PRUDENZA: le antenne e le loro caratteristiche.

HENRY ROBERT BOTTURA GEOBIOLOGO E BIO-NATUROPATA

Un’ amica, sapendo dei miei studi sulle onde elettromagnetiche, mi chiese: “E’ vero che le antenne possono essere nocive?”. Le risposi che in alcuni casi, dipendenti dalla potenza irradiata, dalla distanza e dal tempo di esposizione, potevano esserci dei rischi per la salute. “Allora sono nei guai” mi disse “perché abito in un attico e sopra di me ci sono almeno 20 antenne”. 

Faticai un poco a spiegarle che quelle sono antenne per la ricezione televisiva e che la differenza con le antenne trasmittenti è notevole. 

Decisi allora di fare informazione per chiarire, con l’ ausilio delle fotografie, la differenza tra le due tipologie di antenne e la differenza tra i vari impianti di diffusione (FM, TV, telefonia, ponti radio, DECT, Radioamatori). 

Al fine di integrare tale informazione illustro altre caratteristiche delle antenne trasmittenti: 

- Frequenza
- Tipo di emissione
- Polarizzazione
- Lobo di emissione

- FREQUENZA
Tutte le frequenze, da quelle più basse (onde lunghe ) alle più alte (microonde) vengono utilizzate per trasmettere dati di vario tipo: 

Onde lunghe per trasmissioni radio intercontinentali.
Onde medie e corte per trasmissioni radio nazionali, internazionali e radioamatoriali. 

Onde a frequenze più elevate (50Mhz – 30Ghz) per trasmissioni locali.
  
- TIPO DI EMISSIONE
 I segnali a radiofrequenza emessi da una antenna si distinguono in: Modulazione di ampiezza (AM) in cui si modula il segnale in ampiezza.

Modulazione di frequenza (FM) in cui si modula il segnale in frequenza.
Banda laterale (SSB) in cui viene modulata solo la banda superiore o inferiore dell’ onda. 

- POLARIZZAZIONE
Le polarizzazioni delle antenne sono: 

Verticale: viene utilizzata per radio, telefonia cellulare, radio soccorso a terra ed in mare e, in qualche rara zona, per la TV. Questa polarizzazione deve essere obbligatoriamente usata per le trasmissioni omnidirezionali a 360°. 

Orizzontale: viene utilizzata per la TV, per le trasmissioni direttive radioamatoriali e su alcuni ponti radio. Sovente, in caso d’interferenze con altre stazioni, il cambio di polarizzazione permette di migliorare notevolmente il rapporto segnale/disturbo. 

Mista: sia orizzontale che verticale, utilizzata raramente, in particolari situazioni, con antenne apposite. 

 
Il lobo di emissione di un’ antenna a polarizzazione verticale copre in orizzontale un angolo di 360°. La sezione verticale di tale lobo ha la forma di un uovo e, dipendente dal tipo di costruzione, ha un angolo, in uscita dall’ antenna , di circa 30° o più. 

Il lobo di emissione di una antenna direzionale (direttiva), dipendente dal tipo di costruzione, ha un angolo molto ristretto sia sul piano verticale che orizzontale per concentrare il segnale su una ben determinata zona.. 

Il lobo di emissione di un ponte radio punto-punto e’ ancora più concentrato con angoli di emissione, sia sul piano verticale che orizzontale, di pochi gradi. 

Concludo con una curiosità : è possibile, trovandosi in zone poco conosciute di una città ed avendo perso l’ orientamento, guardare dove puntano le antenne televisive e capire la propria posizione. 

RIPETITORI

- LOBO DI EMISSIONE 

Ovviamente bisognerà sapere su quali zone della città sono puntate le antenne.
A Roma, per esempio, le antenne del I e II canale RAI sono puntate su Monte Mario, quelle della V banda (tv private) sono direzionate verso i Castelli Romani. Le parabole per la ricezione satellitare sono puntate verso SUD. 

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In Italia si è cominciato a parlare dei pericoli dell’ elettrosmog dal 1992.  

ANTENNE PER UMTS ORMAI OVUNQUE

In quel periodo le zone a rischio erano concentrate nelle vicinanze dei ripetitori FM e TV. L’ avvento dei ripetitori per telefoni cellulari ha causato una diffusione capillare del fenomeno elettrosmog che è destinato ad un aumento inarrestabile.

Le frequenze attualmente in uso (900 e 1800 Mhz.) saranno entro due anni affiancate da quelle necessarie al funzionamento dell’ UMTS (1850 – 2100 Mhz.) che, trasmettendo una mole rilevante di dati digitali e necessitando di nuovi ripetitori, creerà un aumento consistente della radiazione di fondo. 

Le proteste popolari organizzate dai numerosi Comitati che sorgono spontaneamente ad ogni nuova installazione e le Organizzazioni per la difesa dei Consumatori, sono riusciti a fare approvare la Legge 381/98 che da 20 V/m ha portato il limite a 6 V/m (oltre le 4 ore di esposizione) ma non sono quasi mai riusciti a far eseguire il trasloco o lo smantellamento di un impianto anche se supera abbondantemente tale limite. 

Realisticamente, considerando queste premesse, è difficile sperare in una diminuzione dell’ elettrosmog nel prossimo futuro, anzi se ne prevede il raddoppio nei prossimi cinque anni.  

Dobbiamo abituarci a questa convivenza tentando di minimizzarne gli effetti. 

Come ci siamo rassegnati all’ esistenza dei ladri, difendendoci con blindature ed antifurto, al rumore con i doppi vetri..etc, così dovremo rassegnarci alla convivenza con l’ elettrosmog, schermandoci almeno in quei locali dove soggiorniamo più a lungo.

In sintesi le regole di difesa sono quattro

1. Misurazione dell’ entità della radiazione. 

2. Distanza di sicurezza. 

3. Limitazione del tempo di esposizione. 

4. Schermatura della fonte, del sito abitabile o della persona. 

ALDO MAURO BOTTURA IL VOSTRO TECNICO DI FIDUCIA

Una soluzione facilmente realizzabile per le case in costruzione o in ristrutturazione, e’ quella della schermatura elettromagnetica dei locali abitativi, in particolar modo le camere da letto e gli uffici. 

Il rischio è infatti proporzionale al tempo di esposizione. 

Le mura di un edificio, a seconda della loro composizione, attenuano in buona parte l’ elettrosmog. Le finestre sono invece completamente trasparenti alle onde (i cellulari, infatti, funzionano meglio vicino alle finestre). 

Per risolvere tecnicamente questo problema esistono tessuti e vetri schermanti in grado di attenuare le onde elettromagnetiche. Dopo le prime 24 ore di irraggiamento sono morte il 20% delle cellule leucemiche in più rispetto ad una analoga cultura non irraggiata ma, prolungando l’ esposizione, le rimanenti cellule sopravissute hanno iniziato a riprodursi rapidamente.
 

Questo studio non è una prova del pericolo delle onde elettromagnetiche sulle cellule sane ma accerta che, in caso di forma tumorale pregressa, le radiazioni accelerano l’ evoluzione della malattia e che comunque esiste una interazione tra onde elettromagnetiche e cellule umane. 

L’ Organizzazione Mondiale della Sanità sta eseguendo ulteriori studi sui cellulari e nel frattempo ha consigliato di limitarne l’ uso.
 
Vi consigliamo di:
Usare l’ auricolare alternando l’ orecchio ogni 1 minuti e tenendo il cellulare il più distante possibile dal corpo.
Estendere completamente l’ antenna se del tipo estraibile. 
Avere brevi conversazioni specialmente nelle zone con poco campo.

 

RILEVAMENTO ELETTROMAGNETICO

Prendiamo spunto da una ricerca del CNR di Bologna per rinnovare i consigli alla prudenza nell’ uso del cellulare: vedi pubblicazioni sulla rivista New Scientist. 

Non tenere il cellulare, anche in standby, a contatto con il corpo. 

Per i giovani sotto i 18 anni si consiglia vivamente una prudenza doppia rispetto ad un adulto. Oppure provvedete a schermarlo con OF 2107.  

Questa ricerca evidenzia ovviamente anche il problema dei ripetitori per telefonia cellulari (è come avere un cellulare sempre acceso a 2/3 metri di distanza e la radiazione interessa tutto il corpo, non solo la testa). 

E’ disponibile una consulenza tecnica gratuita via e-mail all’ indirizzo
http://www.ferrari-casaesalute.it/contatti.asp  

 

ROUTER UMTS

UMTS: cosa e’? 

 
La nuova tecnologia che ci permetterà di avere Internet, macchina fotografica, SMS animati, notizie in tempo reale, filmati, etc…. si chiama UMTS. 
 
 

 

E’ un grande balzo in avanti nella tecnologia delle telecomunicazioni e, a parte qualche inutilità, e’ sicuramente uno strumento potenzialmente molto utile. 

Il decreto Gasparri ha di fatto favorito l’ installazione dei ripetitori UMTS, sia su ripetitori GSM già esistenti, sia in nuovi siti. 

La caratteristica dei ripetitori UMTS è quella di emettere una potenza inferiore di circa il 50% rispetto ai ponti GSM. 

Questa caratteristica comporta l’ installazione dei ponti a poca distanza uno dall’ altro con la tecnica delle microcelle: molti trasmettitori ma con minore potenza. 

Con un esempio pratico possiamo immaginare una grande stanza con una unica luce centrale oppure con molte lampadine. 

Una caratteristica dell’ UMTS e’ quella di trasferire dati digitali.  

I ponti GSM, così come i telefonini, trasmettono principalmente la voce, riducendo la potenza di trasmissione quando si è in ricezione (sistema VOX). 

In pratica un ripetitore UMTS regolerà la sua potenza di emissione in modo da stabilire un buon contatto con il portatile UMTS e manterrà questa potenza per tutto il tempo del collegamento, salvo aumentare o diminuire la potenza in caso di spostamento del portatile.

L’ installazione di questi nuovi ponti radio sta preoccupando molti cittadini e molti comitati stanno formandosi dappertutto.  

Così come sopra descritto il sistema UMTS difficilmente potrà superare la soglia dei 6 V/m di Legge anche nei siti dove viene aggiunto ai ponti GSM.
La Legge 381 prevede oltre le 4 ore la soglia di 6 V/m (che non sono pochi!!) senza specificare limiti per le 8-12-24 ore. Prudenzialmente e’ comunque meglio non superare i 2 V/m per lunghe permanenze (specialmente per i bambini).
 
 
In caso di vicinanza alle antenne, specialmente ai piani alti e se in vista, è consigliabile far eseguire delle misurazioni ed eventualmente schermarsi.

  

Un consiglio sull’ uso del cellulare:  
Anche usando l’ auricolare non tenetelo all’ orecchio quando non è necessario: veicola le frequenti trasmissioni di riconoscimento (specialmente se siete in movimento). 
 
 
Se avete gli occhiali, specialmente se metallici, levateli mentre telefonate in quanto il metallo si comporta da antenna concentrando la potenza sugli occhi che, su frequenze vicine alle microonde, soffrono di riscaldamento e possibili danni. 
 
Esistono altre onde particolarmente nocive al nostro perfetto equilibrio omeostatico. Ad occuparsi di ciò una scienza antica la Geobiologia. 

Ampie spiegazioni e documentazioni Tecniche, Mediche e Scientifiche visitando il sito www.ferrari-casaesalute.it  

  

Solo una corretta ed attenta prevenzione può migliorare la nostra salute. 

Ferrari Via Vergana 31 Agrate B.za MI tel. 039-6890003 fax 039-6881698 

  

CELLULE SOTTO CULTURA

Il Dott. Fiorenzo Marinelli  del CNR e il suo staff hanno esposto una cultura di cellule leucemiche a un irraggiamento a 900 Mhz per 48 ore con una potenza di 1 milliwatt (un telefono cellulare ne emette mediamente 2 o più). Dopo le prime 24 ore di irraggiamento sono morte il 20% delle cellule leucemiche in più rispetto ad una analoga cultura non irraggiata ma, prolungando l’ esposizione, le rimanenti cellule sopravissute hanno iniziato a riprodursi rapidamente.

Questo studio non è una prova del pericolo delle onde elettromagnetiche sulle cellule sane ma accerta che, in caso di forma tumorale pregressa, le radiazioni accelerano l’ evoluzione della malattia e che comunque esiste una interazione tra onde elettromagnetiche e cellule umane.

L’ Organizzazione Mondiale della Sanità sta eseguendo ulteriori studi sui cellulari e nel frattempo CONSIGLIA DI LIMITARNE L’USO.

Esiste la possibilità di schermare ???  SI

Pur essendo ancora bassa la vostra percezione del rischio, occupateve, per saperne di più.

 

Imago dal web.

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