GEOBIOLOGIA E LA RETE DI CURRY

LA RETE DI CURRY
 
RETICOLO UBIQUITARIO DI CURRY

 

 

Esiste un’altra rete di natura elettrica e di struttura cubica, scoperta dal dott. Manfred Curry, che si posiziona diagonalmente rispetto a quella di Hartmann.

Le fasce si propagano da nord nord-ovest a sud sud-est e da sud sud-ovest a nord nord-est, formando un angolo di circa 45° rispetto all’asse magnetico terrestre.

Questa struttura varia d’intensità e frequenza in relazione al luogo, alla latitudine e longitudine, alle condizioni climatiche, alle intensità delle radiazioni cosmo-telluriche e alle interferenze tecniche dei campi elettrici.

 

RETE UBIQUITARIA

DI CARRY

La larghezza delle fasce è di circa 50 cm. ed è soggetta a variazione nel corso del giorno e della notte.

I lati, di circa 3.50 mt., così come le fasce, possono essere estremamente variabili, condizione che rende difficile la loro individuazione.

I nodi perturbanti, che nella Rete di Hartmann possono raggiungere, se non amplificati da altri fattori, una dimensione di circa 30 cm. di diametro, nella Rete di Curry possono arrivare ad assumere dimensioni di 1 mt.

Se sostare su nodo di Curry durante il giorno, in posizione statica e per un tempo prolungato, può generare una serie infinita di disturbi, riposare o dormire può divenire causa destabilizzante per il nostro organismo trasformando i disturbi in gravi patologie.

L’ipotesi di una sovrapposizione dei nodi di Hartmann con quelli di Curry può comportare una condizione degenerativa ancora più grave.

Non va infine dimenticato che tutti i reticoli elettromagnetici di natura cosmo-tellurica aumentano la propria intensità dalle ore 23.00 alle ore 04.30 circa.

 

 

MODIFICAZIONE DEI

VALORI EMATICI E

NUCLEARI DELL’INDIVIDUO

 

Gli esperimenti sul sangue effettuati nel 1975 dal dott. H. Koning hanno dimostrato che sostare in prossimità dei nodi di origine geopatica determina la formazione di granellini, piccole sfere, bollicine e filamenti, in altre parole di particelle non osservate in zone neutre.
 

Sheller ed altri ricercatori hanno supposto che tali cambiamenti, imputabili alle radiazioni ionizzanti presenti nelle zone perturbate, siano così forti da modificare i mitocondri localizzati nel citoplasma delle cellule animali.

L’esistenza dei reticoli costituiti da raggi cosmo-tellurici è stata confermata dalle ricerche sperimentali degli ultimi 30 anni svolte in Germania dai fisici Pollak, Cody, Curry, Koning e Varga, dalle Università di Heidelber, Gottingen, Tubingen, Monaco e, in Italia, dal prof. Drigo dell’Istituto di Fisica dell’Università di Ferrara.

ANCHE QUESTI RILEVAMENTI STRUMENTALI COSTITUISCONO PARTE INTEGRANTE DELLE NOSTRE PERIZIE GEOBIOLOCICHE AL FINE DI DETRMINALE IL GRADO DI SALUBRITA’ DELL’AMBIENTE.

RICORDANDO CHE PER OGNI ANOMALIA COSMOTELLURICA O TECNICA PROVOCATA DALL’UOMO ESISTE UNA SOLUZIONE, CONSIGLIAMO I LETTORI DI NON AFFIDARE LA PROPRIA VITA O LA PROPRIA SALUTE AL CASO O ALLA BUONA SORTE.

ALDO MAURO BOTTURA

FOTO: DAL WEB

 
 
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