I MISTERI DI MITRA

Il sapere gnostico rivela proprio questo: “per crescere occorre lasciare morire qualcosa”. Questo qualcosa che deve morire è la nostra natura più bassa, gli istinti primordiali e più aggressivi, la perfidia, il sadismo, il desiderio di sopraffare gli altri.

I grandi miti ci indicano questa strada.

Ercole solleva l’Idra verso il cielo, inginocchiandosi. L’umiltà dell’eroe insieme alla sua determinazione riescono a vincere il nostro immondo che vive nell’oscurità di una caverna, proprio come nell’ombra Ercole lo solleva alla luce del sole che scaccia tutti i fantasmi, la conoscenza che viene dalla divinità sconfigge le sue forze.

È la vittoria di tutti gli esseri umani sulla bestialità e la paura.

Anche Teseo affronta il Minotauro in un labirinto oscuro, che è il labirinto della nostra coscienza, dove è annidato il mostro della nostra malvagità.

Qui è una donna che fornisce all’eroe il mezzo per uscire dl labirinto e quindi per tornare alla luce; il femminile e il maschile muovendosi all’unisono sprigionano una forza invincibile.


MITRA MENTRE UCCIDE IL TORO
 
 

Nell’uccisione del Toro, esposta al Louvre, il Dio Mitra usa il coltello per tagliare la carotide al Toro, nel farlo tiene ferma la bestia per il muso e le zampe, volge la testa e non osa guardare. 

Il Dio sembra triste nel farlo perché Mitra e il Toro sono una cosa sola. Mitra rappresenta il nucleo divino composto di spirito e anima, mescolato con la bestia che è il Toro.

Simbolicamente tutti nella vita percorriamo questo cammino; nella gioventù siamo preda della passione, compiamo azioni impulsive, desideriamo il successo, il denaro, l’amore.

Questo amore però è vissuto come possesso e gelosia non come ricerca del bene di un altro. Piano piano dovremmo riuscire a comprendere che tutti i beni che abbiamo accumulato ci sono dati solamente in prestito, resteranno sulla Terra quando ce ne andremo e qualcun altro li userà al nostro posto.

Se avremo compreso questo allora potremo sentirci liberi, sicuri, sereni e cercare di volgere gli occhi a “ciò che non si vede”, indagare oltre la morte e cercare il contatto con Dio.

Questo è il percorso che indica ogni iniziazione.

 

 

VIVIAMO L’AMORE E NON L’ATTACCAMENTO ALLE COSE MATERIALI, SIAMO DI PASSAGGIO E NULLA PARTEREMO NEL NOSTRO MONDO FUTURO.
 

Indipendentemente dall’età che abbiamo apriamo le nostre porte alla conoscenza interiore e imparando a conoscerci impareremo ad amarci e a comprendere gli altri.

 

E da ALDO MAURO BOTTURA, CHE SIA LUCE.

 

Percorsi di Crescita e sviluppo personale e Counselling

Tracce: tratte da Fenix n° 14 2009
Imago: tratte dal web

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