L’Uomo e i suoi contrasti: di Aldo Mauro Bottura

PREOCCUPAZIONI O DISTURBI

In tutte le coppie del mondo una delle battaglie quotidiane è lo scontro di bisogni individuali:

Dopo l’idillio del primo innamoramento ricompare l’uomo con i suoi contrasti. Il ruolo del desiderio e l’amore maturo…

“Se mi impedisci di uscire con le mie amiche, allora ti impedirò di ….”
“Visto che la volta scorsa siamo andati da tua madre, stavolta andiamo dalla mia”…

Superata la fase iniziale di innamoramento in cui la parola d’ordine sembra essere il totale e illimitato dono di sé stessi, vi è una fase intermedia (fase egoica) in cui l’Ego torna ad essere presente.

EROS

Dopo un primo periodo in cui gli innamorati saltano i pasti e perdono il sonno, nella coppia che aspira a durare nel tempo bisogna fare i conti con gli aspetti primari del corpo e della psiche arcaica. Il corpo reclama le sue necessità di cibo e sonno, e anche una parte della psiche (quella più primitiva) comincia a pretendere il soddisfacimento dei suoi bisogni di cura, presenza, attenzione, calore, sesso, ecc.

Gli scienziati affermano che il genoma umano è per il 98% identico a quello degli scimpanzé e di molti primati superiori come il gorilla e l’orango. È quindi importante comprendere che anche la nostra psiche arcaica è in gran parte formata dalla pressione di elementi biologici essenziali. Questa parte arcaica della nostra mente gioca un ruolo fondamentale nelle relazioni amorose: tutto sta nel saperla riconoscere per imparare a finalizzarla al progetto della coppia.
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La fase “egoica” della relazione non giunge all’improvviso, come un interruttore che scatta, ma si avvicina progressivamente.  Mentre nella prima fase dell’innamoramento, l’Ego (con tutti i suoi bisogni) era stato messo da parte, gradualmente tende a riprendere la sua posizione accentratrice. 
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Giunti quindi nella fase “egoica”, le coppie subiscono progressivamente una sorta di shock, dove sembrano improvvisamente risvegliarsi da un sogno meraviglioso e quindi precipitare rovinosamente in una realtà prosaica, terrena e materiale. 
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Accade spesso che gli “Ego risvegliati” sono in aperta contraddizione e conflitto: i bisogni individuali ed egoistici possono molto facilmente essere contrastanti, l’uno antitetico all’altro, mare o montagna: “mors tua, vita mea”
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L’Ego risvegliato infatti porta con sé l’orgoglio, il bisogno di avere sempre ragione, le pretese, porta la critica e il giudizio che ferisce. I partner fanno fatica a conciliare la voglia di stare assieme e le pressioni per soddisfare il proprio Ego, con la conseguenza di avvertire una continua altalena tra bisogni e desideri.

Il lui o il lei che si era addormentato con il Principe/Principessa della favola, si risveglia con il rospo/strega di un incubo che sembra ripetersi all’infinito.

Molte coppie purtroppo non reggono all’impatto con questa consapevolezza. Il tempo dell’idillio tende progressivamente a chiudersi. Tante storie si concludono proprio in coincidenza con questa fase intermedia: non riescono ad oltrepassarla per giungere alla fase successiva, quella dell’amore maturo.
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Ma mentre i bisogni sono scritti nel DNA della nostra psiche più arcaica e quindi incapaci di fare dei superamenti, possiamo immaginare che i desideri (dal latino “de-sideris”, guardare alle stelle) siano la nostra parte esistenziale e spirituale, forse inscritta in quel 2% residuo di DNA umano. 
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Percepire la presenza di una parte esistenziale e spirituale dell’essere umano non è altrettanto facile ed automatico come percepire i propri bisogni. È invece frutto di volontà, di una scelta deliberata e consapevole: è quindi importante porsi interiormente nella disponibilità di riconoscerla e poi svilupparla.
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Solo a questo livello i partner sono in grado di accedere alle proprie risorse energeticamente più elevate. Solo a questo livello gli individui possono essere sufficientemente forti da riportare il proprio Ego all’interno di una cornice contenuta e controllata.
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Scegliendo di porsi interiormente al livello esistenziale, l’individuo è in grado di realizzare quei superamenti che nella “fase egoica” è incapace di fare. Così come questa è incentrata sul bisogno irrinunciabile, la fase dell’amore maturo è incentrata sul desiderio e sul dono reciproco.I bisogni egoici pur continuando ad essere legittimamente presenti, possono essere auto-educati alla convivenza, alla socialità, addomesticati e finalizzati alla realizzazione di un progetto di coppia che altrimenti non potrebbe mai vedere la luce.
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In altre parole, in questa fase i partner riescono da una parte ad esprimere i bisogni di cura, presenza, attenzione e calore, ma nel medesimo tempo sono in grado di non cadere nella trappola della pretesa e del ricatto affettivo: “se non fai questo per me, allora io non ….”.  

Nella fase dell’amore maturo, i partner si sono dati la possibilità di crescere assieme: ma mentre in precedenza ognuno sembrava posseduto dal sacro compito di voler modificare l’altro (solo per migliorarlo naturalmente!), in questa fase ognuno si sente responsabilizzato a smussare autonomamente le proprie spigolosità.

Il confronto è sempre fondato sul desiderio comune di “stare bene assieme” e non sul bisogno di avere ragione a tutti i costi o di trovare un capro espiatorio.  I bisogni individuali perdono la connotazione di “pressione irrinunciabile”, non rischiano di diventare pretese e si trasformano invece in terreno di confronto autentico e aperto con la libertà dell’altro partner.
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I bisogni pur rimanendo presenti, sono fusi insieme alla speranza, al desiderio di crescere e trasformarsi, alla creatività, al desiderio di coltivare l’amore. Il partner allora diventa una sintesi unica, di pregi e difetti, di talenti e di limiti, di bellezza e bruttezza, di amore e di odio.  Dare calore, attenzione e cura tornano ad essere — come già nella primissima fase dell’innamoramento — frutto di un dono, frutto di libera scelta, espressione di amore e di reciprocità.
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Conclusione…tutto ciò sembra ovvio e facile, ma a ben vedere è necessaria una costante riflessione e una costante applicazione per scoprire le mutazioni quotidiane a cui è sottoposto un rapporto.Ancor più difficile è percepire le nostre mutazioni interiori e quelle di chi ci sta vicino e successivamente saperle conciliare e saperle indirizzare ad un fine costruttivo comune.
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L’energia dei bisogni primari, invece di essere fonte di conflitto e di confusione, tramite i nostri Seminari, viene educata e instradata a diventare energia del progetto di coppia che è sempre parte del progetto esistenziale dei singoli individui. Non dimentichiamoci mai che la nostra salute psico-fisica è sempre correlata all’alimentazione, all’aria che respiriamo, all’ambiente nel quale viviamo e alle situazioni “EMOTIVE” che accompagnano la nostra vita.

Assumiamoci quindi le nostre responsabilità, consapevoli di essere il soggetto dei nostri malanni e non l’oggetto di misteriose occasioni ricordando che la malattia è solo la conseguenza e non la causa di uno squilibrio.
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