L'amore è l'antidoto al rifiuto: storia realmente vissuta da un'amica, è ricca d'insegnamenti.

    

Dott.ssa Antonella una cara amica

“Quand’è che le persone smetteranno di rifiutarmi?” 

Mi posi per la prima volta questa domanda dopo che la fine di un rapporto sentimentale mi spezzò il cuore. Un uomo che amavo mi aveva lasciato per un’altra donna (che, tra l’altro, era la mia migliore amica), e il mio cuore voleva sapere “Quand’è che gli uomini smetteranno di rifiutarmi?” 

La mia domanda, però, non si riferiva soltanto a questioni sentimentali.  

Riesaminando la mia vita, mi resi conto che tutti i miei rapporti erano intessuti di varie forme di rifiuto o disapprovazione. Le mie amiche spesso disapprovavano le mie decisioni in materia di uomini. “Mary Anne”, mi dicevano, “tu investi troppo nei tuoi rapporti. Fatti una vita tua”. I colleghi che non apprezzavano le mie idee, invece, non si limitavano a rifiutarle. Talvolta si mettevano addirittura a ridere. 

“Quand’è che le persone smetteranno di rifiutarmi?” 

Era una domanda alla quale non potevo sfuggire, quindi cominciai a cercare una risposta. Non avevo idea che la mia ricerca mi avrebbe portata a trovare il compagno della mia vita… oltre che a manifestare i miei sogni. 

INSEGNARE L’AMORE PER…. IMPARARE L’AMORE

All’epoca stavo conducendo un seminario sui rapporti interpersonali, e mi sentivo in colpa per questo. Le persone in quella stanza si aspettavano da me che insegnassi loro come trovare il vero amore, quando nemmeno io l’avevo ancora trovato. 

Cos’era di me che gli uomini non potevano soffrire? 

La mia lezione fu diversa quella sera. C’erano più persone, e tra di esse la percentuale di uomini era maggiore. Ce n’erano sempre stati un pò alle mie lezioni, ma non avevano mai molto da dire. Per lo più, non facevano che lamentarsi delle donne e del modo in cui, secondo loro, li controllavano. 

Quella sera, però, c’era qualcosa di diverso. Un uomo, in particolare, era molto diverso dagli altri. Parlava, ma non si lamentava delle donne, né sembrava aver paura di un rapporto. In effetti, disse che non vedeva l’ora di cominciare un nuovo rapporto. Attirò l’attenzione di tutti. 

Dopo la lezione, un piccolo gruppo di donne si riunì intorno a lui. Lui guardò verso di me più di qualche volta, e presto altri studenti si misero ad osservarci incuriositi. “Mi chiamo Bob”, mi disse, “e non vedo l’ora di incontrarti di nuovo”. Volti speranzosi sorrisero.

Al nostro secondo appuntamento, mi fece una domanda insidiosa. Mi chiese quanti rapporti intimi avessi avuto fino ad allora. “Lo sapevo che era troppo perfetto per essere vero!” pensai. Bob era evidentemente un guardone, un “single” affamato di sesso che voleva solo umiliare un povera donna sola che insegnava rapporti interpersonali.  

La delusione s’impadronì di me, ma svanì non appena lo guardai in viso. Bob aveva uno sguardo triste. Abbassò gli occhi, ma il resto del suo volto aveva un’aria innocente. Quella reazione m’incuriosì, e così decisi di scavare un poco, girando a lui la stessa domanda. 

“Beh”, rispose, “la mia prima moglie mi tradiva. Voglio essere sicuro che una cosa del genere non si ripeta”.

Il mio cuore si sciolse, quindi risposi alla sua domanda nel modo in cui rispondo a qualsiasi domanda: tirando fuori tutto quel che ho dentro. Mi preparai a subire un rifiuto. 

Stavo parlando troppo, e quella era proprio una delle cose che gli uomini non potevano sopportare di me. Parlavo troppo; volevo troppo; mi aspettavo troppo; avevo bisogno di troppa attenzione. 

Ma Bob la pensava diversamente. Nessuna donna ha mai risposto ad una delle mie domande in modo così esaustivo”, disse. “Grazie per essere stata così onesta con me”. Detto questo, si mise a piangere. 

RISPLENDERE INVECE DI OFFUSCARSI

Pochi giorni dopo, Bob arrivò nel mio ufficio con un mazzo di fiori, per dirmi quel che già sapevo: che lui era il mio vero amore. Gli dissi che aveva ragione, e contemporaneamente dentro di me pronunciai una preghiera silenziosa: “Dio, ti prego, non voglio sentirmi mai più rifiutata”.  

Ed ora, mentre scrivo questo articolo, sento di poter dire che la mia preghiera è stata esaudita. Bob è stato mio marito per più di 18 anni, e non mi sono mai sentita rifiutata da lui. 

Cos’è cambiato? Non certo io. 

Quando Bob m’incontrò, parlavo ancora troppo, volevo troppo, mi aspettavo troppo, amavo troppo e avevo bisogno di troppa attenzione. Perché allora Bob non mi rifiutò? 

Perché fu capace di vedermi veramente. 

E perché le altre persone non erano capaci di vedermi? 

Perché ero diversa da loro. 

In che modo ero diversa? Volevo parlare dei sentimenti, mentre loro volevano nasconderli sotto il tappeto. Io credevo nelle aperte manifestazioni d’affetto, mentre loro credevano che l’amore dovesse essere sottinteso. 

Per sopravvivere al rifiuto, feci quel che fa la maggior parte della gente: imparai ad offuscare me stessa. Sopprimevo le mie naturali preferenze ed opinioni. Cercavo di essere “meno”, così che gli altri potessero sentirsi “più″ e smettessero quindi di rifiutarmi. 

In questo modo, però, non facevo che peggiorare le cose. 

 Man mano che mi sminuivo, divenivo sempre di più una sorta di “sacco da pugni” per gli altri, imprigionata in un mondo di rifiuto, senza più possedere la forza per uscirne. 

Bob aprì per me la porta di quella prigione. Mi mostrò come per percorrere il cammino dell’amore si debba non offuscarsi, bensì risplendere sempre più luminosi.  

Mi avventurai quindi per trovare un modo di vivere in un mondo che respinge i diversi, ma senza sminuirmi e senza essere rifiutata. Anche voi troverete il vostro modo di far questo con l’esercizio di questo mese. 

ESERCIZIO: L’ANTIDOTO AL RIFIUTO

Durante la giornata, trovate uno spazio di 15 minuti per voi stessi e, nel corso di esso, ponetevi la seguente domanda: 

“Cos’è accaduto oggi che mi piace?” 

In un diario (o agenda), elencate tre o quattro di queste cose che vi piacciono. Quindi, prendete in considerazione ognuna di queste cose separatamente e chiedetevi: 

“Perché mi piace questo?” 

Sempre nel vostro diario, scrivete tre o quattro motivi per ogni cosa che vi piace, ed ecco quel che accadrà: 

1) Le cose che vi piacciono si trasformeranno in cose che amate
2) Persone che finora non sono state capaci di amarvi… cominceranno ad amarvi.
3) Nuove persone, in grado di amarvi di più, vi troveranno.
4) Nella vostra vita arriveranno nuove idee e nuove opportunità.
5) L’amore prenderà il sopravvento, e i rifiuti spariranno.

  

Continuate quest’esercizio ogni giorno per 15 minuti, e la vostra vita continuerà a riempirsi d’amore fino ad eliminare ogni traccia di rifiuto. 

Ecco infine un suggerimento per la migliore riuscita dell’esercizio.  

La maggior parte delle persone che studia discipline spirituali cerca di farsi piacere tutte le cose viventi, o comunque a farsi piacere quel che pensano dovrebbe piacere loro. Ma così come è impossibile avere soltanto pensieri positivi, è altrettanto impossibile che ci piaccia ogni cosa. Le vostre preferenze sono diverse da quelle di qualcun altro, ed è giusto così. 

Ecco, per esempio, le cose belle accadute in un certo giorno:
 
 
 
 

  

1) La risoluzione del contratto di Bob con il suo primo editore.
2) L’aumento dei miei guadagni come scrittrice.
3) La guarigione dei miei noduli al seno.
Ed ecco, a mo’ di esempio, l’elenco di motivi per cui mi piaceva che Bob si fosse liberato legalmente del suo primo editore
 Sarà libero di progredire in ciò che gli piace fare.

  

Sarà in grado di guarire il suo dolore e di lasciare andare la sua rabbia. 

I suoi libri potranno tornare sul mercato, e avere quindi una seconda possibilità di successo. 

Bob scrive dei libri meravigliosi, e io non vedevo l’ora di vederli ristampati.

Bob sarà felice di ricevere posta dai suoi ammiratori e recensioni positive.
 
 
 
 

  

Stavolta, sarà in grado di godersi l’esperienza.
Troverà un editore in grado di apprezzarlo davvero.
Metterà a frutto le lezioni che ha imparato, così stavolta riuscirà ad ottenere quello che vuole.
Entrambi beneficeremo dei vantaggi finanziari di un nuovo contratto migliore del precedente.
Sarà più felice

  

Avrà più storie da raccontare sul modo dell’editoria, e io amo sentirlo parlare di sé e di quel che gli succede. 

  

Non dimentichiamo che il perfetto stato di salute ha per il 75% una componente emotiva e solo il 25% fisica. 

Occupandoci di salute e di “PREVENZIONE” sia dell’infelicità (troppo spesso causa di disturbi di cui la malattia è l’epifenomeno e non causa) sia della parte fisica, spesso bombardata da radiazioni invisibili di ogni tipo, a cui c’è rimedio. 

Invitiamo gli interessati a leggere attentamente il sito www.ferrari-casaesalute.it  e a contattarci se desiderosi di maggiori notizie. 

Aldo Mauro Bottura, una vita dedicata agli altri. 

 

 

 

Share