Una vita accanto agli altri….

 

Prof. Manuela Racci

Nata a Meldola, Forlì, il 28 agosto 1961 si è laureata a pieni voti in lettere moderne presso l’Univerità di Bologna e da oltre vent’anni insegna materie umanistiche presso i licei di Forlì e provincia, spinta da una profonda motivazione all’insegnamento inteso come “trasmissione di passione ed esercizio costante di umanità” (Socrate).
Ha collaborato con la redazione del quotidiano “la Repubblica” di Firenze e frequentato due corsi di perfezionamento in storia, di cui uno in storia medioevale con il professor Franco Cardini; ha lavorato presso la casa editrice “Guido d’Anna” per la realizzazione di alcuni manuali di storia ed educazione civica e presso la casa editrice “Le Monnier” come correttrice di bozze.

Ha ottenuto due pubblicazioni relative a Dante sulla rivista “Critica Letteraria”.

Tiene tutt’ora conferenze su argomenti filosofico- letterari e partecipa a dibattiti televisivi su tematiche attuali relative al presente disagio giovanile.

 

Incontrare Aldo Mauro Bottura è un’esperienza totalizzante…una sorta di folgorazione fatale che, nel momento stesso in cui ti investe, senti che attendevi da sempre, poiché tutto inesorabilmente ti stava conducendo a quell’incontro.

Diviene allora tremendamente difficile esprimere a parole le sensazioni ed emozioni che ti attraversano come una tempesta e ancor più risulta quasi banale e riduttivo dire chi realmente sia Aldo Bottura…….

 

Ci si trova quasi a vivere la dimensione ontologica dantesca “del transumanar per verba non si porìa” poiché c’è in lui qualcosa di indicibile e ineffabile, un’essenza sottile che palpita , tramata di luce e di antico che sembra risalire dalla notte dell’indistinto e dell’indeterminato di fronte a cui la parola umana capitola e tace…

Il mio incontro con lui si inserisce pienamente in una dimensione di totale dislocatio  di me stessa da me stessa, un attraversamento iniziato con la lettura avida del suo libro (Un uomo ed il suo sogno) e portato a compimento dall’incontro vero e proprio…e alla netta sensazione di averlo già incontrato è seguito  immediatamente un senso profondo di protezione, di sicurezza, di porto raggiunto dopo tanto vagare nel mare quotidiano della mia sofferenza.

Impossibile sottrarsi al carisma della sua personalità, al magnetismo dello sguardo dato da quei lampi che fugaci gli attraversano gli occhi, un baluginìo repentino e magico che tanto sa di cielo, uno sguardo fatto di bagliori che penetrano giù nell’anima accendendovi il Fuoco della Conoscenza, della Coscienza e della Consapevolezza che dischiude le porte  del Tutto, dell’Infinito, dell’Armonia.

Aldo potrebbe davvero abitare le pagine  dei grandi dialoghi platonici come figura demonica: il demone secondo la sensibilità degli antichi greci è quell’entità che sta tra cielo e terra, tra divino e umano, tra metempirico ed empirico, atta a sollevare l’uomo verso le realtà ultime, le visioni iperuraniche, oltre i cancelli del tempo e dello spazio… una sorta di scala verso il cielo , un ponte verso l’infinito..

E la forza che lo connota è proprio quella della parola: la parola di Aldo è pregnante, scava dentro, ti avviluppa in un reticolo irrinunciabile di domande e ti obbliga a fare i conti con te stesso, poi ti solleva verso le visioni sovrannaturali e per un attimo squarcia il velo e ti fa andare Oltre, oltre il sensibile,oltre i limiti del finito e respiri il profumo del cielo.

Parlare con lui è stata la mia medicina , la terapia della mia anima, come  leggere le pagine savie di un libro: le sue parole sembrano essere la summa di tante verità filosofiche disseminate nella memoria del tempo e se tendi l’orecchio affinato cogli le voces di tante auctoritates…ma in lui non c’è studio, erudizione, supponente affettazione, tutto appartiene alla sua natura, alla sua quidditas, tutto è impresso nell’anamnesi della sua antica e nobile anima.

Sono fermamente convinta che Aldo sia strumento di Amore universale..Amore inteso come Cura, Responsabilità e Rispetto  dell’altro che giunge a lui, chiedendo sovente aiuto per la propria guarigione…E Aldo si prende cura, in prima istanza, di quel corpo, corpo malato , sofferente, fiaccato. E’ il momento più scientifico dell’incontro, legato alla scienza della geobiologia  dove la ditta Ferrari regna sovrana grazie alla perizia e alla professionalità del proprio staff tecnico e medico-scientifico.

Ciò che lascia il segno è il momento successivo, quando Aldo ormeggia la tua anima…Prendersi cura dell’anima…questa ritengo sia la cifra ermeneutica di Aldo! E prendendosi cura della tua essenza , della tua interiorità, solo per il fatto di starti accanto parlandoti, ti fa partorire la tua verità, ti porta dolcemente al cedimento del tuo IO esteriore, roccaforte della razionalità, della mente che mente, per liberare la parte vera, l’Io interiore, quella che Platone chiama follia divina che abita dentro di noi ma da cui noi abbiamo preso congedo e che costituisce dunque la firma della nostra divinità.

Assistendo al cedimento del nostro IO, questo maestro, con il sorriso che gli è così congeniale, aiuta la nostra ri-nascita, come una sorta di socratica levatrice. Solo arrivando  alla conoscenza profonda di se stessi (e ogni tragitto che abbia a che fare con la conoscenza passa attraverso l’Amore) si attua la propria rinascita e quindi la guarigione.

E’ commovente il suo mettersi a disposizione degli altri: toccato e chiamato dalla sofferenza altrui, ha impostato la sua vita come cammino sia fisico che spirituale accanto ai suoi “pazienti” che diventano suoi compagni di viaggio, in un esercizio costante e quotidiano di umanità…e chi ha la fortuna di intrecciare la propria esistenza alla sua , trae dal suo ottimismo, dalla sua magica energia, dalla luce che emana e che gli deriva da tangenze speciali  con l’Assoluto , la spinta per credere in se stesso e cambiare la propria vita, riappropriandosi del proprio Sé interiore, per tornare ad essere bambino stupito ed emozionato di fronte allo spettacolo della vita, tanto da poter urlare  un liberatorio FANTASTICOOO!!!

Ringrazio la Proff. per tanta gratitudine e riconoscenza.

Aldo Mauro Bottura

Share