Il potere di un sogno

UN UOMO E ILSUO SOGNO

I vostri sogni sono molto più potenti di quanto pensiate.

Galileo Galilei sognava di comprendere il cielo notturno, e questo suo sogno lo portò ad essere l’iniziatore della scienza moderna. Verso la metà del secolo scorso, l’inventore americano Robert Goddard si figurò nella mente il viaggio spaziale e, dopo qualche tempo, l’uomo arrivò a camminare sulla Luna.

Harriet Beecher Stowe scrisse “La capanna dello Zio Tom”, e diede il via alla guerra civile, che liberò gli schiavi d’America.

I vostri sogni sono altrettanto potenti? Scopriamolo insieme, esaminando in che modo un sogno diviene realtà.

UN SOGNO D’INDIPENDENZA

Esaminiamo, per esempio, il sogno dell’indipendenza americana. Naturalmente, sapete come è andata a finire, ma dietro la storia dell’indipendenza americana c’è un dettaglio che probabilmente non conoscete: le motivazioni dell’uomo che creò il sogno.

Non furono grandi ideali, come quello dell’indipendenza, a muoverlo; fu qualcosa di molto più vicino ai motivi che stanno dietro i sogni della maggior parte di noi.

La nostra storia comincia il 19 aprile del 1775, il giorno in cui i primi sei americani morirono nella Guerra d’Indipendenza. I coloni di gran parte delle 13 colonie si erano riuniti nel Lexington Green di Boston per protestare contro la decisione degli inglesi di istituire un esercito permanente in America.

In Inghilterra, neppure il Re poteva inviare un esercito contro degli inglesi. La sua decisione di farlo fu una violazione dei diritti che tutti gli inglesi credevano di possedere. Era una cosa abbastanza esplosiva da creare l’indipendenza, eppure non bastò. Nessuno sapeva neppure cosa significasse la parola “indipendenza”.

Anni più tardi, Benjamin Franklin raccontò: “Non avevo mai sentito in alcuna conversazione, né con sobri né con ubriachi, la minima espressione di un desiderio di separazione dall’Inghilterra, e neppure un accenno al fatto che una cosa del genere avrebbe potuto essere vantaggiosa per l’America”.

E allora, in che modo l’indipendenza divenne una realtà?

Un uomo aveva un sogno, ma non sognava l’indipendenza. Sognava qualcosa di più comune, più personale. Sognava di diventare ricco e famoso.

Il nome dell’uomo in questione era Thomas Paine. Era arrivato a Philadelphia il 30 novembre del 1774, senza un soldo, divorziato, e con un storia di fallimenti alle spalle. Figlio di un fabbricante di corsetti quacchero in Inghilterra, aveva cercato di seguire le orme di suo padre, ma non aveva alcuna predisposizione per gli affari. Pertanto, fallì.

Quindi tentò di emulare suo suocero, divenendo un esattore, ma venne licenziato per negligenza. Allora divenne insegnante, ma venne licenziato anche da quel posto. La sua prima moglie morì, e ancora in preda al dolore Paine contrasse un secondo matrimonio disastroso. Proprio per sfuggire a tutti questi fallimenti, Paine riparò nel Nuovo Mondo, dove arrivò da solo e nullatenente.

Beh, in effetti non è che non avesse proprio niente. Paine aveva la sua rabbia.

Era arrabbiato contro le istituzioni inglesi, che rendevano i ricchi ancor più ricchi e i poveri ancor più poveri, contro gli esattori che erano costretti a sfruttare i loro fratelli, e contro l’impotenza del sistema educativo che, pur dovendo in teoria aiutare gli uomini a migliorare la loro posizione economica, in realtà era incapace di intaccare la rigida divisione in classi sociali che impediva sostanziali progressi.

La rabbia di Paine era condivisa da molte altre persone in America, e nel giro di pochi mesi egli trovò un lavoro come redattore di una nuova rivista. Il suo primo articolo condannò la schiavitù, e gli fece quindi guadagnare il sostegno di potenti coloni.

Uno di questi coloni, Benjamin Franklin, suggerì a Paine di scrivere la storia dei rapporti tra inglesi e americani. Paine accolse l’idea di Franklin e, 13 mesi dopo essere arrivato in America, scrisse l’opuscolo politico più autorevole mai pubblicato: “Common Sense” (“Senso comune” o “Buon senso”).

Con il suo stile efficace e potente, Paine convinse gli Americani ad adottare una forma di governo repubblicana, rispondendo una per una alle obiezioni contro il repubblicanesimo. Attaccò la devozione degli inglesi nei confronti dei loro re, raccontando la verità su di loro, ossia che discendevano da “un bastardo francese (Guglielmo il Conquistatore), che approdò con un manipolo di banditi armati e si proclamò Re d’Inghilterra contro il volere della nazione”.

Il 10 gennaio del 1776, Paine consegnò la prima copia di “Senso Comune” a Benjamin Franklin. Tre mesi più tardi, quel libro aveva venduto 120.000 copie, che per un libro di oggi equivarrebbero a 10 milioni. Entro maggio dello stesso anno, diverse assemblee statali e di contea inviarono istruzioni al Congresso per istituire l’indipendenza. E meno di due mesi più tardi, il 4 luglio, l’indipendenza venne approvata.

Quale dei vostri sogni è così potente? Scopriamolo subito!

Primo esercizio:

La giornata nazionale del sogno ad occhi aperti

Fate che un giorno di questo mese sia per voi la Giornata Nazionale del Sogno ad Occhi aperti. Fate in modo di non dover lavorare quel giorno, e programmate di fare qualcosa di completamente diverso dal solito.

Trascorrete la giornata da soli, oziando, leggendo un libro, guardando vecchi film alla TV, oppure uscendo a pranzo con degli amici.

Concedetevi la libertà di cambiare la vostra routine quotidiana e di sognare.

Quando arriva la vostra Giornata Nazionale del Sogno ad Occhi Aperti, scrivete i vostri sogni su di un foglio di cara o su un diario man mano che vi vengono in mente.

Scrivete in che modo la vostra vita cambierà; scrivete delle persone che si faranno avanti per aiutarvi; appuntatevi le idee che faranno diventare realtà i vostri sogni; scrivete dell’effetto che i vostri sogni avranno sulle altre persone.

Ecco infine alcuni miei suggerimenti per la migliore riuscita dell’esercizio:

1)     Non tralasciate i grandi sogni! I grandi sogni sono altrettanto facili da realizzare quanto quelli più piccoli.

2)     Non eliminate i sogni di compensi materiali! Così come tutte le persone sono spirituali, tutti i sogni sono spirituali.

3)     Rispolverate i vostri vecchi sogni, anche se in passato vi hanno procurato delle delusioni. Stavolta a vostro sostegno ci sono anche questi potenti esercizi.

4)     Se proprio non ce la fate ad aspettare e volete cominciare prima ancora di procurarvi una giornata libera, usate questa scorciatoia.

Prendete un foglio di carta bianca, disegnateci nel mezzo una linea e, sulla parte sinistra del foglio, elencate le cose di cui siete insoddisfatti (in qualsiasi ambito della vostra vita), mentre sulla parte destra scrivete una lista di tutte quelle che invece vi piacerebbe avere.

Lo scopo dei sogni non realizzati (o meglio, non ancora realizzati) non è quello di rendervi infelici, bensì di guidarvi alla loro realizzazione attraverso l’uso del contrasto tra ciò che desiderate e ciò che invece avete nella vostra vita. Questa scorciatoia vi mostrerà in che modo.

Se avete bisogno di ulteriori suggerimenti contattatemi dopo avere consultato il sito www.ferrari-casaesalute.it  probabilmente potremmo aiutarvi.

DA ALDO MAURO BOTTURA, AUGURI PER IL VOSTRO SUCCESSO PERSONALE E SIATE FELICI.

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