ENERGIA

Energia, logica… e pensieri positivi.

 

UNA STRADA VERSO IL CIELO

“Cento sono le scale per salire in paradiso.

Novantanove per quelli che sanno vivere bene… e sono sempre deserte!

Una per tutti gli altri… ed è sempre affollata”. Perché?

Il seguente lavoro è risultato da un colloquio di analisi didattica.

Questa opzione prevede, durante l’incontro tra analista ed analizzato, un costrutto dialogico privo di elementi catartici ed orientato verso la disamina di elementi tecnici… per una vita migliore.

BUONA LETTURA.

 È possibile dosare la nostra energia vitale? In che modo?

Lo facciamo costantemente, solo che a volte avviene in maniera inconsapevole.

Quanto parliamo, ad esempio, adattiamo il timbro, la tonalità, i volumi della nostra voce, al tipo dei discorsi che facciamo, all’interlocutore, in funzione dell’ambiente; qualcosa di simile accade per tutte le manifestazioni comportamentali dell’essere umano.

Il “dosaggio” come lo definisce lei, fa rima spesso con autogestione, ricordandoci che, mentre produciamo psicobiofenomeni da comunicare all’esterno, abbiamo da far funzionare l’intero sistema composto da psiche e corpo.

Non possiamo dimenticarci di “attivare” inconsapevolmente (mediante opportune stimolazioni ipotalamo – ipofisarie) nella giusta maniera il sistema neurovegetativo, per non rischiare di avere ripercussioni negative.

Questo è possibile quando viviamo a basso tenore di conflittualità.

Nel caso in cui gli elaborati risentano di disturbi di relazione con se stessi o con il mondo esterno, il sistema nervoso autonomo risente di questa dinamica e produce scompensi della funzionalità degli organi e degli apparati: i cosiddetti disturbi psicosomatici.

È vero che la logica ci aiuta a mettere da parte l’energia affettiva, mettendoci al riparo da conflitti sentimentali?

La logica serve a verificare gli elaborati di pensiero, in maniera asettica, per sapere in quale direzione orientare le proprie scelte di vita, senza dubbi o tentennamenti di sorta.

Nel momento in cui si elabora (in tempi vicini al milionesimo di secondo), la logica impedisce che gli aspetti affettivi inquinino le decisioni.

Questo non vuol dire che, usando la logica si diviene freddi, ma semmai, si riesce a gestire meglio i propri sentimenti.

Se, per esempio, io litigo con la mia ragazza e quindi ho uno scombussolamento affettivo, come posso coinvolgere la logica per frenare il tumulto sentimentale nei confronti della partner?

C’è una premessa da fare. Se a seguito dello scontro che ha avuto con la sua partner lei è turbato, non è in grado di usare la logica, perché quest’ultima si attiva in presenza di quiete mentale.

In una situazione critica come quella che mi ha descritto, corre il rischio di andare incontro ad un’alta possibilità di commettere errori. Non si può essere sufficientemente lucidi, è come camminare senza una bussola.

Su una scala da zero a 100, affettività, aggressività e neutrergia, sono poste tutte sullo stesso piano?

No, manifestano valori differenti, in maniera sensibile.

Un valore teorico non raggiunto fino ad oggi e difficilmente raggiungibile, prevede la prevalenza la neutrergia, pari a 40% con un’equivalenza fra affettività e aggressività, relativa al 30%: ma questo appartiene più ad essere umani ad un mondo migliore.

La nostra situazione è ribaltata invece, perché prevale sempre l’aspetto affettivo o quello aggressivo, con percentuali che superano il 40%, con un margine di neutrergia al di sotto dl 20%.

A queste condizioni siamo condannati, se vogliamo vivere bene, a migliorarci costantemente, tenendo attiva la mente in maniera neutrergica.

In questo modo la neutrergia, qualitativamente più performante, riesce a gestire l’affettività e l’aggressività.

Appena abbassiamo la guardia ritorniamo ad essere delle belve, vale per tutti, dal delinquente allo scienziato.

Può essere questo il motivo per cui esiste gente che non si accontenta e non si accetta?

Il non volersi accontentare, può essere propedeutico ad un protendere verso traguardi migliori. Il non sapersi accontentare è foriero di una vita tribolata, caratterizzata da una corsa senza fine.

È importante migliorarsi ma, anche e soprattutto, godere dei risultati raggiunti: è la base della corretta autoaffermazione.

Invece se una persona “produce e non gode”?

Potrà anche stimarsi e non autoaffermarsi, vivendo prevalentemente in conflitto.

La neutrergia per manifestarsi dal mondo esterno, si serve dall’aggressività e dall’affettività: in che modo?

Se lei non parlasse, non si muovesse, non assumesse un aspetto temperamentale e non si rendesse sufficientemente accettabile, difficilmente riuscirebbe a trasmettere il contenuto dei suoi pensieri, per cui la sua neutrergia rimarrebbe confinata all’interno delle cellule celebrali.

Per trasmettere ciò che pensa, ha bisogno di muoversi e parlare, grazie all’attivazione aggressiva, “colorando” i suoi pensieri neutrergici, con l’affettività.

Cercando il termine energia sul vocabolario, ho trovato la seguente definizione: vigore dell’animo e risolutezza nell’operare. Sicuramente una cosa positiva, ma com’è possibile che l’energia affettiva può provocarci disturbi conflittuali?

Ogni qualvolta sorge un conflitto nel momento in cui non riusciamo ad ottenere quello che ci siamo proposti nei nostri confronti, oppure tutte le volte che riceviamo indisponibilità da parte di altri.

Nel primo caso, può accadere che, per apprendimento, ci addossiamo le colpe dei mancati successi, quindi sviluppiamo ostilità nei nostri confronti.

Nel secondo caso, sempre per apprendimento, addossiamo prevalentemente le colpe ad altri, quindi vediamo gli altri in chiave negativa.

Dal momento che ci eravamo creati delle aspettative nei confronti del mondo esterno, su basi prevalentemente affettive, scaricheremo emozioni conflittuali, a causa di sentimenti feriti.

Siccome l’affettività svolge una funzione di coesione o disaggregazione, nel momento in cui non si manifesta al positivo, tende a determinare la seconda opzione, cioè a lavorare in opposizione alla forza di coesione.

Questo si manifesta all’interno di ognuno di noi infatti, quando siamo affettivamente in conflitto, produciamo uno stato d’animo di “allontanamento” dagli altri, rendendoci ostili.

Quasi sempre la logica e la razionalità ci indicano la strada per capire le Leggi di Natura, ma parecchie volte facciamo finta di non voler capire, dentro di noi cosa succede?

Accettare la realtà molte volte richiede uno sforzo per diventare maturi.

Se ci aggiungiamo i condizionamenti sociali che ci vengono trasmessi insieme al latte materno, avremo come risultato, una grande confusione rispetto a ciò che è giusto ed a ciò che è sbagliato.

Potrà trarre vantaggio dalla lettura dei miei articoli che parlano proprio di logica e Leggi di Natura, per capire come stanno veramente le cose.

In che modo sbagliamo ad usare la nostra energia?

Sbagliamo tante di quelle volte che faremmo prima a puntare l’attenzione su come usare meglio la nostra energia.

A questo proposito, le segnalo l’articolo “Alla scoperta dell’energia mentale”.

Comunque, la risposta alla sua domanda è molto complessa, diventa semplice osservando quali sono i bisogni primari per migliorare lo sviluppo dell’identità, in maniera armonica ed equilibrata, tutto ciò che ci porta verso questi elementi ci consente di usare bene la nostra energia.

Soddisfacendo i nostri bisogni sfruttiamo la nostra energia al meglio senza rendercene conto?

Se l’appaghiamo in maniera matura si, possiamo non rendercene conto consapevolmente, ma percepiamo una sensazione di benessere.

Abbiamo detto che i pensieri negativi fanno male a chi li “produce” ed a chi gli sta intorno. Mediante l’uso di logica, li possiamo trasformare in pensieri positivi, sdrammatizzando il tutto?

Con la logica smettiamo di pensare in negativo, perché un pensiero che poi sarebbe, in sostanza, un’idea o una serie di idee, rappresenta degli elementi in movimento, non sono strutture solide.

Rimangono vive ed attive finché continuiamo a pensarle.

Nel momento in cui attiviamo la logica questi pensieri spariscono, queste cose vanno immaginate come un filmato proiettato sul muro, se tu spegni il proiettore sparisce il filmato, non si mantiene più il film sul muro, quindi attivando la logica smettiamo di pensare in negativo e l’idea negativa non c’è più.

Credo che, per questa volta, possiamo accomiatarci soddisfatti: è dello stesso avviso?

Ogni volta che posso rendermi utile, spiegando i reconditi dell’animo umano, sento di aver trascorso il mio tempo in maniera utile e costruttiva. 

Arrivederci, allora e faccia tesoro di questi dialoghi.

L’energia “VITALE” positiva è sempre racchiusa in noi.

Fantasticooooo!

 

Ringraziamo per la consulenza Aldo Mauro Bottura, docente in Dinamiche Mentali, Bio Naturopata iscritto all’albo al n° 1126 della A.MI.University ed il Prof. Dott. Gianfranco Franceschi, specialista il psicologia, psichiatria e bioelettronica.

Altre dettagliate informazioni visitando il sito www.ferrari-casaesalute.it

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