai la Società propone dei modelli di vita che non sono, poi, così coerenti con una vita sana?

Volendo fare un’analisi sociologica del problema, potremmo concludere che ciò deriva da un utilizzo distorto delle fasi transitorie che porta ad amplificare le dipendenze e le paure, nonché una certa “confusione del vivere”, responsabile della disperata corsa verso obiettivi non utili.

Tutto ciò, dal punto psicologico è possibile che avvenga perché, chi attua le decisioni finali all’interno del nostro mondo psicofisico è il pensiero, che è il grande generale cui è affidato il comando supremo di tutte le operazioni.

Quando quest’ultimo costruisce delle idee, passa dalla logica a chiederne la verifica, ottenendone un assenso o un diniego, che non sono, però, vincolanti in senso assoluto, perché il pensiero, poi, è libero di attuare lo stesso anche una decisione che, secondo parametri logici, sarebbe scorretta.

Quello che ha spiegato, non può produrre un danneggiamento?

 

Sì, però tutto è legato al tipo di crescita interiore che un essere umano, nello specifico, e il “gruppo – Società“, più in generale, hanno realizzato.

Nel tempo, le cose, via via, migliorano, quindi, tanto più una persona è matura, tanto migliori saranno le sue decisioni. Nel frattempo, in questo periodo transitorio che passa dallo stadio di immaturità ad una condizione di migliore qualità, noi abbiamo questa possibilità di poter vivere al di fuori di schemi rigidi ma corretti, che sono quelli logici.

Ma ci viviamo bene lo stesso?

 

Tutto è proporzionato agli apprendimenti acquisisti e alla capacità di adattamento, conseguenti all’elasticità ed alla flessibilità.

…Però, se una persona si abitua ad usare il pensiero, attuando decisioni che non sono logiche, ad un certo punto la logica può non funzionare più?

 

Alcuni ritengono che, se si decide abitualmente in maniera sbagliata, la logica possa smettere di esplicare almeno la sua funzione di verificatrice delle idee.

Però non sappiamo se ciò sia vero, in senso assoluto; una cosa è certa: si può creare un’abitudine che ci porta a scegliere la strada meno utile, per cui gli errori, poi, sono reiterati ma tutto, comunque, è in dipendenza di ciò che una persona ha imparato nel corso della propria vita perché, se si è convinti di aver ragione, anche in relazione ad apprendimenti scorretti, li si attua lo stesso, per imitazione

ambientale.

Questo inizia ad accadere nei ragazzi adolescenti, all’interno dei gruppi e, poi, prosegue in età adulta, perché il gruppo si allarga e diventa un pezzo di Società, che viene nutrito frequentemente da informazioni pilotate che giungono attraverso i mass media.

…Cosa ci resta da fare?
 “Nascere, non dipende da noi; vivere e morire sono troppo in relazione a fattori del mondo esterno; Sviluppare e maturare è l’unica cosa che può dipendere esclusivamente da noi!”.

…E quindi?

 

Occhio alle proprie decisioni perché, come diceva Jean Paul Sartre:

“Non facciamo ciò che vogliamo, eppure siamo responsabili di ciò che siamo”.

E’ difficile perché è legato al funzionamento globale della Società dalla quale non possiamo sganciarci, perché, anche decidendo di allontanarci e andare a vivere sui monti, finiremmo col subire il condizionamento dell’isolamento, che non rappresenta un modo di vivere corretto, in quanto noi abbiamo bisogno di rapporti interpersonali.

 

Se, comunque, ci sono degli aspetti della logica che si avvertono, anche senza necessità di studiarli, come mai la Società propone dei modelli di vita che non sono, poi, così coerenti con una vita sana?

Volendo fare un’analisi sociologica del problema, potremmo concludere che ciò deriva da un utilizzo distorto delle fasi transitorie che porta ad amplificare le dipendenze e le paure, nonché una certa “confusione del vivere”, responsabile della disperata corsa verso obiettivi non utili.

 

Tutto ciò, dal punto psicologico è possibile che avvenga perché, chi attua le decisioni finali all’interno del nostro mondo psicofisico è il pensiero, che è il grande generale cui è affidato il comando supremo di tutte le operazioni.

 

Quando quest’ultimo costruisce delle idee, passa dalla logica a chiederne la verifica, ottenendone un assenso o un diniego, che non sono, però, vincolanti in senso assoluto, perché il pensiero, poi, è libero di attuare lo stesso anche una decisione che, secondo parametri logici, sarebbe scorretta.

 

Quello che ha spiegato, non può produrre un danneggiamento?

 

Sì, però tutto è legato al tipo di crescita interiore che un essere umano, nello specifico, e il “gruppo – Società“, più in generale, hanno realizzato.

 

Nel tempo, le cose, via via, migliorano, quindi, tanto più una persona è matura, tanto migliori saranno le sue decisioni. Nel frattempo, in questo periodo transitorio che passa dallo stadio di immaturità ad una condizione di migliore qualità, noi abbiamo questa possibilità di poter vivere al di fuori di schemi rigidi ma corretti, che sono quelli logici.

 

Ma ci viviamo bene lo stesso?

 

Tutto è proporzionato agli apprendimenti acquisisti e alla capacità di adattamento, conseguenti all’elasticità ed alla flessibilità.

 

…Però, se una persona si abitua ad usare il pensiero, attuando decisioni che non sono logiche, ad un certo punto la logica può non funzionare più?

 

Alcuni ritengono che, se si decide abitualmente in maniera sbagliata, la logica possa smettere di esplicare almeno la sua funzione di verificatrice delle idee.ambientale.

Però non sappiamo se ciò sia vero, in senso assoluto; una cosa è certa: si può creare un’abitudine che ci porta a scegliere la strada meno utile, per cui gli errori, poi, sono reiterati ma tutto, comunque, è in dipendenza di ciò che una persona ha imparato nel corso della propria vita perché, se si è convinti di aver ragione, anche in relazione ad apprendimenti scorretti, li si attua lo stesso, per imitazione 

Questo inizia ad accadere nei ragazzi adolescenti, all’interno dei gruppi e, poi, prosegue in età adulta, perché il gruppo si allarga e diventa un pezzo di Società, che viene nutrito frequentemente da informazioni pilotate che giungono attraverso i mass media.

 …Cosa ci resta da fare?

  “Nascere, non dipende da noi; vivere e morire sono troppo in relazione a fattori del mondo esterno; Sviluppare e maturare è l’unica cosa che può dipendere esclusivamente da noi!”.

 …E quindi?

Occhio alle proprie decisioni perché, come diceva Jean Paul Sartre:

 “Non facciamo ciò che vogliamo, eppure siamo responsabili di ciò che siamo”.

…quindi…

Fantastico! …ma se facciamo ciò che vogliamo, perché poi ci lamentiamo di quello che siamo, perché, siamo quello che pensiamo, vero??? Oppure abbiamo dei dubbi…

Se non godete di ottima salute o se avete dubbi o perplessità che essa possa essere turbata, contattateci, visitando il sito www.ferrari-casaesalute.it è un’ottima opportunità.

Aldo Mauro Bottura e tutti gli specialisti di fama mondiale che con lui collaborano, potrebbero esservi d’aiuto.

Tra i tanti (senza far torto a nessuno) citiamo il famoso Prof. Dott. Gianfranco Franceschi, la Dott.ssa Rossella Iantorno e il farmacologo Dott. Luciano Lozio, ecc…

Imago dal web

 

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