ELETTROSMOG

ELETTROSMOG

Incolore, inodore ed invisibile, l’inquinamento elettromagnetico è un inquilino silenziosamente perturbante.

L’elettrosmog si divide in radiazioni elettriche ed elettromagnetiche.

 

Antenne Radio-Televisive

Tralicci

Centrale Elettrica

 

 

 

 

 

Campi elettrici

I campi elettrici sono generati dalla tensione fra due poli. Il valore del campo elettrico generato aumenta quando cresce la vicinanza e quindi la tensione tra i due poli. Pertanto, per avere una radiazione elettrica non è necessario la presenza di corrente: la radiazione elettrica è presente con tutta la sua forza anche se un televisore è spento!
È bene ricordare che ogni cavo, specialmente quelli nascosti all’interno delle pareti, rappresenta un forte potenziale di radiazioni.
Campi elettromagnetici
I campi magnetici sono generati quando la corrente scorre attraverso un conduttore. Il valore del campo elettromagnetico aumenta quando cresce la corrente e la vicinanza in cui sono sistemati i conduttori.

Cellulari sempre in crescita

Malattie da elettrosmog

I cosiddetti sintomi da elettrosmog si presentano improvvisamente e inspiegabilmente. Si tratta in particolare modo di insonnia, emicrania, inquietudine, stanchezza, mancanza di iniziativa, problemi di concentrazioni, perdita di memoria, tensioni improvvise…
Nei casi più gravi: alta pressione del sangue, tachicardia, difficoltà di respirazione, disturbi della vista e dell’udito, uno stato d’animo che cambia secondo il luogo di permanenza.

Le persone che manifestano disturbi sotto l’influenza dell’elettrosmog si chiamano persone elettrosensibili e il loro numero è in costante aumento.

In base agli studi effettuati da eminenti ricercatori si è accertato che tutta la serie di sintomi, che in passato si pensava fossero causati da stress o da inquinamento atmosferico, risultano in realtà determinati da una prolungata esposizione all’energia prodotta da centrali elettriche ad alta tensione o da ripetitori radio-tv di alta potenza.

 

Extremely Low Frequency

Le preoccupazioni sono andate aumentando in seguito alla scoperta delle energie ELF (Extremely Low Frequency), cioè di tutte le frequenze inferiori a 100 Hz in grado di provocare dei danni cellulari.

In questi ultimi anni molti ricercatori e scienziati hanno tentato di individuare e capire la correlazione dei campi ELF con certi tipi di cancro come il melanoma, il linfoma, la leucemia, i tumori della vescica, del cervello e della mammella.

Effettuando analisi e spettroscopie si è constatato che le persone esposte per mesi ad elevati campi elettromagnetici con frequenze inferiori a 100 Hz presentano alterazioni cellulari.

Oltre alle cellule viene influenzata anche la ghiandola pineale che, localizzata in corrispondenza della base del cranio, produce un ormone chiamato melatonina, indispensabile per il buon funzionamento del nostro sistema immunitario.

Molti ricercatori e studiosi hanno fissato il livello di sicurezza nella soglia massima di 0.20 micro Tesla.

Occorre precisare che le radiazioni generate dai campi elettromagnetici non si accumulano nel nostro organismo, come invece avviene per le radiazioni nucleari. Questo significa che anche se rimaniamo esposti ad esse per pochi minuti, non corriamo alcun rischio perché la ghiandola pineale, una volta fuori dalla loro influenza, riprende a produrre regolarmente melatonina.

Ben diverse possono risultare le conseguenze di un’esposizione continua nei bambini o nelle persone anziane; maggiori rischi corrono inoltre quelle persone che trascorrono più ore al giorno esposte ad intensi campi elettromagnetici ELF in grado di ridurre nel sangue i livelli di melatonina.

È bene infine sapere che più ci si allontana da una sorgente ELF, più l’intensità del campo si riduce in scala non lineare. Quindi, se ad una distanza di 5 cm. un qualsiasi apparecchio elettrico irradia un valore di 0.80 microTesla, se ci allontaniamo di 10 cm. questa intensità si riduce a 0.20, e ad una distanza di 50 cm. ha dei valori nettamente entro la norma.

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