I Fiori di Bach: di Massimo Piacenza

 

Dr. EDWARD BACH (1886-1936) MEDICO RICERCATORE BRITANNICO

 “Mens sana in corpore sana”, dicevano a ragione i latini. E’ la formula vincente per il ben-essere.

E’ innegabile che una buona salute inizi da un buon pensiero: la volontà di stare bene è la scintilla che avvia tutta la serie di processi mentali ed azioni legate al raggiungimento di questo proponimento, in sostanza la prevenzione dell’infelicità, di cui la malattia non è che il nome e la forma.

Nel 1934, due anni prima della sua scomparsa, Bach scriveva: “non vi è vera guarigione senza un cambiamento del modo di vivere, senza la pace dell’anima, senza una sensazione di gioia interiore”.

A questa verità era arrivato dopo una vita intensa e laboriosa come medico, non priva di sofferenze personali. Nato nel 1986 vicino a Birmingham, dopo un periodo durante il quale lavora nella fonderia del padre si laurea in medicina e presta la sua opera negli ospedali, osservando i malati e come reagiscono individualmente ai medicinali, per cui non ogni cura è valida per tutti.

Nel 1917, durante un periodo di intenso lavoro, una emorragia seguita da un intervento chirurgico d’urgenza rivela un tumore che gli lascia tre mesi di vita. Ignorando la prognosi, si mette a lavorare ancora più freneticamente alla ricerca di nuovi metodi di cura.

Sentendosi sempre meglio fisicamente, giunge a sostenere che un grande interesse, un amore o un compito prestabilito permettono il ritorno della salute e l’allontanamento della morte, almeno fino alla conclusione della propria missione.

Apre uno studio privato e si occupa di immunologia e batteriologia, mentre si avvicina all’omeopatia  studiando l’opera di Hannemann.

Lavorando anche in ospedale, riesce ad isolare dall’intestino di malati cronici sette batteri che, trasformati con le metodiche descritte da Hannemann, diventeranno i Sette Nosodi Intestinali di Bach, una specie di vaccini corrispondenti per sintomi caratteristici ad altrettante categorie di persone e comportamenti.

Ma non è questo lo scopo della sua vita, la sua attenzione è attratta dalle piante e dalle erbe. Camminando in parchi e giardini si accorge di essere in grado di giudicare intuitivamente le proprietà curative di alcune piante e le malattie per cui queste potevano costituire un valido rimedio.

Nel 1930 Bach si trasferisce in Galles per dedicarsi esclusivamente alla ricerca delle piante medicinali, partendo dal concetto di fondo secondo il quale la rugiada dei fiori è impregnata delle loro proprietà medicinali e somministrandola così ai propri pazienti.

Leggiamo ancora nei sui scritti: “fiori, cespugli e alberi non coltivati di ordine superiore hanno, grazie alla forza delle loro vibrazioni, la capacità di aumentare le nostre e di aprire i nostri canali di comunicazione con il nostro Io spirituale; di inondare la nostra spiritualità con le virtù di cui abbiamo bisogno e di purificare con ciò le carenze caratteriali che sono all’origine delle nostre sofferenze”.

Negli anni successivi Bach arrivò a ottenere 38 preparazioni a base di piante e fiori selvatici e soprattutto riuscì a scoprire il metodo per semplificare e razionalizzare la loro preparazione, lasciandoli semplicemente galleggiare in acqua di sorgente ed esponendoli alla luce del sole o al chiarore della luna. Una di queste preparazioni non deriva da un fiore ma dall’acqua di roccia.

Questi 38 preparati, definiti i 38 “guaritori”, trattano sette stati d’animo negativi: depressione-disperazione e scoraggiamento, disinteresse per il presente, eccessiva cura per il benessere degli altri, insicurezza-incertezza, ipersensibilità, paura, solitudine.

Nel 1936, conscio di aver compiuto la propria missione, Bach si spegne nel sonno, lasciando in eredità all’umanità questo “dono di Dio” che sono le sue scoperte.

Da allora sono centinaia gli studi e le ricerche che attestano la validità del metodo, che permette di armonizzare dolcemente gli stati d’animo alterati i quali, secondo la concezione di Bach, costituiscono l’essenza profonda della malattia.

Una menzione particolare riguarda l’impiego con successo anche con gli animali, creature indiscutibilmente dotate di una loro emozionalità e sensibilità, ad ulteriore prova che i risultati ottenuti non possono essere dovuti ad effetto placebo.

Un’ulteriore avanzamento nella metodologia è stato realizzato adattando la chinesiologia applicata all’individuazione dei rimedi necessari a trattare i singoli stati d’animo alterati che una persona può presentare. La metodica permette inoltre di indagare più profondità rispetto al solo colloquio, rendendo possibile la determinazione e la risoluzione delle problematiche inconsce.

Per amore verso l’opera di divulgazione, nei prossimi articoli verranno prese in esame singolarmente le indicazioni inerenti ognuno dei 38 Fiori di Bach.

ALDO MAURO BOTTURA GEOBIOLOGO GEOPATOLOGO BIO-NATUROPATA RICERCATORE E SCRITTORE

Essi verranno presi in considerazione, in accurata sintonia, con le analisi geobiologiche  effettuate dalla Ferrari Casa e Salute o con la preventiva visita di ALDO MAURO BOTTURA sulla situazione dei valori vibrazionali ricontrati dei vari organi .

Se desiderate saperne di più, richiedere un nostro intervento, prenotare un check-up, scriveteci e sarete richiamati nel più breve tempo possibile.

“Lo star bene è un’illusione momentanea la dove non si rispettano rigorosamente i principi essenziali per godere di BUONA SALUTE SEMPRE”……..parole di aldo

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