LESIONE DEI MENISCHI: capitolo 1° di Domenico Scarpa

DOMENICO SCARPA

Avvertenza : questo argomento è assolutamente informativo , non può in alcun modo sostituire la diagnosi e le indicazione del medico specialista .
Sono fattori predisponenti i movimenti ripetuti ed esagerati, le. sollecitazioni funzionali continue che provocano fenomeni degenerativi della fibrocartilagine predisponendola a rottura anche a sollecitazioni meccaniche non esagerate.
La causa determinante della lesione meniscale è il trauma distorsivo che si verifica nel passaggio brusco dalla flessione alla estensione, tale, per cui il menisco viene schiacciato tra il condilo femorali e il condilo tibiale.

Nel 90% dei casi il menisco leso è quello mediale in quanto è meno spostabile, ha minor resistenza ed i traumi avvengono più frequentemente in rotazione esterna. Nella forma acuta la sintomatologia è caratterizzata da dolore improvviso con versamento ematico o siero ematico e impotenza funzionale che può essere permanente o transitoria.

La forma cronica segue a un evento traumatico anche misconosciuto avvenuto mesi o anni prima, il sintomo più evidente è il ginocchio a scatto, l’estensione estrema è impossibile, ed è presente versamento articolare spesso intermittente con atrofia del muscolo quadricipite e dolore nell’interlinea articolare dal lato del menisco leso.


TRATTAMENTO:
Nella fase acuta il trattamento mira a ridurre il più presto possibile la lussazione flettendo ginocchio ed anca in extrarotazione ed abduzione. Si applica poi ghiaccio e bendaggio compressivo per prevenire il versamento. Contemporanea- mente si fanno effettuare contrazioni isometriche del muscolo quadricipite.


Nella forma cronica, oppure se si verificano recidive dopo il trattamento riduttivo, bisogna ricorrere alla meniscectomia. Questa danneggia la biomeccanica del ginocchio e favorisce l’artrosi secondaria per sovraccarico della parte centrale dei candidi tibiali e l’instabilità articolare in rotazione.

Dopo l’eventuale intervento di meniscectomia la rieducazione inizia il giorno successivo ( o dopo 2 – 3 giorni in caso di dolori ) facendo eseguire contrazioni isometriche del quadricipite ed isotoniche del piede e dell’anca, tramite esercizi di flesso – estensione della caviglia e di sollevamento dell’arto inferiore.

Si effettua il massaggio a scopo drenante su tutto l’arto inferiore iniziando dal piede fino alla radice escludendo la zona lesa, alla fine del massaggio si pone l’arto in posizione declive per prevenire i disturbi venosi.

Contemporaneamente si fa svolgere la mobilizzazione attiva per la caviglia e, se non vi è versamento, la mobilizzazione attiva assistita del ginocchio mirando all’estensione completa che dovrebbe essere raggiunta in una settimana .

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Nell’arco di 25 – 30 giorni si aumenta progressivamente l’intensità del lavoro muscolare inserendo piscina, bicicletta e metodi dinamici di muscolazione da alternare col lavoro isometrico.

CURARSI E’ BENE, CURARSI BENE E’ MEGLIO!

DOMENICO SCARPA , MANI SAPIENTI.

Via Cascina Nuova, 39  Settimo Torinese  Torino  Cell. 338-88.63.81 Riflessologia piedi e schiena Linfodrenaggio e Shiatzu.

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