L’Omeopatia, medicina per il recupero dell’equilibrio energetico.

La storia della Fondazione Omeopatica Italiana di Napoli potrebbe iniziare così: “C’era una volta l’acqua, l’acqua dei poeti, l’acqua dei miracoli, l’acqua fresca degli omeopati, l’H2O dei chimici…”.

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JACQUES BENVENISTE
STUDIOSO SCOPRITORE

 

Tutto dipende dal punto di osservazione, così come cambia un paesaggio a seconda se lo vediamo da terra, da una montagna, da un elicottero. Allo stesso modo le cose di tutti i giorni, il lavoro, lo studio, possono essere svolti con seriosità, routinarietà e una buona dose di noia, oppure affrontati con gioia, creatività e rendere la vita più colorita.

Ad un fatto però non potevamo rassegnarci: che l’acqua di Lourdes, che guarisce, fosse considerata miracolosa, mentre l’acqua omeopatica, che pure guarisce, fosse considerata una truffa. Decidemmo allora di andare alla… fonte della questione per cercare di capire, ed eventualmente misurare, le proprietà terapeutiche delle acque miracolose.

Così, tra un piatto di maccheroni e un bicchier di vino, ci ritrovavamo, medici e fisici, fino a notte fonda per elaborare ipotesi sul comportamento paradossale dell’acqua che cura.

Ponemmo così un tassello nell’edificio dell’omeopatia, piccolo ma fondamentale, di cui andiamo fieri.

Nel frattempo Benveniste a Parigi dimostrò che dell’acqua, precedentemente trattata col metodo omeopatico, era in grado di indurre la liberazione di istamina da parte dei basofili come se questi fossero entrati in contatto direttamente con l’anticorpo.

Il povero Benveniste fu dileggiato e trattato come un truffatore dal mondo cosiddetto scientifico, inviarono nel suo laboratorio maghi e prestigiatori perché scoprissero il trucco! Ancora oggi le principali riviste scientifiche si rifiutano di pubblicare articoli di Benveniste, ignorandone deliberatamente la serietà e l’esperienza. Quello delle acque che curano, a quanto pare, è considerato ancora un argomento stregonesco.

Come scrive Bernard Shaw: “Il mondo è diviso in due categorie, i responsabili e gli irresponsabili, se fossero i primi a dirigere le sorti del mondo saremmo ancora all’età della pietra”. Per fortuna gli irresponsabili, gli stregoni, i sognatori, i ludici, non hanno rinunciato alla forza propulsiva delle loro fantasie ed intuizioni.

STUDIO SPETTOGRAFICO

Dallo studio spettrofotometrico dei vari tipi di acqua notammo che acque raccolte da comuni fonti presentano una curva molto simile e priva di caratteristiche mentre l’acqua di Fatima presenta, in due larghe bande di frequenza, oscillazioni molto marcate, i domini di coerenza.
L’acqua di Lourdes, presenta domini di coerenza in bande ancora più larghe e perciò, entrando in risonanza con un maggior numero di pazienti, manifesta qualità terapeutiche su più patologie, certo che se una persona ha una patologia che cade nella stretta banda priva di domini di coerenza, non troverà giovamento da quell’acqua, sfortuna sua!

 

Che cosa sono i domini di coerenza? Essi sono la luce imprigionata nella materia degli antichi alchimisti, ovvero oscillazioni coerenti, in fase, di durata brevissima, che continuamente si formano e si disfano. Gli alchimisti avevano espresso con linguaggio figurato leggi fondamentali che poi i moderni scienziati hanno descritto in termini matematici.

Oggi sappiamo che esistono fenomeni come la sono – luminescenza, grazie al quale vibrazioni sonore che incontrano superfici acquose determinano la comparsa di forme ordinate, chiamate bolle blu.

Sappiamo che l’acqua ha molte più proprietà di quelle descritte dalla chimica poiché gode di proprietà fisiche che la rendono simile ad un dipolo in continua oscillazione.

L'ACQUA FONTE DI VITA

Sappiamo, inoltre, che all’interno dell’organismo esistono tre tipi di acqua: l’acqua 1, esterna alle macromolecole, si comporta come l’acqua di fonte, l’acqua 3, adesa alle macromolecole, si comporta come loro, l’acqua 2 invece si comporta come un tutto unico, il citoscheletro, presentando caratteristiche oscillatorie di stabilità e coerenza. Allora non è per scherzo che la natura ci ha fatto per l’80% di acqua!

Si comprende, dunque, come i domini di coerenza, seppure rapidissimi e in continuo mutamento, possano essere, con tecniche appropriate, “fissati” o meglio “memorizzati” in una boccetta e somministrati come farmaco ad un organismo che si è ammalato per aver “dimenticato” qualcuna di quelle specifiche oscillazioni. Questa è la base del funzionamento del farmaco omeopatico e probabilmente anche di altre discipline come l’agopuntura, l’osteopatia ecc. Meccanismo al contempo semplice e complesso poiché la vita è complessa, non complicata.

Per comprendere ciò è necessario uscire dal modo di pensare con cui siamo stati formati e che considera l’organismo vivente come una macchina fatta di pezzi intercambiabili assemblati in maniera casuale con una guida esterna  ed estranea alla macchina.

Quando il medico allopatico si trova davanti ad un paziente studia il suo corpo disinteressandosi del suo modo di vivere, di pensare, di emozionarsi, ecc….. senza rendersi conto che la malattia organica è il punto finale di un processo che ormai ha esaurito la sua forza propulsiva e da cui non è possibile risalire al meccanismo che ha guidato quella struttura fin lì.

Così come si visitasse una città dopo un bombardamento: quello che si vede è il risultato finale e irreversibile di un’azione distruttiva che non dice nulla riguardo al modo di vivere o di pensare di quelle persone, o sulle motivazioni dell’azione bellica.

Così il mondo emotivo, fonte di vita e di motivazione all’agire, è considerato dall’allopata estraneo, separato dal corpo.

Il medico omeopatico, invece, è attento a tutto ciò che concerne la vita del paziente, sia al livello somatico sia a quello emotivo e mentale. Egli è interessato a conoscere la storia che lo ha forgiato ad essere quello che è, che gli ha insegnato a relazionarsi con gli altri in quel modo e ad utilizzare il cervello in quella specifica maniera.

Mentre le oscillazioni dello stomaco, ad esempio, determinano la digestione degli alimenti e quelle delle ghiandole endocrine la produzione di ormoni, le oscillazioni cerebrali determinano stati mentali. Il cervello, infatti, funzionando con modalità quantistiche, viene perturbato dalle frequenze in cui siamo immersi, fungendo da filtro per alcune ed entrando in risonanza con altre le quali attivano ricordi, sensazioni, emozioni. Normalmente noi tendiamo ad azzerare gli stati interni per essere presenti all’ambiente e pronti all’azione, che altrimenti risulterebbe disturbata.

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Tenuta dal Prof. Emilio Del Giudice

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